• Dedicato al ministro dell’Interno il caritatevole titolo: «Vade retro». Intanto è silenzio assoluto sulle violenze degli immigrati.Già il cardinale Giacomo Biffi aveva denunciato i rischi per la Chiesa.
  • Vade retro «Famiglia Cristiana»: non tutti i vescovi sono anti Matteo Salvini. Quello di Chioggia prende le distanze: «La rivista non può rappresentare la collettività dei sacerdoti». E il collega di Ventimiglia rincara: «Aiutiamo i migranti, ma tuteliamo anche il diritto a restare a casa loro».


Lo speciale contiene due articoli.

La domenica di Pasqua del 1900, il grande filosofo russo Vladimir Soloviev completò il suo capolavoro, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo. In quel libro egli forniva una accurata descrizione del nemico per eccellenza dell’umanità: un uomo affascinante, un seduttore. Filantropo, pacifista, vegetariano, un intellettuale apparentemente attento alle esigenze dei più deboli, saggio ed eloquente. Nel 2000, a cent’anni dalla morte di Soloviev (avvenuta il 31 luglio 1900), il cardinale Giacomo Biffi dedicò una riflessione all’opera del geniale russo. «La militanza di fede ridotta ad azione umanitaria e genericamente culturale», scriveva Biffi, «il messaggio evangelico identificato nel confronto irenico con tutte le filosofie e con tutte le religioni; la Chiesa di Dio scambiata per un’organizzazione di promozione sociale: siamo sicuri che Soloviev non abbia davvero previsto ciò che è effettivamente avvenuto, e che non si proprio questa oggi l’insidia più pericolosa per la “nazione santa” redenta dal sangue di Cristo? È un interrogativo inquietante e non dovrebbe essere eluso».

Il cardinale, come spesso accadeva, aveva colto nel segno. L’Anticristo di Soloviev è una sorta di incarnazione di ciò che oggi possiamo definire «pensiero dominante». In quel libro del 1900 (che Alfonso Piscitelli descrive accuratamente in queste pagine) sono delineati i tratti fondamentali del nostro tempo, dominato dal «politicamente corretto» di cui l’Anticristo è un concentrato.

Guardatevi intorno, pensate ai messaggi con cui ogni giorno veniamo bombardati. In nome del dialogo, dei «diritti umani», dell’accoglienza e del rispetto delle culture diverse si è imposto, negli ultimi anni, un sistema mortifero il cui obiettivo è la distruzione dei popoli e la creazione di un’umanità neutra, omologata, disponibile e sfruttabile. Un’umanità imprigionata in una schiavitù che è, a tutti gli effetti, satanica. Famiglia Cristiana, La Civiltà Cattolica, Avvenire e una ampia fetta della Chiesa fingono di ignorare tutto questo, anche se papa Francesco – in uno dei suoi interventi più toccanti – si è scagliato contro la cultura del neutro con grande convinzione.

Continuano a ripeterci che bisogna spalancare le frontiere e distruggere i muri, proprio come voleva l’Anticristo di Soloviev. «Ero straniero e mi avete accolto», ripetono, citando fino allo sfinimento le stesse parole evangeliche (utilizzate pure dal cardinale Gianfranco Ravasi, qualche mese fa, per fare polemica contro il governo). Dimenticano che – come scriveva il gigante russo e come Biffi rimarcava – l’Anticristo è un profondo conoscitore delle Scritture: le interpreta a suo piacimento, pervertendole.

Oggi, infatti, non parliamo di accogliere uno straniero affamato e assetato. Ridurre l’immigrazione a questo concetto è falso, sbagliato e pericoloso. Qui parliamo di un meccanismo che si basa sul saccheggio dei Paesi africani, i quali vengono svuotati di intere generazioni e mantenuti nell’indigenza, con la complicità di classi dirigenti corrotte. Parliamo di enormi interessi economici che si celano dietro i movimenti delle masse a livello globale. Senza contare, poi, le ricadute sulle nazioni occidentali (o, meglio, sulle persone comuni che quelle nazioni le compongono) a livello di criminalità, abbassamento dei salari, deculturazione.

Che siano gli intellettuali «di sinistra» ad avallare tale sistema, non stupisce. Sono decenni che costoro agiscono come foglia di fico al servizio del neoliberismo più feroce, fornendogli una patina di «bontà» dietro cui celare i suoi spiriti animali. Sorprende di più che siano certi cattolici a cadere nella trappola. Si sono fatti ingannare da quelli che Alain De Benoist chiama «i demoni del bene». Fanno da sponda a chi, in realtà, vuole distruggerli e ridurli all’insignificanza. Non a caso, gli organismi sovranazionali (tra cui Onu e Ue) che spingono per le frontiere aperte sono gli stessi che avversano ferocemente la Chiesa e mirano a cancellarla o tramutarla in una sottospecie di Ong.

No, Salvini non potrebbe essere Satana nemmeno in un fumetto del diavolo Geppo. Il nemico vero si nasconde altrove, e vince anche grazie a chi dovrebbe combatterlo.

Francesco Borgonovo


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