Sventato attentato islamico contro le Olimpiadi di Parigi
Il potenziale attentatore voleva colpire lo stadio Geoffroy-Guichard di Saint-Étienne (iStock)
Un diciottenne ceceno è stato arrestato perché sospettato di aver programmato «un attentato di ispirazione islamista» contro le Olimpiadi di Parigi 2024. Lo ha annunciato ieri con un comunicato il ministero dell’Interno francese. Il fermo del giovane aspirante terrorista risale però al 22 maggio ed è stato compiuto dagli uomini della Dgsi, la Direzione generale della sicurezza interna francese.


Non si sa ancora molto sul diciottenne ceceno ma, secondo le prime informazioni circolate ieri, il potenziale attentatore voleva colpire lo stadio Geoffroy-Guichard di Saint-Étienne, la cittadina poco distante da Lione dove, tra il 24 e il 31 luglio prossimi, si svolgeranno alcune delle partite di calcio dei giochi olimpici. Gli inquirenti hanno arrestato il giovane islamista mentre si trovava a casa propria e hanno rivelato che aveva già compiuto dei sopralluoghi nei pressi dello stadio di Saint-Étienne. La nota del ministero guidato da Gérald Darmanin ha precisato anche che l’aspirante terrorista islamico «avrebbe voluto attaccare degli spettatori ma anche le Forze dell’ordine e morire come un martire». Questo conferma dunque che il giovane ceceno era pronto a uccidere e anche per questo gli inquirenti hanno disposto già ieri la carcerazione preventiva del potenziale «martire».

La notizia dell’attentato sventato ha riacceso le preoccupazioni relative alla sicurezza dei giochi olimpici della prossima estate. Innanzitutto perché non è la prima volta che dei giovani ceceni o di altri Paesi caucasici si rendono protagonisti di attentati o di tentativi di attentati al di là delle Alpi. Basti ricordare Samuel Paty e Dominique Bernard, i due professori ammazzati da due terroristi provenienti dalle Repubbliche caucasiche. Il primo insegnava storia e geografia in una scuola media della banlieue parigina ed è stato decapitato da Abdoullakh Anzorov. Questo era un diciottenne ceceno che, istigato dai genitori di alcuni studenti di religione musulmana che avevano accusato falsamente Paty di aver mancato di rispetto al profeta dell’islam, ha deciso di ammazzare il professore nell’ottobre del 2020. Dominique Bernard è stato invece accoltellato mortalmente lo scorso ottobre nella scuola di Arras in cui insegnava francese da Mohammed Mogouchkov, un ventenne originario dell’Inguscezia. Durante gli interrogatori seguiti all’attentato, Mogouchkov ha detto agli inquirenti che una delle ragioni che lo avevano portato ad ammazzare il docente di francese era che in questa materia «si trasmette la passione, l’amore, per la democrazia, per i diritti umani, per i diritti degli infedeli».

La sicurezza resta un punto critico delle Olimpiadi parigine. Come scritto più volte da La Verità, sulla competizione sportiva aleggiano delle minacce che sono aggravate dalla scelta di far svolgere le gare di varie discipline nel cuore di Parigi. Una scelta fatta dal presidente francese Emmanuel Macron e sostenuta dal sindaco socialista ed ecologista di Parigi, Anne Hidalgo. Ora tutti i nodi vengono al pettine ma nelle stanze dei bottoni all’Eliseo e al Comune di Parigi si ostentano fiducia e anche un pizzico di strafottenza. Ad esempio, giusto la settimana scorsa, dall’alto del suo scranno di sindaco in Consiglio comunale, la Hidalgo ha frignato dicendo di averne abbastanza del bashing, ovvero delle critiche, contro le Olimpiadi. Un’altra tegola sulla sicurezza dei Giochi potrebbe anche arrivare dagli ingorghi, favoriti dalle piste ciclabili fatte realizzare in modo assolutamente anarchico dalla Hidalgo, ma anche dalle linee del metrò che non saranno in grado di assicurare il trasporto fluido degli spettatori.

Ma al di là delle sbruffonate dei politici transalpini, la preoccupazione per la sicurezza delle Olimpiadi è reale. L’ultima prova è arrivata da Sean Strickland, campione americano di Mma che, qualche giorno fa, si è rifiutato di gareggiare. Il lottatore ha detto «di sentire cose terribili su Parigi» e che «l’immigrazione può costruire o distruggere un Paese».

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