Viganò contro Monti: «Enormi perplessità su lui alla Salute Ue»
Carlo Maria Viganò (Charles Rex Arbogast-Pool/Getty Images)
Il prelato scrive a un’associazione di genitori: «Salvate i figli dalla tirannia sanitaria e il Paese dalla dittatura globalista».

Associazioni dalle sigle più diverse, ma anche genitori e insegnanti, si sono dati appuntamento a Roma il prossimo 5 settembre per manifestare contro le norme volute dal ministro Azzolina e per chiedere l’abolizione dell’obbligo vaccinale decretato dalla legge Lorenzin. Riuniti nel gruppo Facebook Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria, si dichiarano «senza finalità politica» e a due mesi dalla nascita contano più di 25.000 iscritti. Vogliono trasformarsi al più presto in associazione per protestare e insieme promuovere iniziative e hanno chiesto l’appoggio di Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti.

Il monsignore prontamente ha risposto con una Lettera alle mamme che già dal sottotitolo: «Salviamo i nostri bambini dalla dittatura sanitaria! Salviamo l’Italia dalla feroce tirannia globalista!» si annuncia nello stile Viganò. L’arcivescovo simbolo dell’opposizione a Bergoglio ma anche critico nei confronti dell’allarmismo coronavirus, conferma infatti la posizione espressa lo scorso 8 maggio quando risultò tra i firmatari di un appello per la Chiesa e per il mondo, sottoscritto da alti prelati come i cardinali Gerhard Ludwig Mueller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong (molto critico sull’accordo tra Santa Sede e Cina comunista), assieme a medici, giornalisti, intellettuali e professionisti di tutto il mondo. Scopo del documento era sensibilizzare l’opinione pubblica perché «con il pretesto dell’epidemia del Covid-19», si è giunti «in molti casi a ledere i diritti inalienabili dei cittadini, limitando in modo sproporzionato e ingiustificato le loro libertà fondamentali, tra cui l’esercizio della libertà di culto, di espressione e di movimento».

Monsignore oggi si rivolge alle mamme con le stesse preoccupazioni espresse tre mesi fa, per norme «che il governo, abusando del proprio potere, si appresta ad emanare in vista del nuovo anno scolastico; norme che avranno gravissime ripercussioni sulla salute e sull’equilibrio psicofisico degli alunni, come hanno giustamente evidenziato autorevoli esperti». Viganò giudica «inquietanti» l’obbligo al distanziamento, all’uso di mascherine che compromettono l’apprendimento e «le relazioni interpersonali tra allievi e docenti», parla di scelte che «sembrano preludere a un mondo disumano in cui ai genitori sono sottratti i figli qualora ritenuti positivi ad un virus influenzale, con protocolli di trattamento sanitario obbligatorio applicati nelle più feroci dittature».

Gli aderenti al gruppo vogliono cancellare quelle che chiamano leggi Azzolina e Lorenzin perché sarebbero «affette da illegittimità costituzionale e, comunque, dannose per la salute e per il futuro dei bambini». Sul tema della vaccinazione interviene Viganò, chiedendo ai «Pastori della Chiesa» di alzare «finalmente, alta la voce» e non tacere «qualora l’autorità pubblica dovesse rendere obbligatori dei vaccini che pongono gravi problemi etici, morali o che più prosaicamente non diano garanzia di ottenere gli effetti prospettati e si limitino a promettere benefici che sotto il profilo scientifico sono assolutamente opinabili». Monsignore non ha molta simpatia per l’Oms, dichiara che grazie al suo «ruolo pilota» la sanità mondiale «è diventata una vera e propria multinazionale che ha come scopo il profitto degli azionisti (case farmaceutiche e fondazioni così dette filantropiche) e come mezzo per perseguirlo la trasformazione dei cittadini in malati cronici».

Non gli piace nemmeno Mario Monti, scrive che la scelta di nominarlo presidente della Commissione europea per la Salute e lo sviluppo desta «fortissime perplessità», che il professore «si è distinto per le misure draconiane a carico dell’Italia, tra le quali non va dimenticata la drastica riduzione degli stanziamenti pubblici in ambito ospedaliero». Perplessità, aggiunge, che sarebbero «confermate dall’appartenenza di questo personaggio ad organismi sovranazionali quali la Commissione Trilaterale e il Bilderberg club, le cui finalità sono in netta antitesi rispetto ai valori inalienabili tutelati dalla stessa Costituzione, vincolanti per il governo». Per l’arcivescovo, «questa commistione di interessi privati nella cosa pubblica» deve essere denunciata.

Dopo tanto tuonare, Viganò invita le mamme alla preghiera, sempre «un’arma temibile» e «un vero infallibile vaccino contro la dittatura perversa che sta per esserci imposta».

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