Emergenza finita ma solo per il fisco
(Illustration by Lorenzo Di Cola/NurPhoto via Getty Images)

Termina martedì la moratoria per i pagamenti concessa in seguito alla pandemia. Che quindi, quando si tratta di incassare, lo Stato considera superata. Per i cittadini-sudditi resta invece il green pass più duro del mondo e anzi si vuole prolungarlo oltre la scadenza.

L’emergenza Covid è finita. Almeno per l’Agenzia delle entrate, che ieri si è presa la briga di diffondere un comunicato per informare i contribuenti che la moratoria del pagamento delle tasse è finita. In pratica, è ora di aprire il portafogli. Entro il 2 novembre vanno «regolarizzati i pagamenti delle rateizzazioni già in essere» quando scattò la sospensione dei versamenti a causa della pandemia. Per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo dello scorso anno, quando cioè il governo Conte rinchiuse gli italiani in casa, disponendo la serrata di molte attività commerciali, non è prevista alcuna proroga e, anzi, se si ritarda il saldo delle rate previste si incorre nella decadenza dei benefici del dilazionamento. Per la rottamazione e il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali invece, c’è tempo e il fisco ricorda che i contribuenti possono prendersela comoda fino alla fine del mese. Non di quello attuale, intendiamoci, ma di quello prossimo. Altrimenti, se si supera il 30 novembre, anche in questo caso si perdono i vantaggi così faticosamente conquistati durante l’emergenza.

Vi state chiedendo perché l’Agenzia delle entrate abbia dichiarato finita la fase più difficile dell’epidemia? La risposta non c’è, almeno a sentire gli esperti del governo, i quali ogni giorno insistono invece a sostenere che con il Covid non si deve abbassare la guardia e per questo giustificano l’introduzione del green pass, ossia di uno strumento che non è sanitario, ma senza il quale non si può lavorare e fare vita sociale. Per l’esecutivo di Mario Draghi, l’emergenza c’è eccome e infatti, nonostante dopo due anni i poteri straordinari introdotti da Giuseppe Conte dovrebbero essere revocati, perché dopo 24 mesi non c’è modo di prorogarli, Palazzo Chigi sta escogitando un modo per aggirare la decadenza e prolungare l’emergenza. Già si parla di un allungamento fino alla primavera, perché il pericolo dei contagi non sarebbe del tutto scongiurato. In effetti, se si confrontano i dati rispetto a un anno fa, la situazione potrebbe far pensare di non essere ancora fuori dall’incubo. Il 10 ottobre del 2020, prima che cominciasse di fatto la seconda ondata, i nuovi casi di malati Covid erano 5.724, con 29 morti. Il 10 ottobre del 2021 i contagiati sono stati 2.278 e i morti 27. Ma oggi, come ci spiegano ogni giorno i virologi da salotto tv, l’80% degli italiani ha ricevuto la prima e la seconda dose di vaccino e nelle fasce di età ritenute critiche, cioè dai 60 anni in su, si arriva addirittura quasi al 90% (per gli ottantenni la soglia ritenuta di sicurezza è addirittura abbondantemente superata). Dunque, visto che la mortalità è quasi nulla fra le persone che hanno un’età compresa fra i 12 e i 39 anni (si contano dieci vittime nel periodo fra luglio e settembre), ossia tra coloro che non risultano aver raggiunto ancora la quota della cosiddetta immunità di gregge, perché insistere con l’emergenza?

Altrove, in Germania ad esempio, il ministro della Salute ha già annunciato l’intenzione di revocare le misure straordinarie imposte dal Covid, ma da noi no. Anzi, da noi si pensa a un ulteriore giro di vite. Con la scusa che i contagi non si abbassano (anche se l’indice da tenere d’occhio è comunque al di sotto della soglia di attenzione), nonostante le terapie intensive non siano intasate e pure l’occupazione dei posti letto in ospedale non desti preoccupazione, c’è chi al ministero della Salute sta pensando a come costringere a vaccinarsi i tre milioni di italiani che, nonostante il green pass, non si sono ancora rassegnati a offrire il braccio alla patria. Andrea Crisanti, il virologo più critico nei confronti delle misure di riapertura delle attività, invita a lasciar perdere, perché in tutti i Paesi c’è una certa quota di scettici e anzi suggerisce di non regalare i no pass ai no vax, magari imponendo a chi non vuole esibire il certificato verde di indossare una mascherina Ffp2. Ma ai pasdaran del lasciapassare vaccinale, sistema altamente affidabile tanto da essere bucato fino a rilasciare passaporti verdi a tizi con il nome di Adolf Hitler, tutto ciò non basta, perché l’emergenza non è finita. Può essere che i talebani del green pass abbiano ragione, ma allora forse dovrebbero informare l’Agenzia delle entrate. Se dobbiamo aspettarci i colpi di coda del Covid, vale anche per le tasse. Altrimenti, più che cittadini e contribuenti significa che per lo Stato siamo sudditi, che devono obbedire e pagare senza accampare diritti. E allora cambiamo la Costituzione e stabiliamo che la sovranità non appartiene al popolo, ma al burocrate e al virologo, così quando le cose andranno male sapremo con chi prendercela.

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