L’iniziativa, promossa dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con INTERPOL e UNESCO nell’ambito del Vertice dei Capi di Polizia delle Nazioni Unite, ha posto al centro del confronto la protezione del patrimonio culturale nelle situazioni di crisi e nei contesti di conflitto armato, evidenziando il legame tra sicurezza internazionale, minacce criminali, traffici illeciti e tutela dell’identità storica e culturale dei popoli.
Nel corso dei lavori è stata richiamata l’importanza della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 24 marzo 2017, che riconosce la protezione del patrimonio culturale come elemento essenziale per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle operazioni di pace dell’ONU nella prevenzione della distruzione dei siti culturali, del saccheggio, degli scavi clandestini e del traffico illecito di beni culturali nelle aree di crisi.
Il dibattito ha inoltre approfondito il quadro normativo internazionale, con particolare riferimento alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e ai relativi Protocolli, nonché alla Convenzione UNESCO del 1970 contro l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illeciti di beni culturali.
Ampio spazio è stato riservato all’esperienza italiana, riconosciuta a livello internazionale per l’impegno nella tutela del patrimonio culturale. È stato ricordato il ruolo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, istituito nel 1969, e quello della Task Force «Caschi Blu della Cultura», impegnata nella salvaguardia dei beni culturali in situazioni di emergenza, crisi e conflitto.
Particolare rilievo è stato attribuito anche alla banca dati italiana dei beni culturali illecitamente sottratti, tra le più grandi al mondo, che contiene oltre 1.117.000 immagini di opere d’arte rubate o sottratte a seguito di rapine.
Tra i temi affrontati è emersa la necessità di integrare in maniera più strutturata la protezione del patrimonio culturale nei mandati delle missioni di pace delle Nazioni Unite, attraverso una formazione specialistica del personale, il rafforzamento della cooperazione civile-militare, una maggiore chiarezza dei mandati operativi e adeguate risorse e strumenti di coordinamento tra gli attori nazionali e internazionali.
L’evento ha inoltre evidenziato il ruolo della cooperazione internazionale di polizia nel contrasto ai reati contro il patrimonio culturale. In questo ambito è stato valorizzato il contributo di Interpol, con la banca dati internazionale delle opere d’arte rubate e l’applicazione ID-Art, strumenti fondamentali per l’identificazione, la tracciabilità e il recupero dei beni culturali sottratti illecitamente.
Ampio spazio è stato dedicato anche al contributo delle diverse agenzie delle Nazioni Unite, tra cui UNESCO, UNOCT (Ufficio ONU per il contrasto al terrorismo), UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine) e UNICRI (Istituto interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia), con l’obiettivo di rafforzare le capacità degli Stati, promuovere buone pratiche, migliorare la protezione dei siti culturali e contrastare le reti criminali transnazionali coinvolte nel traffico di opere d’arte.
A concludere i lavori è stato l’Under-Secretary-General per le Operazioni di Pace delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, che ha sottolineato i principali risultati emersi dal confronto tra i relatori.
L’incontro ha confermato come la tutela del patrimonio culturale non rappresenti soltanto un’esigenza di conservazione storica e artistica, ma costituisca un elemento fondamentale per favorire la stabilizzazione, la riconciliazione e la costruzione di una pace duratura nei territori colpiti da guerre e crisi.
Tra i partecipanti figuravano, tra gli altri, l’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, il generale Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Police Adviser delle Nazioni Unite Faisal Shahkar, il direttore dell’UN Counter-Terrorism Centre Mauro Miedico, il direttore esecutivo per Partnerships and Planning di INTERPOL Darrin Jones, la direttrice dell’UNODC di New York Xiaohong Li, il direttore dell’UNESCO Liaison Office to the UN Eliot Minchenberg, il liaison officer dell’UNICRI Odhran McCarthy, il comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, generale di brigata Antonio Petti, la senior expert UNESCO Marloes Lagerweij e Richard Gowan, Program Director di Global Issues and Institutions, che ha moderato il dibattito.