Se sarà l’ultima manovra di questo governo, «saranno gli italiani a deciderlo». Giorgia Meloni appare soddisfatta del percorso portato a termine in questa legislatura. La direzione è chiara «come sempre ce l’ha avuta questo governo», spiega. «La stessa direzione che ci ha permesso di registrare l’apprezzamento degli investitori e di poter contare sulla considerazione dei risparmiatori italiani, qualcosa che ci rende molto orgogliosi».
Manovra da 26 miliardi, Meloni rivendica la fiducia dei risparmiatori
I titoli di Stato in mano alle famiglie in questi anni sono cresciuti di 220 miliardi di euro: il dato che più di tutti per il premier «certifica la fiducia che i cittadini ripongono nella serietà, nella responsabilità e nella capacità di questo governo». Le priorità sono sempre le stesse, tanto che, anche se sembrava impossibile, sono state «confermate tutte le misure della precedente manovra che sarebbero terminate quest’anno, un pacchetto che vale da solo circa 9 miliardi. Una legge di Bilancio da 26 miliardi, una cifra che sorprende qualche giornalista. È il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a chiarire: «Io non ho mai detto che erano 24, né 20. Ho detto parlo alla fine di questo duro lavoro dicendovi quanto è».
Giovani, lavoro e imprese al centro della legge di Bilancio
Al centro, giovani, lavoro, imprese, sanità. Meloni spera che la manovra «possa dare risposte alle giovani generazioni, a una percezione, fondata o meno fondata, di scarso interesse che spesso questi ragazzi sembrano avere dello Stato e della politica nei loro confronti. Proviamo a farlo con risposte concrete. Cerchiamo di dare un segnale di attenzione: non è vero che le istituzioni non ci sono per i ragazzi». E ancora: «Voglio essere chiara, noi non diamo risposta a chi spaccia le vetrine, ma ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, lavorare, che vogliono poter affittare una casa in una nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico».
Sanità, 3,4 miliardi in più per il fondo nel 2027
Si conferma l’impegno anche nell’innalzamento dei fondi per la sanità, così come fatto dall’inizio del mandato. «Aumentiamo il fondo di 3,4 miliardi portandolo a 146,3 miliardi nel 2027, quindi un altro record. Una parte, una quota di questo aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso, che sono la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica».
Lavoro e previdenza, arriva il fondo per i nuovi nati
Sanità ma anche lavoro. Tanto è stato fatto in questi anni e i dati sull’occupazione confermano la bontà del percorso intrapreso. Il governo pensa pure alla previdenza dei nuovi nati. C’è molta soddisfazione anche da parte del ministro del Lavoro, Marina Calderone, per l’introduzione del fondo «nuovi nati», misura sulla quale ha lavorato in questi mesi insieme all’Inps e che prevede la creazione di un «salvadanaio» aperto presso l’Inps, al quale lo Stato verserà un contributo di 100 euro l’anno fino ai 18 anni per ogni nuovo nato a partire dal 2027. «Un investimento sul futuro delle nuove generazioni», commenta Calderone.
Bollo auto e contributo di banche e assicurazioni
Diventa strutturale l’esenzione del bollo auto, misura che consente al premier una stoccata a chi «aveva tentato di sminuire la misura sostenendo che fosse una mancetta elettorale e invece verrà smentito, perché la misura è strutturale e definitiva». Meloni si dice fiduciosa in merito alla possibilità che le banche possano fare ricorso sul contributo chiesto dal governo: «Credo che anche le banche e le compagnie assicurative comprendano la situazione e condividano la necessità di dare una mano. Non c’è stata molta possibilità stavolta di arrivare a un accordo, non so se devo aspettarmi un ricorso, spero francamente di no».
Meloni sull’Ucraina: «Continuare a sostenerla per garantire la pace»
In conferenza stampa c’è stato spazio anche per temi che esulano dalla manovra. «Penso che Salvini abbia tutto il diritto di segnalare un sentimento, un umore della sua base, ma l’orientamento prevalente della sensibilità della maggioranza di governo è che per garantire la pace il modo migliore sia continuare a sostenere l’Ucraina, per cui non prevedo che quella sintesi cambi», risponde a chi le chiedeva un commento alle parole del vicepremier su Kiev. La conferenza stampa post Cdm è anche l’occasione per commentare gli attacchi ricevuti dopo il video sulla mancata convalida di arresto nei confronti di Youssef Siher. «Nessun attacco ai magistrati, ho difeso il lavoro dello Stato».
Giorgetti: «La trattativa con Bruxelles è andata molto bene»
In sala stampa c’erano anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il suo vice Maurizio Leo. «La trattativa con Bruxelles sull’uso della flessibilità è andata molto bene. Abbiamo detto dall’inizio che chiedevamo flessibilità nell’ambito della Nec», ha detto Giorgetti. «La discussione che è avvenuta su più livelli ha prodotto i risultati che auspicavamo nell’ambito delle regole europee che noi continuiamo a rispettare, siamo uno dei pochi Paesi che le rispettano puntualmente, questo potrebbe essere giudicato da qualcuno un difetto, io lo ritengo un pregio».
Salvini rivendica la flat tax, Tajani punta sul ceto medio
Salvini ha rivendicato l’intervento sull’aumento del tetto della flat tax per le partite Iva a 100.000 euro. E poi mostra soddisfazione per i 5 miliardi delle grandi banche, finanza e assicurazioni, «una parte della copertura è a carico di chi sta guadagnando di più in questo 2026». Tajani spiega di essere «soddisfatto per il segnale dato al ceto medio per la riduzione dell’Irpef, ma anche ai giovani perché ci siamo occupati concretamente dei loro problemi, vogliamo dare loro una prospettiva di lavoro e per la casa».
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