Nelle stesse ore in cui a Bologna andava in scena il processo politico agli agenti intervenuti al Pilastro per contenere Abderrahim Fakir, in altre città, altri agenti, erano impegnati in operazioni ad alta tensione, alle prese con esagitati e violenti, evidentemente pericolosi se non fermati con azioni di contenimento.
È successo a Genova, dove un senegalese ha dato di matto a bordo di un pullman, a Pescara dove un altro soggetto in condizioni alterate ha malmenato la municipale e, ancora, a Milano dove un energumeno ha assalito un passante senza motivo e in A14, dove una banda di rom, per fuggire, ha messo a rischio la vita di tanti.
Ogni giorno, secondo i report del Sindacato autonomo di polizia (Sap), sono una decina gli uomini e le donne della polizia di Stato che rimangono feriti durante le attività operative di controllo del territorio. I dati, raccolti dal sindacato con grande cura, negli ultimi anni sono chiari: nel 2022 sono stati feriti, durante attività operative ben 3.398 agenti, nel 2023 il numero è salito a 3.315 e nel 2024 a 3.751 agenti feriti (+9% in soli due anni).
E si tratta di numeri che riguardano esclusivamente la polizia di Stato, con un trend in crescita che lascia pensare. Negli ultimi due anni, inoltre, il rischio di subire aggressioni per gli agenti è aumentato notevolmente anche durante i presidi alle manifestazioni pubbliche, per quel clima di violenza ideologica che mette le divise nel mirino e che l’episodio di Bologna, così trattato da certa politica, non potrà che fomentare.
A confermarlo i numeri relativi ai ferimenti degli agenti durante i cortei che, secondo i dati del Viminale, nel 2025 sono cresciuti del 53% rispetto all’anno precedente.
«Non è per utilizzare citazioni pasoliniane, ma oltre alla tragedia del deceduto bisogna pensare a chi rimane, alla vita di questi ragazzi, che sarà segnata per sempre da quanto accaduto», sottolinea Tonino Guglielmi, segretario regionale del Sap, commentando i fatti del Pilastro. «Bisogna ricordare che si tratta di uomini e donne che per 1.500 euro al mese mettono ogni giorno a rischio la propria incolumità e devono agire in fretta, chiamati dai cittadini a risolvere situazioni complicatissime».
E, a proposito di situazioni complicate, proprio nella serata di due giorni fa, mentre già i parenti di Fakir invocavano «vendetta» e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, lanciava la convocazione ufficiale per una manifestazione di piazza per chiedere «verità e giustizia», a Genova, un senegalese di 37 anni prendeva violentemente a pugni il conducente del bus sul quale stava viaggiando perché invitato a esibire il biglietto. All’arrivo degli agenti, l’uomo ha dato in escandescenza, urlando e tentando di colpire i poliziotti con pugni e calci e una volta arrestato si è rifiutato di fornire le proprie generalità, anche se poi, identificato, è risultato ben noto alle forze dell’ordine per diversi reati.
Poche ore prima, a Pescara, un agente della polizia locale era stato insultato e aggredito senza alcun motivo da un uomo in stato di forte alterazione. Per fermare la furia dell’energumeno, anche in questo caso, è stato necessario l’intervento di agenti di polizia e carabinieri che hanno faticato non poco a fermarlo e ad accompagnarlo in questura.
A Milano, nel weekend un agente di polizia è finito in ospedale nel tentativo di fermare un soggetto, anche questo fortemente alterato, che ha aggredito un uomo senza apparente motivo, poi ha cercato di impedire il proprio ammanettamento. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, la sera stessa ha cercato di scappare: si è avvicinato alle inferriate della finestra della cella tentando di forzarle ed è stato nuovamente fermato.
Sempre domenica, questa volta a Rimini, un giovane marocchino è stato fermato mentre tentava di sottrarre il fondo cassa da un bar, raggiunto dagli agenti dopo una rocambolesca fuga, ha reagito con pugni e calci sferrati contro i poliziotti.
Lo stesso giorno a Verona, in A14, è andato in scena un inseguimento a 200 all’ora, terminato con due agenti feriti. Protagonista della fuga una banda di nomadi, a bordo di due auto di alta cilindrata, professionisti del crimine e già da tempo sotto osservazione. La banda è stata intercettata dagli agenti sull’autostrada e, vistosi scoperto, il gruppo di malviventi si è dato alla fuga per diversi chilometri, lanciando le auto a folle velocità prima di effettuare inversione di marcia in carreggiata.
A quel punto per bloccare la pericolosissima manovra, la pattuglia che era all’inseguimento si è posizionata di traverso, diventando bersaglio dei fuggitivi, tanto che uno dei due agenti ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo prima di essere travolto.
L’inseguimento è proseguito per circa 10 chilometri, fino a quando una delle due auto in fuga ha improvvisamente frenato nel tentativo di provocare il tamponamento della volante. Per evitare l’impatto, la pattuglia è uscita di strada finendo nel fossato a lato dell’autostrada, ferendo gli agenti e riportando gravissimi danni.
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