Il governo e la Santa Sede frenano Israele
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  • Lo Stato ebraico cerca un’intesa con l’Egitto per evacuare i civili palestinesi dalla Striscia e procedere con l’offensiva. Ma da Roma piovono critiche. Antonio Tajani: «Reazione di Gerusalemme sproporzionata». Il Vaticano: «Siamo sdegnati per la carneficina in corso».
  • Un senatore del Gop denuncia: «Il nuovo pacchetto mira a legare le mani a Trump».

Lo speciale contiene due articoli.

La maggioranza sulla guerra in Medio Oriente apre al dialogo con il Partito democratico. Ieri infatti alla Camera, oltre alla mozione del centrodestra, è stata approvata anche parte della mozione del Pd. Il via libera è arrivato dopo un paio di telefonate intercorse tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario dem Elly Schlein. La mozione dei dem incalza l’esecutivo affinché promuova la de-escalation, la pace, il cessate il fuoco e il rilancio di un’azione diplomatica. Quella della maggioranza ricalca in parte quella del Pd nel passaggio in cui si chiede al governo di promuovere – assieme a Ue, G7 e agli altri attori regionali – ogni sforzo diplomatico per una soluzione politica del conflitto, che si avvii un processo di pace fondato sulla coesistenza di due Stati sovrani, cui aggiunge però di confermare la solidarietà allo Stato di Israele e a ribadire il riconoscimento del suo diritto all’autodifesa e, tra le altre cose, che si sostenga l’arrivo di aiuti umanitari monitorando il rischio di finanziamenti occulti ad Hamas.

Una convergenza, quella tra maggioranza e opposizione, confermata anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ieri ha evidenziato la sproporzione della reazione israeliana. «Ci sono troppe vittime che non hanno nulla a che fare con Hamas», ha detto durante la trasmissione PingPong condotta da Annalisa Chirico su Radio1, chiarendo che «è giusto spingere Israele verso la prudenza» e chiedendo allo Stato di Israele di «evitare rappresaglie contro la popolazione civile palestinese». Allo stesso tempo, però, il ministro ha anche contestato le parole della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi, Francesca Albanese, cui è stato vietato l’ingresso in Israele a causa delle sue affermazioni circa gli avvenimenti del 7 ottobre. «L’attacco di Hamas è stato un attacco militare che puntava alla caccia all’ebreo», ha spiegato Tajani, «un attacco che ha avuto risvolti disumani con violenze e profanazioni di cadaveri, cose mai viste. Non è esatto quello che dice la signora Albanese e comprendo la reazione d’Israele. Davanti a un conflitto bisogna essere prudenti».

L’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, ha commentato così le parole del ministro degli Esteri: «Tajani è stato in Israele e ha incontrato Netanyahu, il nostro ministro degli Esteri e il presidente del Parlamento, che gli hanno fornito i dettagli sugli sforzi di Israele per evitare vittime civili. Noi dobbiamo essere sicuri che Hamas non abbia più la capacità di attaccarci come il 7 ottobre. Stiamo provando a farlo, riducendo al mimino il numero di vittime civili».

«La Santa Sede l’ha detto fin dall’inizio: da una parte, una condanna netta e senza riserve di quanto avvenuto il 7 ottobre, e qui lo ribadisco; una condanna netta e senza riserve di ogni tipo di antisemitismo, e qui lo ribadisco, ma nello stesso tempo anche una richiesta perché il diritto alla difesa di Israele, che è stato invocato per giustificare questa operazione, sia proporzionato. E certamente con 30.000 morti non lo è». La posizione della Santa Sede è stata espressa dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che ha chiarito: «Credo che tutti siamo sdegnati per quanto sta succedendo, per questa carneficina, ma dobbiamo avere il coraggio di andare avanti e di non perdere la speranza».

Fatti e reazioni che arrivano proprio nel giorno in cui Israele propone il suo piano di sfollamento dello Striscia di Gaza. Quindici campi profughi, ciascuno con 25.000 tende. Calcolando una media al ribasso di tre persone per tenda, si arriverebbe facilmente a raggiungere e superare il milione di persone, esattamente il numero di palestinesi attualmente residenti all’interno della Striscia di Gaza. Gerusalemme, come riportato dal Wall Street Journal, ha infatti proposto all’Egitto di sfollare la popolazione palestinese che attualmente si trova a Sud della Striscia in uno spazio compreso tra i territori costieri a Sud di Gaza city fino a Moassi, a Nord di Rafah. Il mega campo profughi si realizzerebbe grazie al sostegno economico di Stati Uniti e Paesi arabi. La proposta per il momento non ha raccolto né reazioni né commenti, specialmente dai diretti interessati.

Per quanto riguarda la tregua, ancora non si sarebbe raggiunto alcun accordo, ma sembra che la trattativa per liberare gli ostaggi israeliani stia andando avanti. La contropartita consisterebbe in un cessate il fuoco temporaneo di sei settimane. I mediatori hanno raggiunto ciò che hanno descritto come un progresso «relativamente significativo» e che le parti ora si stanno focalizzando sulla stesura di «una bozza finale». Secondo la Cnn, per Hamas le prossime 24 ore sarebbero cruciali per il raggiungimento di un’intesa.

La guerra continua sul campo, l’Idf è sempre all’opera a Khan Yunis, dove ieri sarebbero stati uccisi 30 terroristi proprio lì dove si nasconde il leader di Hamas Yahya Sinwar. Lo dimostra un video che lo vede spostarsi da un tunnel a un altro. Il filmato è stato recuperato dai soldati dell’Idf e fa parte dei video delle telecamere di sorveglianza di Hamas.

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