Nel 2020 prodotte 2.000 tonnellate di cocaina in tutto il mondo
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Il nuovo report delle Nazioni Unite sulla situazione globale del traffico di cocaina mostra livelli di produzione record in America Latina e il costante aumento della purezza della cocaina in Europa, oltre al colossale aumento nei sequestri di droga in Africa.

Il Global Cocaine Report 2023, redatto dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), ha concluso che il commercio di cocaina ha superato i livelli del 2019, raggiungendo il suo massimo storico.

Il documento approfondisce anche i rapporti e gli accordi stretti tra gruppi criminali transnazionali, le attività dei trafficanti di cocaina brasiliani, le fortune delle loro controparti nigeriane e le nuove forme di contrabbando di droga in tutto il mondo. Il rapporto rende merito alle autorità di tutto il mondo: «Anche le intercettazioni da parte delle Forze dell’ordine sono aumentate, superando la produzione, il che ha contribuito a ridurre la quantità di cocaina disponibile per il consumo». Ma si tratta di una sfida titanica ben lungi dall’essere vinta.

Secondo i dati del rapporto l’emergenza pandemica legata al COVID-19 non ha fermato la produzione di cocaina nel mondo, che ha raggiunto le 2.000 tonnellate nel 2020 ed è la più alta finora. Un aumento di 2.000 tonnellate rispetto all’anno precedente la pandemia (2019) e il doppio rispetto al 2014, quando la produzione ha iniziato la sua inarrestabile ascesa. Nel 2022, il più grande produttore di cocaina al mondo, la Colombia, ha registrato una crescita del 43% delle foglie piantate, circa 204.000 ettari, oltre ad una maggiore efficienza nell’estrazione delle foglie di coca, ed in particolare nelle aree di produzione chiave. Allo stesso modo, i sequestri di cocaina sono aumentati nel paese fino a raggiungere 671 tonnellate, come scritto nel Balance of Cocaine Seizures di InSight Crime. Questi dati erano già stati segnalati nel rapporto del 2022 del Sistema integrato di monitoraggio delle colture illecite (SIMCI) dell’UNODC . I livelli di purezza della cocaina in Europa sono alla pari con quelli degli Stati Uniti. La purezza della cocaina è in costante aumento in entrambi i mercati dal 2012. Ma la cocaina con una purezza superiore al 60% viene regolarmente venduta in entrambe le regioni e i livelli sono ora più stabili sia Europa che negli Stati Uniti. Nell’European Drug Report del 2022 si legge che «nella metà dei paesi presi in esame la cocaina ha una purezza media compresa tra il 53% e il 68%, con risultati fino all’80%. I risultati negli Stati Uniti vanno dal 40% al 60%». Per quale motivo? Sono diversi i fattori che contribuiscono a questo stato di cose, prima di tutto c’è il fatto che il Vecchio Continente ha superato gli Stati Uniti come destinazione più ambita dai trafficanti di cocaina, sia in termini di domanda che di prezzi; poi c’è una maggiore possibilità che la cocaina venga tagliata con altri ingredienti per aumentare la massa durante il viaggio verso gli Stati Uniti. Le spedizioni transitano attraverso l’America Centrale e il Messico e passano di mano più volte, aumentando la probabilità di contaminazione. Secondo Keegan Hamilton, giornalista di Vice e autore di numerose inchieste sul traffico internazionale di stupefacenti, «la spedizione di cocaina in Europa che avviene attraverso il Brasile e il Venezuela riduce il numero di collegamenti e porta a una maggiore purezza». Infine, sia la ‘Ndrangheta che la criminalità organizzata albanese, hanno da tempo stabilito rapporti privilegiati e relative rotte per il trasporto della cocaina con i narcos nei paesi produttori.

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