Spunta un fascicolo sul mondo del calcio. Gravina nel mirino, ascoltato Lotito
Il presidente della Figc Gabriele Gravina (Ansa)
  • I magistrati di Roma studiano le carte sul presidente della Figc. In ballo la gestione dei diritti. E l’acquisto di alcuni libri antichi.
  • Emergono nuovi nomi di politici osservati indebitamente: oltre all’europarlamentare Fdi Nicola Procaccini, il candidato sindaco di Roma Enrico Michetti. Anche gente comune chiedeva controlli.

Lo speciale contiene due articoli.

Nel caos dell’enorme giro di accessi abusivi alle banche dati che gira attorno ai nomi del giudice antimafia, Antonio Laudati, e del luogotenente della Guardia di finanza, Pasquale Striano, spunta una storia nella storia, fatta tutta di calcio e di veleni. Come La Verità ha già raccontato ieri uno degli uomini finiti nel mirino è il capo della Figc Gabriele Gravina. Laudati e Striano, secondo l’accusa, avrebbero «attestato falsamente» che l’innesco dell’attività investigativa su Gravina arrivava dalla Procura di Salerno. Striano viene individuato come «l’autore materiale degli accessi abusivi» e come «redattore della bozza» del documento poi inviato a Piazzale Clodio da Giovanni Melillo, mentre il mandante sarebbe Laudati, «ideatore e coordinatore delle operazioni», secondo i magistrati perugini. Per costruire il dossier sarebbero state effettuate ricerche nella banca dati del Sistema informativo valutario, che contiene le segnalazioni di operazioni sospette. Tra le posizioni consultate ci sono quelle di Danilo Iervolino, presidente della Salernitana e proprietario del settimanale L’Espresso, e di Marco Mezzaroma, cognato di Claudio Lotito con cui il patron della Lazio ha diviso l’esperienza alla Salernitana ed ex di Mara Carfagna. Ma al centro delle ricerche ci sono anche la Isg, una società che si occupa di diritti delle trasmissioni sportive e Chiara Faggi, legale della Lega Pro. A dare una mano a Striano anche Michele Punzi, figura chiave nella sicurezza di Telsy, società partecipata da Tim, e leader nel settore delle comunicazioni. Il manager (ora finito indagato) dopo essere stato sollecitato avrebbe ricambiato inviando sull’applicazione Signal un file dedicato proprio a Iervolino che a dicembre del 2021 diviene proprietario della squadra campana da poco in serie A dopo che le normative Figc avevano imposto a Claudio Lotito, patron pure della Lazio, di cedere la proprietà. Le spiate si sono quindi spostate a Sulmona per verificare una raccolta fondi. Un controllo sull’esistenza di precedenti di polizia è stato fatto anche sul compianto Marco Bogarelli, noto come il re dei diritti tv. E su Giovanni Valentini, un pezzo grosso dell’area commerciale della Figc.

Laudati (unico non indagato per rivelazione di segreto d’ufficio) e Striano si sono beccati un’accusa per accesso abusivo a un sistema informatico, ma anche di falso ideologico. Secondo gli inquirenti il documento invece non proveniva da Salerno ma era redatto «in casa» dopo che Striano aveva richiesto incontri con Emanuele Floridi, esperto di calcio e manager che si occupa di crisi aziendali. Insomma, leggendo tra le righe delle carte di Perugia sembrerebbe assistere a una lotta nel mondo del calcio, su cui hanno cercato di vedere chiaro convocando a Perugia oltre che Floridi anche il presidente della Lazio, Lotito, come testimoni. D’altronde che i rapporti tra la squadra bianco celeste e il presidente Gravina siano tutt’altro che idilliaci non è certo una novità. La novità però è che sebbene quel dossier sia nato, come scrivono i pm perugini, in modo non lecito, al suo interno deve esserci qualcosa di concreto, dal momento che da Perugia i verbali raccolti sul filone calcistico sono stati trasmessi alla Procura di Roma dove dal marzo scorso esiste un fascicolo (lo stesso spedito da Melillo in mano al pm Francesco Cascini).

Il contenuto del fascicolo romano nulla ha a che fare con le competenze dell’Antimafia, ma tratterebbe temi inerenti la compravendita di diritti e possibili provviste di extra finanziamenti tramite società londinesi. Una delle ipotesi sarebbe valutare la regolarità di un bando datato 2018 e avviato dalla Lega Pro presieduta da Gravina. In quell’occasione Isg, società specializzata nella gestione delle piattaforme digitali, avrebbe contattato Ginko, altra azienda connessa con la Assist group di Gianni Prandi, manager della comunicazioni il cui nome è finito più volte sui giornali per via di contratti con Ita e l’amicizia con il leader della Cgil Maurizio Landini. Dagli accessi agli atti considerati illeciti sarebbe dunque emerso più di un nodo che ora gli inquirenti vorrebbero sciogliere. Cercando di capire se tra i contratti sui diritti possa esserci un nesso con almeno un paio di compravendite di una serie di libri storici in possesso allo stesso Gravina. Secondo l’ipotesi investigativa i testi di epoca medievale (ve ne sarebbero anche altri dell’Ottocento) sarebbero inizialmente stati oggetto di compravendita con un antiquario, previo anticipo di caparra. A operazioni saltate la caparra sarebbe rimasta nelle mani del presidente Figc. In un caso 350.000 euro e nell’altro 250.000. È chiaro che se sorgessero evidenze si aprirebbe un enorme tema attorno alla gestione dei diritti e di chi li maneggia. Recentemente anche Il Giornale si era occupato di un fatto parallelo, quello della copertura tv del calcio femminile. L’articolo citava Prandi e due ex collaboratori della Infront di Bogarelli, Giovanni Valentini e Giuseppe Ciocchetti. L’indomani la Figc mandò una lettera di rettifica confermando però il ruolo di collaborazione di Prandi su altri progetti.

Da non perdere

Attentato a Ranucci, quattro arresti
Video

Attentato a Ranucci, quattro arresti

Fermati i presunti autori dell’assalto dinamitardo contro il conduttore di «Report». Di origine campana, avrebbero operato su commissione in cambio di migliaia di euro.

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…