Il filo rosso che unisce i casi Grillo e La Russa
Leonardo Apache La Russa (Ansa)
Le ragazze che accusano i rampolli del fondatore del M5s e del presidente del Senato hanno frequentato la stessa scuola a Milano. Il cellulare di Leonardo Apache La Russa intestato allo studio legale del padre. Sulla notte «folle» sentito il titolare del locale.

I casi di Ciro Grillo e di Leonardo Apache La Russa hanno in comune una scuola milanese e una classe di ferro, quella del 2000. Infatti le due presunte vittime sono entrambe nate in quell’anno ed entrambe hanno frequentato lo stesso istituto superiore. Almeno all’inizio. Poi la giovane che accusa il figlio del presidente del Senato ha lasciato e si è iscritta a un altro liceo, meno conosciuto, dove ha incontrato il suo presunto abusatore, di quasi due anni più giovane. Ma nelle due vicende ci sono anche altri punti in comune. Due ragazze delicate come cristalli, che hanno problemi ad accettarsi e condividono con le amiche le loro fragilità.

La prima a un certo punto della sua vita ha lasciato Milano ed è andata via con il padre in Scandinavia, per ritrovare un po’ se stessa. Anche la seconda per un periodo ha lasciato la madre ed è andata via con il padre. Entrambe quando si sono svegliate nel letto di uomini incontrati la sera prima hanno avuto come reazione immediata quella di colpevolizzarsi.

«Amo (amore, ndr) mi sono risvegliata da La Russa… […] ma che problemi ho… o mi hanno drogata. Non mi ricordo bene, non va bene, faccio troppi casini. Non sono normale, raccontami di ieri» ha scritto all’amica la presunta vittima di La Russa jr. «Ho fatto una cazzata, poi te la racconterò, eh, niente, cioè parliamo un attimo… ehm… mi serve un po’ una dritta diciamo… proprio cinque dita in faccia mi servono» aveva detto con la coetanea al maestro di kite-surf dopo essere uscita da casa Grillo. Intanto proseguono le indagini. La Squadra mobile sta ancora cercando di identificare compiutamente il dj che avrebbe violentato con La Russa jr la ragazza, per verificare soprattutto se sia vero che quella mattina fosse a casa del presidente del Senato. Di certo non è vero che il telefono di La Russa jr non sia stato sequestrato perché intestato al padre. In realtà quel tipo di verifica è stata fatta nelle scorse ore e ha portato ad accertare che la sim risulta a nome dello studio legale della seconda carica dello Stato (probabilmente perché quando è stata attivata il ragazzo era ancora minorenne). Quindi il mancato sequestro potrebbe essere legato ad altri motivi, magari improntato a una prudenza istituzionale e alla necessità di verificare l’intestazione. Comunque, nel cellulare di Leonardo non ci sono conversazioni con la ragazza, perché, come spiegato proprio da lei, i due non avevano i rispettivi numeri di telefono. Tanto che il 19 Leonardo avrebbe provato a contattarla chiamando tramite Instagram, ma lei non avrebbe risposto.

Ieri è stato sentito dagli investigatori uno dei titolari del club Apophis, l’esclusiva discoteca milanese in cui Leonardo La Russa avrebbe organizzato la festa durante la quale, il 18 maggio scorso, incontrò la sua ex compagna di scuola.

Sono stati identificati anche alcuni dei ragazzi che hanno partecipato alla serata nel locale e presto verranno ascoltati. In totale quella sera all’Apophis ci sarebbero state poco meno di 200 persone. Sarebbero state acquisite, inoltre, le copie dei telefoni della presunta vittima e delle sue due amiche (ma anche di quello di una conoscente presente in discoteca), comprese tutte le chat.

Tra i testimoni che potrebbero finire in Questura ci sarebbero anche i componenti della scorta del presidente del Senato, che erano di servizio il 18 e che potrebbero aver visto ingresso e uscita della ragazza e di Leonardo. Ieri ha fatto scalpore l’intervista rilasciata alla Verità dal padre della presunta vittima. Il quale ieri ha ribadito con noi: «Mia figlia ha un’esistenza come, mi sento di dire, la maggior parte dei suoi coetanei. Vivono in questo mondo, dove poi fanno anche uso di stupefacenti, chi più chi meno, ma temo purtroppo per loro che sia una cosa abbastanza diffusa. Non sto dicendo che non ci sono dei ragazzi puliti». La sua analisi di genitore preoccupato prosegue: «Come capita spesso con le ragazze di quell’età lì, ha frequentazioni che a me non piacciono. Ma non voglio intromettermi in cose che deve risolvere lei da sola… deve affrontare la sua vita…». E a proposito di questo aggiunge: «Aver denunciato un fatto e, come vede non mi schiero da nessuna parte, secondo me è una cosa positiva perché l’aiuterà a tirarsi fuori… molto meglio parlare di cose che possono far male. Poi, c’è colpa, non c’è colpa, saranno gli inquirenti che andranno a capire».

Il discorso vira sui medicinali che la figlia assume, come è stato raccontato dai giornali: «So che prende degli psicofarmaci, so che va da uno che la segue per queste cose. Io avrei preferito che non lo facesse, perché certe cose sono convinto che si raddrizzino diversamente, però, io sono vecchio e sono all’antica. Mia figlia fa come tutte le sue coetanee, quando ha un problema va dallo psicologo, fa le cure che io nello specifico non so neanche quali siano. Poi, se queste sostanze che lei dice di prendere interagiscono con eventuali droghe del sesso, con altre cose, io non ne ho idea. Però, per me, la cosa più importante da sottolineare è che mia figlia non ha problemi psichici. Sicuramente è viziata, sicuramente ha studiato poco e per un lavoro avrà le sue difficoltà, perché ha fatto la maturità sociopsicopedagogico. Ha fatto anche una scuola importante a Milano. Ha fatto i primi anni, poi si è diplomata in una scuola privata. Suonava bene anche il violino. Sul liceo si è un po’ persa…».

Si capisce che quando parla di questa figlia fragile, il papà si scioglie, anche perché i rapporti con la ex moglie sono difficili («comunico con con lei solo tramite avvocati») e la sua ragazza è ormai lontana: «Io mi auguro che mia figlia uscendo da questa faccenda abbandoni Milano e trovi la sua strada. Sono certo che sarà per un eventuale compagno una buona compagna, perché è una ragazza intelligente e ha bei modi. È una ragazza educata, dotata di un buon senso dell’umorismo e di profonda cultura. Risulta simpatica alla maggioranza delle persone che l’hanno conosciuta. Io spero che trovi qualcosa di diverso, ha 22 anni. È vero che oggi tutto si accelera, che tutto avviene prima, però, diciamocelo, a 22 anni è ancora una bambina, avrà tutto il tempo di rivedere le sue cose, a prescindere dall’andamento di questa vicenda giudiziaria».

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