Guerra hacker ai frigo: l’Italia limita i danni
(Ansa)

Sbrinamento di frigoriferi e freezer da remoto, cibo da buttare e danni economici. Come in Francia lo scorso 12 ottobre, un attacco informatico ha colpito gli impianti di refrigerazione di oltre 100 supermercati in diversi Paesi europei, Italia compresa, oltre alle basi militari Usa. Buttati gli approvvigionamenti alimentari di 20 punti vendita in Sicilia, tra Catania, Ragusa e Palermo, due a Sassari, ma segnalazioni sono arrivate anche da un’azienda toscana, operante nella ristorazione collettiva e da una dell’Emilia-Romagna, attiva nella produzione dei surgelati.

La temperatura è salita fino a 50 gradi nei banchi frigo dei punti vendita connessi a Internet. I dipendenti di una coop di Palermo raccontano di essere arrivati al lavoro al mattino e di aver trovato una «situazione surreale», con ingenti quantità di merce, circa 3.500 pezzi di prodotti surgelati, andati a male e da gettare come rifiuto speciale.

Attacco hacker ai supermercati, indagini della Polizia postale

Su tutti i casi indaga la Polizia postale e benché nessun hacker abbia avanzato rivendicazioni, una ricerca pubblicata nelle scorse settimane dalla società americana di cybersicurezza Forescout documenta una serie di precedenti operazioni, rivendicate da gruppi di hacker filorussi. L’ondata di attacchi ha compromesso i sistemi di controllo dei frigoriferi in supermercati di Svezia, Belgio, Estonia, Lussemburgo, Irlanda e ieri anche Germania, causando gravi disservizi, tonnellate di perdite alimentari, essendo stata interrotta la catena del freddo, e milioni di danni.

In Italia danni limitati: sistemi di sicurezza e vulnerabilità

Dai primi accertamenti emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente a Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione, tipo password non aggiornate. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole.

Palazzo Chigi: nessun rischio per la salute dei cittadini

Il governo ha infatti rassicurato affermando che «gli attacchi cyber hanno avuto in Italia impatto limitato e non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento. Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene peraltro notificata dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ai Nas dei carabinieri, al fine di garantire tempestivi interventi. L’Acn ha richiamato gli operatori della grande distribuzione organizzata, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le società di manutenzione ad adottare stringenti misure di sicurezza informatica», ha comunicato Palazzo Chigi al termine di una riunione del sottosegretario Alfredo Mantovano, insieme al ministro Francesco Lollobrigida, con i vertici dei servizi e dell’Acn. «Non sussiste quindi alcun allarme, ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti», conclude la nota.

Governo e filiera alimentare, quattro direttrici contro gli attacchi

Il governo intanto continuerà ad agire lungo quattro direttrici: monitoraggio e analisi della minaccia, attività peraltro avviata già da mesi; interlocuzione costante con i fornitori e i venditori della filiera alimentare; individuazione e tempestiva notifica dei soggetti esposti; diffusione su larga scala di comunicazioni preventive e indicazioni per la mitigazione dei rischi nei settori interessati. «Seguiamo la situazione con grande attenzione, ma senza allarmismi: al momento non registriamo criticità nelle reti distributive e continuiamo a lavorare in stretta sinergia con le autorità competenti per garantire la sicurezza delle attività e la piena tutela dei consumatori», ha detto il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli. Per Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti: «Il cibo degli italiani non può dipendere dalla vulnerabilità di pochi nodi informatici e logistici. Serve un piano straordinario per proteggere la filiera alimentare, tutelando la salute dei cittadini, il reddito degli agricoltori e la continuità delle forniture».

Crosetto e Donzelli: «La guerra ibrida è già in atto»

Quanto già detto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, «la guerra ibrida non si dichiara, è già in atto», è condiviso da Giovanni Donzelli, vicepresidente del Copasir: «Quello che è avvenuto in queste ore è la conferma di quanto sia necessario investire in Difesa e in sicurezza per difendere i cittadini e la libertà quotidiana di ciascuno di noi».

Bruxelles, l’Ue denuncia un tentativo di sabotare la filiera alimentare

Per Christophe Hansen, commissario europeo per l’Agricoltura, si tratta di «un tentativo deliberato di interrompere l’approvvigionamento alimentare nell’Ue con l’obiettivo di minare la fiducia dell’opinione pubblica. Sebbene la sicurezza alimentare non sia attualmente a rischio, lo spreco di cibo e l’impatto sulle imprese sono problemi reali».

Così la commissaria europea per la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib: «Ciò che un tempo appariva come fantascienza, è oggi parte della nostra realtà quotidiana in termini di sicurezza. Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa zona grigia, dobbiamo restare vigili». Oggi riunione operativa a Bruxelles.

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