- Surreale sfogo della figlia di Affleck all’Onu sull’urgenza di usare i bavagli: «Dobbiamo proteggere i bimbi». Palla presa al balzo in Italia. Andreoni (Simit): «Protezioni da imporre nei reparti a rischio e negli ospizi».
- L’ex sottosegretario Fraccaro: «Martina mi disse di aver informato i pm». La chat letta in commissione, però, lo smentisce.
Lo speciale contiene due articoli.
Lo strampalato «speech» di Violet Affleck, figlia degli attori Ben Affleck e Jennifer Garner, sul palco delle Nazioni Unite a New York per reclamare il ritorno all’obbligo della mascherina Ffp2 negli spazi chiusi, dà la misura dello sciagurato effetto che hanno avuto le restrizioni anti Covid sull’equilibrio mentale dei giovani. La ragazza, 19 anni, attivista e matricola al Davenport College della Yale University, è stata invitata martedì e un evento dedicato alla qualità dell’aria che si è tenuto nella sede newyorchese dell’Onu e ha pronunciato, con voce rotta dal pianto e mascherina d’ordinanza, un appello accorato affinché si continuino a indossare le mascherine per «frenare la diffusione del Covid, vista la pandemia in corso» (sic).
La lezioncina della Affleck ai leader mondiali è stata improntata su come il mondo stia «ignorando la pandemia (di Covid, ndr): l’obbligo di indossare la mascherina è stato abbandonato troppo rapidamente», ha dichiarato la giovane, criticando «gli adulti» per il loro «ritmo implacabile di ritorno alla normalità» e sostenendo che stanno «ignorando, minimizzando e nascondendo sia la prevalenza della trasmissione aerea che la minaccia di Long Covid». «I leader ci dicono sempre che noi siamo il futuro – ha detto Affleck – «ma quando si tratta della pandemia in corso il nostro futuro ci viene rubato proprio sotto gli occhi». L’attivista ha poi criticato la Cochrane Review A122 realizzata dall’epidemiologo Tom Jefferson et Al. che ha avuto l’ambizioso obiettivo di raccogliere e valutare tutti gli studi Rct disponibili su come si trasmettono i virus e quali misure sono utili per mitigare i contagi (giungendo alla conclusione che non è dimostrato che le mascherine facciano la differenza): secondo Violet la «scienza» ha dimostrato che il virus Sars Cov-2 è trasmesso attraverso l’aria e può persistere negli ambienti interni. «L’infezione da Covid – ha quindi statuito la ragazza – può causare danni invalidanti a quasi tutte le cellule del corpo, dal cervello al cuore, fino ai nervi e i vasi sanguigni». Affleck si è detta «terrorizzata» del fatto che i bambini possano diffondere il virus nelle scuole: «Non conosceranno un mondo senza dolore ed esaurimento debilitanti, perché non possono fidarsi dei loro corpi per giocare, esplorare e immaginare, sono furiosa per conto loro. È una negligenza di altissimo livello guardarli negli occhi e dire “Sapevamo come proteggervi” (con le mascherine, ndr) e non l’abbiamo fatto», ha concluso la ragazza.
Per chi ritenesse che si tratti soltanto dello sfogo di una giovane fragile e poco informata – invitata a parlare da una istituzione sovranazionale in quanto figlia di due star di Hollywood – le notizie che giungono dall’Italia rappresentano però una doccia fredda: secondo Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale vicario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), al di là dell’appello lanciato dalla figlia di Ben Affleck all’Onu, «migliaia di italiani sono da tempo sensibili all’argomento». «Il 70 per cento delle persone con patologie respiratorie già indossa il dispositivo di protezione, in modo del tutto spontaneo, prima di accedere nei nostri ambulatori, così come in luoghi chiusi come metropolitana, bus e treni», ha comunicato Bartoletti. Di questo 70 per cento i più sensibili sono le persone di mezza età: «La loro abitudine stupisce anche noi medici. Ed è una soddisfazione, evidentemente durante gli anni della pandemia da Covid abbiamo fatto un buon lavoro» (sic), ha dichiarato il vice segretario nazionale vicario della Fimmg che però, bontà sua, è cauto sull’obbligo. «Senza motivazione fa più male che bene – ha sottolineato – io stesso sono contrario all’obbligo se non è finalizzato ad un obiettivo. Molto possono fare, invece, una corretta informazione e una buona comunicazione». «Spiegare i vantaggi dell’uso della mascherina in caso si abbiano patologie respiratorie, che come lo stesso Covid sono sistemiche e possono far danno ai più fragili, è nel loro interesse. Imporre senza un motivo, al contrario, fa più male che bene», ha dichiarato Bartoletti, ignorando in maniera drammatica le evidenze scientifiche che risalgono ormai a tre anni fa e che hanno chiarito una volta per tutte che non c’è prova che le mascherine proteggano dall’infezione da Covid, mentre sono ben noti i danni psicologici che queste restrizioni hanno fatto soprattutto a bambini, adolescenti e ragazzi: il caso della giovane Affleck fa scuola.
Ma un appello all’obbligo arriva invece da Massimo Andreoni, responsabile scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit): «La sensazione è che si stia perdendo l’abitudine ad indossare la mascherina anche nelle strutture mediche e nei reparti ad alto rischio. Secondo me andrebbe reintrodotto nei reparti di terapia intensiva, oncologia, ematologia, geriatria, neonatologia, immunologia e nelle Rsa per pazienti e visitatori. Resto invece contrario all’uso indiscriminato della mascherina in tutto l’ospedale.
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