L’inchiesta della Procura di Ravenna ci ha fatto scoprire che esistono militanti politici che, incaricati di un servizio pubblico e con indosso un camice bianco, violano sistematicamente le leggi dello Stato trincerandosi dietro il giuramento di Ippocrate.
Decine di medici, che i pm accusano di associazione a delinquere, pronti ad attestare false malattie pur di evitare che i clandestini vengano trattenuti nei Centri per il rimpatrio e successivamente espulsi.
Non solo: grazie alle indagini è emerso anche che per i migranti destinati a essere rimandati a casa è facile aggirare le norme.
Infatti, possono tranquillamente rifiutare di sottoporsi alla visita medica prima di essere mandati nei Cpr e basta la semplice opposizione ai controlli sanitari per essere lasciati liberi di scorrazzare in giro per l’Italia.
Già questa pare una follia, ma se poi si aggiunge che alcuni dei soggetti in questione una volta rimessi in circolazione commettono reati, come è successo di recente con un tizio che ha violentato una ragazza disabile, si capisce che è necessario impedire al più presto che l’andazzo continui, anche perché si allunga giorno dopo giorno la lista di presunti profughi che collezionano arresti senza che possano essere rispediti nei loro Paesi.
Qualcuno potrebbe pensare che sia difficile cambiare le leggi sull’immigrazione avendo contro la magistratura, perché ogni volta ci sono giudici che si oppongono, interpretando le norme a proprio piacimento.
In realtà, un nostro prestigioso collaboratore, ovvero l’ex presidente di Cassazione Pietro Dubolino, proprio su queste pagine ha indicato una facile soluzione.
Infatti, secondo l’alto magistrato i controlli sanitari preventivi da cui dipende il trattenimento nei Cpr non sono una regola imposta dal codice civile o da quello penale.
Non esiste una disposizione dettata dal Parlamento o dall’Europa: si tratta di una semplice circolare emessa ai tempi del governo Draghi dall’allora ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.
La quale evidentemente pensò che un controllo preventivo sulla salute dei clandestini fosse utile per evitare la diffusione di malattie all’interno dei Centri per il rimpatrio.
Quella che sembrava una norma di buon senso si è però rivelata un’arma a doppio taglio, perché se si incrociano dei medici che per convincimento politico non vogliono mandare i migranti nei Cpr, la visita medica si trasforma in un salvacondotto che evita il trattenimento.
E lo stesso accade se i controlli sanitari sono considerati un requisito senza il quale non è possibile accompagnare il candidato all’espulsione nel Centro per il rimpatrio.
Dunque, il solo modo per evitare tutto ciò – le false attestazioni mediche o il rifiuto di farsi visitare – è l’abolizione della circolare del ministro Lamorgese.
Non serve una legge e neppure il parere della magistratura: è sufficiente una nuova circolare che cancelli la precedente.
Perciò, caro ministro Piantedosi, non indugi: firmi una disposizione che elimini i controlli preventivi affidati alla Simm, la società di medicina delle migrazioni, che, come abbiamo scoperto, è una specie di succursale della Ong di Luca Casarini e del Pd di Elly Schlein.
Già dobbiamo fare i conti con giudici politicizzati, per i quali le espulsioni vanno sempre impedite. Se poi ci si mettono anche i medici, ci tocca tenerci a vita pure gli stupratori.
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