In Europa è ormai allarme antisemitismo, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha riacceso manifestazioni di odio e intolleranza contro gli ebrei. Dall’attacco di Hamas a Israele dello scorso 7 ottobre gli attacchi antisemiti sono aumentati del 1.200% soltanto in Europa mentre vengono definiti «allarmanti» negli Stati Uniti i gesti di odio e le aggressioni nei confronti di ebrei, soprattutto nelle università e nelle scuole, tanto che l’Fbi ha varato un piano per contrastare l’antisemitismo temendo attacchi terroristici in tutto il Paese, mentre la comunità ebraica statunitense, soprattutto ortodossa, ha fatto impennare gli acquisti di armi. Dopo il caso di Parigi, dove nel quattordicesimo arrondissement, i muri di circa 60 tra abitazioni e negozi di cittadini ebrei sono stati marchiati con la stella di Davide, il ministro francese dell’Interno, Gérald Darmanin, ha annunciato che 425 persone sono state fermate negli ultimi giorni per atti antisemiti. A Roma, a Trastevere, sono state profanate nella notte tra lunedì e martedì quattro pietre d’inciampo, le piccole targhe d’ottone, grandi quanto un sampietrino, collocate davanti alla porta della casa nella quale abitò un deportato nel campo di sterminio di Auschwitz. Le pietre appaiano annerite, potrebbero essere state bruciate, quasi a voler cancellare la memoria del rastrellamento del Ghetto di Roma.
«Se fosse confermato che si tratta di un atto di profanazione deliberato sarebbe gravissimo», ha commentato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun. Come riporta il Centro di documentazione ebraica contemporanea, in Italia tra il 7 e il 30 ottobre si sono verificati 42 episodi di antisemitismo, il doppio rispetto a quelli dello stesso periodo nel 2022. Si tratta di scritte antisemite in Lombardia e Piemonte, atti di vandalismo a Genova durante un’esposizione di simboli ebraici, insulti durante manifestazioni a Roma e Livorno, così come nei pressi di una sinagoga di Firenze.
La notte scorsa un altro scempio antisemita è avvenuto a Vienna. Un incendio è divampato nel cimitero ebraico della Capitale austriaca e i muri esterni sono stati imbrattati di svastiche accompagnate da una scritta inequivocabile: Hitler. Le fiamme, come ha denunciato sui social il presidente della comunità ebraica viennese, Oskar Deutsch, hanno bruciato l’atrio di una sala cerimoniale ma non hanno causato feriti.
E se in Austria si registra un più 300% di episodi contro gli ebrei, in Germania il Centro di ricerca e informazione sull’antisemitismo (Rias) ha documentato 70 incidenti fino al 18 ottobre, il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso mentre le autorità tedesche parlano di una crescita del 240% di episodi antisemiti. Fra questi un caso di estrema violenza, un tentativo di incendiare un centro ebraico e una sinagoga a Berlino e stella di David tracciate su 12.
In Gran Bretagna, nei primi quattro giorni dopo l’attacco di Hamas sono stati rilevati 89 incidenti antisemiti, quattro volte di più dello stesso periodo del 2022. Nella sola Londra, secondo la polizia, fra il 7 e il 18 ottobre gli incidenti antisemiti sono stati 218, con un aumento del 13%, tanto che il capo della polizia metropolitana della Capitale britannica, Mark Rowey, ha chiesto di riscrivere la definizione di «estremismo» per comprendere i canti inneggianti alla jihad e alla «Khaybar», il massacro degli ebrei del settimo secolo perché «non abbiamo un corpus legislativo che ci permetta di essere molto più incisivi».
In serata anche papa Francesco ha deciso di farsi sentire, con un’intervista al direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci: «Purtroppo l’antisemitismo rimane nascosto. Non è sufficiente vedere l’Olocausto della seconda guerra mondiale, questi 6 milioni uccisi, schiavizzati. Purtroppo, non è passato. Non saprò spiegarlo e non ho spiegazioni. È un dato di fatto che io vedo e non mi piace».
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