Patente, Salvini prepara la riforma: addio ai quiz «da ruota della fortuna»
Matteo Salvini (Ansa)

Domande incomprensibili, ben lontane dalla realtà stradale di oggi. È questo il principale bersaglio di Matteo Salvini quando annuncia la propria volontà di riformare l’esame della patente. Il ministro dei Trasporti ha scelto la presentazione del Rapporto sulla sicurezza stradale 2026 di Dekra, alla Camera dei Deputati, per rinnovare un impegno già dichiarato in precedenza: aggiornare i quiz teorici prima della fine della legislatura.

«Non so se qualcuno ha mai provato a mettersi nei panni di un aspirante neopatentato, di 18 o anche 53 anni: auguri, ad alcune domande penso nemmeno i più professionali tra i professionisti potrebbero adeguatamente rispondere», ha detto Salvini.

L’obiettivo, ha spiegato il vicepremier, non è rivoluzionare la prova pratica, ma tarare quella teorica sulle esigenze della mobilità contemporanea. Un impegno ribadito anche al forum di Conftrasporto-Confcommercio, lo scorso 22 ottobre: «Conto di arrivare a un esame più moderno, aggiornato, giusto, semplice, che non sia la ruota della fortuna».

Il cellulare alla guida: prima causa di morte

La cornice in cui Salvini ha rilanciato questa proposta non è affatto casuale. Il Rapporto Dekra presentato alla Camera, giunto alla 19esima edizione, offre ogni anno una fotografia puntuale dello stato della sicurezza sulle strade italiane. E i numeri, quest’anno, parlano chiaro su un fronte in particolare.

Dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, sono addirittura 72.422 le patenti ritirate per uso del cellulare alla guida. «Quei tre secondi in cui prendi il telefonino fanno la differenza tra la vita e la morte, più dell’alcol e della droga: è la prima causa di morte», ha sottolineato il ministro.

Cosa pensano gli italiani della sicurezza stradale

L’indagine condotta dall’Istituto Piepoli per Dekra Italia, in collaborazione con Ital Communications, restituisce un quadro che si potrebbe definire «in chiaroscuro». Il 59% degli italiani giudica infatti le strade che percorre abitualmente come molto o abbastanza sicure. La percezione è più positiva al Nord: nel Nord Ovest la quota sale persino al 72%, nel Nord Est al 69%.

Sul fronte delle priorità, i cittadini indicano la manutenzione delle infrastrutture come prima urgenza (57%), seguita da maggiori controlli (48%) e da una migliore educazione stradale (46%). Dati che, letti nel complesso, suggeriscono una visione della sicurezza come problema sistemico, non solo individuale.

Tra i comportamenti più pericolosi rilevati dall’indagine, l’utilizzo dello smartphone alla guida si conferma al primo posto (63%), davanti alla guida in stato di alterazione da alcol o droghe (59%) e al mancato rispetto di precedenze e segnali (44%). La stanchezza al volante riguarda invece il 42% degli intervistati.

Tra i più giovani, in particolare, emergono alcune abitudini preoccupanti: il 26% dichiara di attraversare fuori dalle strisce o con il semaforo rosso, mentre il 22% ammette di superare i limiti di velocità.

La proposta di riforma di Salvini

Il messaggio che è necessario carpire dal Rapporto Dekra è che la sicurezza stradale non si ottiene agendo su una singola leva. Innovazione tecnologica, infrastrutture adeguate, normative chiare e comportamenti responsabili devono procedere insieme, armoniosamente. La riforma dell’esame della patente proposta da Salvini si inserisce esattamente in questo quadro: aggiornare le regole di accesso alla guida è parte di una strategia più ampia, che parte dalla formazione e arriva fino alla manutenzione dell’asfalto.

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