- Alunni, famiglie e politici protestano contro l’odierna assemblea d’istituto al Marconi Delpino, che viola l’obbligo del pluralismo.
- Chi dona lo sperma è un irresponsabile, anche se ama la musica classica e la filosofia.
Lo speciale contiene due articoli.
Una mattinata pro gender e senza contraddittorio, a senso unico. È quanto prevede il programma dell’assemblea d’istituto che quest’oggi, dalle 8 alle 12.30, avrà luogo al liceo Marconi Delpino di Chiavari. Ai partecipanti sarà data un’infarinatura su «educazione sessuale», «genere oltre il binarismo», «fluidità di genere», «transizione di genere» e annessi «effetti psicologi e sociali». Menù ricco, non c’è che dire. Ma questo è niente.
Come se non bastasse un tale programma, dal chiaro sapore arcobaleno, ad assicurare al tutto ulteriore neutralità, si fa per dire, ci sono i relatori che interverranno da remoto e a cui è affidata la giornata di formazione. In primis, è previsto sull’identità di genere un focus di Giulia Tracogna, che si qualifica come «psicologa clinica Lgbtqia+, consulente sessuale e transfemminista intersezionale».
Anche Simone Riflesso, che approfondirà il tema «disabilità e inclusione», non sembra essere del tutto super partes. Lo scorso 9 novembre, per dire, si rallegrava della norma pro gender infilata nel dl Infrastrutture – che vieta su strade e veicoli «messaggi lesivi» in tema di «diritti civili» o in ordine «all’identità di genere» -, commentando così le rimostranze di Pro vita & famiglia: «Se il movimento Pro vita è furioso vuol dire che qualcosa di buono sta succedendo. Evviva il gender, qualsiasi cosa sia. Tiè».
Completa la rosa dei relatori, chiamata a toccare il delicato tema dell’educazione sessuale, l’associazione Virgin & martyr. Trattasi di una realtà attiva dal 2017 anch’essa difficile da inquadrare come neutrale; basti pensare a quanto scriveva l’associazione il 27 giugno sul suo profilo Instagram, affermando che «gli esseri umani sono complessi, e pensare di ridurli a due sole categorie, in qualsiasi ambito, sarà sempre limitante».
Ora, con simili premesse non serve particolare fantasia per pensare che oggi, al Marconi Delpino, l’assemblea non avverrà affatto all’insegna del pluralismo. E pensare che occasioni come questa dovrebbero essere anzitutto eventi di «partecipazione democratica», secondo quanto stabilito, all’articolo 13, dal decreto legislativo 16 aprile 1994, numero 297, contenente misure in materia d’istruzione per le scuole di ogni ordine e grado.
Proprio per questo, e per uno sbilanciamento degli incontri che pare evidente, diverse sono le voci critiche che si sono levate; anzitutto da parte di un gruppo di studenti, che non si è sentito rappresentato dal programma previsto, e a seguire da alcune famiglie. Conseguentemente, alcuni esponenti del mondo della politica hanno deciso di farsi portavoce di tali istanze. Così i consiglieri comunali della Lega Albino Armanino e Paolo Smeraldi, di Sestri Levante, che è a pochi chilometri di distanza da Chiavari, dopo aver raccolto numerose segnalazioni di genitori indignati hanno scritto all’ufficio scolastico regionale chiedendo di intervenire.
«A fronte di comprensibili esigenze formative dei ragazzi in materia di educazione sessuale», ha fatto inoltre presente Smeraldi, «sarebbe stato preferibile che la dirigente scolastica coinvolgesse Asl 4 che dispone di personale appositamente formato, anziché un collettivo sconosciuto sul territorio, al quale afferiscono professionalità diverse». Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore leghista Simone Pillon: «Basta con il gender imposto a una sola voce. Si dia spazio al contraddittorio, si illustrino le ragioni di tutti, si discutano i vari punti di vista. Solo così si formerà la coscienza critica dei ragazzi». Contattato dalla Verità, il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, anch’egli in quota Lega, auspica che l’assemblea odierna possa avere luogo all’insegna dell’equilibrio. «Mi auguro», ha dichiarato, «che tutto avvenga con equilibro e che non si vada oltre quello che è previsto dalla circolare 1972 del 2015 – che vieta espressamente la propaganda gender – e mi auguro che venga garantito il pluralismo su un tema così attuale e così delicato».
Merita di essere sottolineato che l’interpretazione del sottosegretario Sasso è pienamente precisa: la circolare del Ministero dell’Istruzione 1972 del 2015, peraltro emanata sotto un governo di centrosinistra, afferma in modo chiaro, anzi ribadisce che «tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere» in ambito scolastico non «rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo». Sono indicazioni chiare. Ma che poi siano attuate, ecco, resta tutto da vedere.
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