Il problema per la rielezione di Biden si chiama Fed

Se c’è qualcuno che Joe Biden teme nella probabile battaglia politica per la propria rielezione, quel qualcuno è la Federal Reserve. L’inquilino della Casa Bianca ritiene infatti che una politica monetaria energicamente restrittiva da parte della banca centrale americana possa compromettere le sue chances di riconferma a novembre del 2024.

Ma andiamo con ordine. L’inflazione, negli Stati Uniti, è al 6,5%: un dato in calo rispetto ai picchi della scorsa estate, ma che continua comunque a rivelarsi considerevolmente elevato. Un dato che, in sostanza, preoccupa non poco il governatore della Fed, Jerome Powell. Dall’altra parte, va rilevato che il mercato del lavoro statunitense dà al momento segnali indubbiamente positivi: il tasso di disoccupazione è molto basso, mentre i salari sono in una situazione di generale rafforzamento. Dati che Biden comprensibilmente sta cavalcando (per quanto, durante l’ultimo discorso sullo stato dell’Unione, abbia esagerato con le cifre, rivendicando i posti di lavoro da lui creati).

Il punto è che è proprio questo quadro a preoccupare la Fed. Powell ha recentemente affermato che il mercato del lavoro negli Stati Uniti risulta al momento sbilanciato: si registrerebbe infatti un eccesso di offerta, che starebbe portando i salari a salire. Il problema è che, ragiona il governatore della banca centrale, questo trend potrebbe condurre a un ulteriore incremento dell’inflazione: scenario che Powell vuole assolutamente scongiurare. Ed ecco il nodo per la Casa Bianca: la Fed è pronta ad alzare nuovamente i tassi di interesse e, nei prossimi mesi, potrebbe farlo in modo piuttosto aggressivo. Una linea che, qualora si registrasse, rischierebbe di portare gli Stati Uniti in recessione. Ed è qui che la questione diventa politica.

Se gli Usa finissero in recessione (anche magari contenuta) nei prossimi mesi, i repubblicani potrebbero cavalcare la cosa in vista delle elezioni presidenziali del 2024: un vero e proprio incubo per Biden, che dovrebbe annunciare la propria ricandidatura a giorni. E’ anche in quest’ottica che, la scorsa settimana, il presidente americano ha cercato di ostentare ottimismo sulla questione. Quando, durante un’intervista alla Pbs, gli hanno chiesto se pensa che il Paese possa finire in recessione, ha risposto: “No e nemmeno l’anno prossimo. Dal momento in cui sono stato eletto, quanti esperti hanno detto che nei prossimi sei mesi ci sarà una recessione?” Biden, come detto, punta molto sui buoni segnali che provengono dal mercato del lavoro. Ma è altrettanto vero che i mega pacchetti spinti dai democratici al Congresso negli ultimi due anni hanno contribuito ad aumentare un’inflazione su cui poi gravano ovviamente anche dinamiche internazionali.

Insomma, è verosimile ritenere che, nei prossimi mesi, si assisterà a un complicato minuetto politico tra la Fed e la Casa Bianca, mentre le elezioni presidenziali si stagliano sullo sfondo. Prima ancora che i repubblicani, c’è da giurarlo, Biden teme una persona in particolare: e quella persona si chiama Jerome Powell.

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