- Dopo i cargo dalla Havana, i pentastellati chiedono «aperture». Guarda caso tutte gradite a Mosca. E infatti Washington si muove.
- Berlino ripara il torto mascherine: curerà sei italiani. La mediazione di un parlamentare Cdu: «Una vergogna il blocco alle frontiere». Spagna nel caos, ricoverata anche la vicepremier.
Lo speciale comprende due articoli.
Che prezzo hanno tutti gli aiuti che stanno piovendo sul nostro Paese, ormai da diversi giorni primo al mondo per numero di vittime da coronavirus? Nelle ultime ore i membri M5s delle commissioni Esteri di Camera e Senato hanno chiesto una moratoria sulle sanzioni a Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord: tutti Paesi dichiaratamente ostili agli Stati Uniti e vicini a Russia e/o Cina, Stati che si mobilitati in un’importante campagna in sfida alla tradizione atlantista ed europea dell’Italia. E da Mosca, dopo gli aiuti, è arrivata anche una precisazione del Cremlino, costretto a spiegare che no, non si aspetta un favore in cambio della solidarietà. L’Italia è diventata terreno di conquista per le superpotenze e i loro alleati. Gli ingredienti della «dieta mediterranea» per Stati Uniti e Cina sono due: aiuti e propaganda. Washington e Pechino, infatti, sono impegnate in una lotta per l’influenza sul nostro Paese.
Pechino e le fondazioni vicine al regime hanno inviato medici, strumentazioni e mascherine: alcuni aiuti sono arrivati gratuitamente, altri sono legati a contratti. Come nel caso della fornitura di 100 milioni di mascherine da destinare a medici e infermieri, un’intesa siglata tra la Farnesina guidata dal pentastellato Luigi Di Maio e un’azienda cinese. Invece, Washington – i cui rapporti con Roma passano soprattutto dal Quirinale e dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini del Partito democratico – ha mobilitato su richiesta italiana il Pentagono (che ha inviato un’ospedale da campo a Cremona attraverso l’organizzazione evangelica Samaritan’s Purse e un’unità mobile di stabilizzazione ad Aviano) e le sue corporation (un esempio è la Fondazione Eli Lilly, che ha fatto sapere che donerà agli ospedali italiani un milione di euro di insulina). Ma in Italia è arrivata anche la Russia, con una mobilitazione rapidissima. Sabato il presidente Vladimir Putin ha chiamato il premier Giuseppe Conte, domenica pomeriggio il primo jet è decollato da Mosca e nella serata è arrivato all’aeroporto militare a Pratica di Mare. In totale saranno nove gli Ilyushin 76, gli storici «muli» volanti dell’Armata Rossa, che raggiungeranno l’Italia con uno slogan che rievoca un film di 007, «Dalla Russia con amore»: si tratta di mascherine, ventilatori, tute protettive, macchinari per le analisi, tamponi oltre a medici e squadre di disinfezione.
Da Mosca, ha spiegato domenica sera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio accogliendo l’aereo russo a Pratica di Mare «arriveranno oltre 10 milioni di mascherine». Da domani, invece, «inizieranno ad arrivare 100 milioni di mascherine dalla Cina, così come comunicato nei giorni scorsi. Partirà un primo lotto da sei milioni e poi 20 milioni di mascherine ogni settimana. Questo dimostra che l’Italia non è sola e che coltivare amicizie con altri Stati è fondamentale», ha sottolineato l’ex capo del Movimento 5 stelle.
Nell’occasione il ministro Di Maio ha anche reso noto di aver sbloccato le 110.000 mascherine che erano state sequestrate dalle autorità della Repubblica Ceca (che però, come sottolineato dal Foglio, non erano state bloccate per scarsa solidarietà ma perché «dietro a quelle mascherine c’è un’indagine in corso») e 200.000 ferme in Turchia. Restano ancora in sospeso quelle in Polonia. Ma il ministro ha anche snocciolato una lunga lista di forniture in arrivo da Brasile, Egitto, India, Cina e «2 milioni di mascherine dal cuore dell’Europa». «Ce ne servono 100 milioni al mese», ha detto spiegando di aver attivato tutte le ambasciate per reperirle in giro per il mondo. Nel fine settimana sono arrivati da Cuba una cinquantina di medici e nei prossimi giorni ne arriveranno anche dalla Tunisia.
Ma come spiegarsi tutta questa solidarietà da ogni parte del mondo? Particolari attenzioni impongono gli aiuti di Cina e Russia. Entrambe hanno interessi geopolitici dichiarati. Pechino punta sull’Italia per rafforzare la sua Via della seta nel Mediterraneo ed esportare il suo 5G (con rischi per la sicurezza nazionale), mentre Mosca potrebbe mirare a un favore in particolare, la rimozione delle sanzioni. Un sospetto rafforzato dalla dichiarazione a cui è stato costretto ieri il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, che ha spiegato che la Russia non si aspetta una rimozione delle sanzioni nei suoi confronti da parte dell’Italia in cambio dell’invio di aiuti e specialisti.
E come detto, a proposito di sanzioni, i deputati del Movimento 5 stelle membri delle commissioni Esteri di Camera e Senato hanno proposto, alla luce della pandemia, una moratoria delle sanzioni per Iran (a cui ieri l’Unione europea ha promesso aiuti per 20 milioni), Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord (tutti Paesi dichiaratamente nemici degli Stati Uniti). «Bene la solidarietà internazionale, male se in cambio di presunti aiuti venissero firmate cambiali in bianco senza trasparenza», ha commentato Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia.
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