Il report che scheda chi combatte il gender
Tutti i colori dell'«orgoglio» omosessuale in sfilata (Ansa)
  • In un documento di Align, Ong finanziata dalla fondazione di Bill Gates, si lancia l’allarme: «Gruppi cattolici e politici si oppongono a educazione sessuale e uguaglianza di genere nelle scuole». Siamo al paradosso: le vere lobby che denunciano lobby immaginarie.
  • Pro vita pubblica l’elenco dei grotteschi progetti arcobaleno sovvenzionati dall’Ue.

Lo speciale contiene due articoli

«Gruppi religiosi estremisti e partiti politici stanno prendendo di mira le scuole di tutto il mondo nell’ambito di un attacco all’uguaglianza di genere, coordinato e ben finanziato», che danneggia gli Lgbt. È quanto si legge nel rapporto appena pubblicato dal titolo Chi ha le mani sulla nostra istruzione? Identificare e contrastare le restrizioni di genere di Advancing Learning and Innovation on Gender Norms (Align), piattaforma digitale «per sfidare e modificare le dannose norme di genere che colpiscono adolescenti e giovani adulti», guidata dal think tank Overseas Development Institute (Odi), registrato come ente di beneficenza.

Per dare un’idea di come si muove questo ente, pensate che la prossima tavola rotonda del 17 settembre sarà «in difesa di un’agenda più progressista in materia di migrazione nel Regno Unito», dove sarebbe stata alimentata «la demonizzazione dell’immigrazione irregolare e dell’arrivo dei rifugiati». Il finanziatore principale di Align è la Fondazione Bill e Melinda Gates, assieme alla William and Flora Hewlett Foundation che sostiene programmi contro il cambiamento climatico e pro Lgbt.

Align si avvale della multinazionale dell’aborto Planned Parenthood per proporre programmi di salute sessuale e riproduttiva (Srh) dei giovani. Magari con vasectomie e aborti farmacologici, come quelli che vennero offerti gratuitamente in un ambulatorio sanitario mobile fuori dalla convention democratica di Chicago. E non dimentichiamo che secondo Forbes, la Fondazione Gates ha donato 81 milioni di dollari all’organizzazione pro-choice.

Potete dunque immaginare dove vadano a parare le iniziative gender. Il report sostiene la validità dell’educazione sessuale completa (Cse), tanto cara all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e alla sua emanazione Unesco; afferma che troppi finanziatori «hanno contribuito alla creazione di nuove organizzazioni con un programma restrittivo di genere e hanno incoraggiato alcune organizzazioni esistenti, per lo più cristiane, a impegnarsi in campagne contrarie all’educazione sessuale e ai diritti Lgbtqi+».

Denuncia che «tra il 2007 e il 2020, oltre 54 milioni di dollari sono stati spesi nel continente africano da gruppi cristiani con sede negli Stati Uniti, noti per le campagne contro i diritti Lgbtqi+ e l’educazione sessuale completa». Tra i più influenti ci sarebbe il Congresso mondiale delle famiglie, «rinominato nel 2016 Organizzazione Internazionale per la Famiglia (Iof)».

Quando ci fu la convention internazionale a Verona, nel 2019, Pd, associazioni di sinistra, famiglie Arcobaleno e movimenti Lgbt scatenarono un finimondo di proteste accusando organizzatori e ospiti dell’evento di oscurantismo, di omofobia, di compressione dell’autodeterminazione femminile «in materia affettiva e familiare».

Il rapporto appena pubblicato abbonda in particolari, spiegando che «con circa 40 partner ufficiali, tra cui la Russia, l’Iof è una delle organizzazioni sovranazionali più influenti al mondo. Il gruppo è stato efficace nell’allineare la destra cristiana statunitense, i nazionalisti europei e la Chiesa ortodossa russa. Si ritiene che il miliardario ultra ortodosso Konstantin Malofeev sponsorizzi le attività e gli incontri della Rete, nel tentativo di promuovere gli interessi politici russi in Europa». Figuriamoci se non compariva un attacco alla Russia, con tanto di elenco di oligarchi «anti gender» e finanziatori di «think tank di destra». Anche il nostro Paese viene tirato in ballo, perché Align dichiara che «tra il 2016 e il 2020, i donatori di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Italia hanno speso oltre 5 milioni di dollari in progetti gestiti da o a beneficio di organizzazioni religiose ghanesi i cui leader hanno condotto campagne contro i diritti Lgbtqi+».

Il disegno sarebbe principalmente quello di impedire o rallentare i «progressi» nell’educazione sessuale completa, e per contrastare la Cse «a livello internazionale la destra cristiana ha fatto causa comune con gli Stati post sovietici, l’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic) e gli Stati Uniti». Pensate un po’ quale strategia viene rappresentata nella narrazione pro gender. Questi gruppi, si legge nella ricerca, sono sostenuti da potenti gruppi finanziari «che guidano strategie efficaci per amplificare la disinformazione, provocare proteste dei genitori e imporre i valori familiari tradizionali».

Sì, perché chi ostacola il gender utilizzerebbe tattiche scorrette. «Sfruttano spesso la retorica della protezione dei bambini dall’istruzione dannosa», per ottenere il sostegno pubblico alla lotta contro l’educazione sessuale completa. I bambini verrebbero «rappresentati come a rischio di ricevere materiale falso e ideologicamente distorto a scuola e come vulnerabili alla sessualizzazione (con le persone Lgbtqi+ spesso equiparate ai pedofili)».

Altro che falsa rappresentazione, chi vuole questi corsi di educazione sessuale nelle scuole cerca di farli passare come educazione ai diritti umani, educazione all’uguaglianza di genere o educazione o informazione sulla salute sessuale e riproduttiva. Mentre l’obiettivo è insegnare ai bambini nozioni su sesso, sessualità e piacere sessuale già a partire dall’età di 5 anni.

Tutto questo, perché in realtà la lobby Lgbt è di gran lunga più potente e condizionante rispetto a organizzazioni, che in nome di «valori religiosi e patriarcali» avrebbero il pericoloso obiettivo di «creare un nazionalismo escludente», come afferma il report di Align.


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