Gli illustri esponenti del Pd sostengono che la schifosa vicenda degli abusi psicologici su minori della Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, non li riguardi. Anche se per smentirli, basterebbe ricordare che – come l’inchiesta «Angeli e demoni» sottolinea più di una volta – molti dei protagonisti di questa brutta storia, Onlus e operatori sociali, venissero rimborsati da finanziamenti regionali della regione rossa.
Nonostante ciò, la segreteria provinciale reggiana dem continua a difendere Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano, ai domiciliari con le accuse di concorso in abuso d’ufficio e falso ideologico: «Ha subito un linciaggio mediatico in questi giorni vergognoso, che condanniamo fortemente e gli esprimiamo la massima vicinanza umana e sostegno», scrivono i dirigenti dem di Reggio, incuranti della grammatica. E proseguono: «Risponderà con serenità e collaborazione da uomo delle istituzioni quale è dei rilievi amministrativi che gli vengono mossi, ma non possiamo accettare quanto sta avvenendo. Il suo nome è stato associato impropriamente ad abusi minorili, minando l’onorabilità della persona e la serenità della sua famiglia da sciacalli senza scrupoli. Andrea Carletti è un amministratore capace, che si è speso per la propria comunità, apprezzato dai suoi cittadini…».
Certo, viva il garantismo. E in ogni caso le mele marce possono capitare ovunque. Ecco perché vale la pena di approfondire un poco i legami che tutta la sinistra, e non solo un esponente politico locale, aveva con i protagonisti (cioè gli arrestati) di questa storia sconvolgente.
Molto apprezzata dal Pd era la dirigente del Servizio di assistenza sociale dell’Unione Comuni Val d’Enza, Federica Anghinolfi, 57 anni. Il Corriere della sera l’ha definita «omosessuale e già legata ad alcune donne affidatarie di minorenni». Secondo il giudice che ha disposto le misure cautelari nei suoi confronti, sarebbero «la sua stessa condizione e le sue profonde convinzioni a renderla portata a sostenere con erinnica perseveranza la causa dell’abuso da dimostrarsi a ogni costo». Come abbiamo già scritto, questa signora oltre a essere una fan della Sea Watch, era una fervente sostenitrice delle istanze Lgbt. Non a caso, ancora un anno fa, partecipava agli incontri organizzati da Arcigay per parlare di affido alle coppie arcobaleno (cosa che poi metteva anche in pratica).
Il 15 settembre del 2016, la Anghinolfi è stata gradita ospite della Festa dell’Unità di Bologna, per un incontro intitolato «Avere cura dell’infanzia. Violenze, maltrattamenti e prostituzione minorile, nuove sfide per istituzioni e società». Con il senno di poi, un titolo emblematico.
Tra i partecipanti si ricordano Sandra Zampa, Marilisa Martelli, Giuseppe Spadaro e Vanna Iori. Quest’ultima è una parlamentare del Pd, la sua firma è presente in calce a un comunicato stampa relativo agli abusi di Bibbiano che dice: «Su questo drammatico fatto di cronaca registriamo che diversi rappresentanti politici abbiano già emesso una sentenza sostituendosi alla magistratura, un atteggiamento patetico che strumentalizza ai meri fini di propaganda una vicenda oscura». Insomma, la Iori è tra quelli che cercano di scaricare il barile.
Sul palco della Festa dell’Unità con la Anghinolfi, nel 2016, c’era anche Sandra Zampa. Non proprio una passante: già portavoce di Romano Prodi, è stata parlamentare e vicepresidente del Pd, nonché autrice della contestatissima legge sui minori stranieri non accompagnati.
Non era certo la prima volta che la Anghinolfi e gli altri del giro bibbianese avevano a che fare con il Pd. Nel 2015 lei e il sindaco di Bibbiano Carletti vennero auditi dalla commissione Parità della Regione Emilia Romagna presieduta da Roberta Mori del Pd. In quell’occasione furono presentati come un modello da imitare, anche se, da qualche tempo, qualcosa nella zona della Val d’Enza non andava. Il numero di abusi su minori segnalati sul territorio era molto, troppo alto. Sempre davanti alla commissione regionale presieduta dalla Mori, Luigi Fadiga, Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna, spiegò che nel bibbianese erano stati segnalati ben 13 casi di abusi su ragazzini. Ma, aggiungeva, «l’errore più grave sarebbe etichettare l’area, perché il fenomeno non è certo circoscritto, nel reggiano semmai c’è stato il coraggio di denunciare e intervenire». E la Anghinolfi, come riporta Il Fatto, si precipitò a dargli ragione: «È stata molto importante», disse, «la volontà di proseguire l’ascolto delle giovani vittime anche dopo aver raccolto un numero apparentemente sufficiente di informazioni». In realtà, a quanto pare, se gli abusi erano così tanti forse il motivo non era il maggiore ascolto delle vittime. In ogni caso, il Pd ha continuato a sponsorizzare il gruppo dei bibbianesi e il loro modo di lavorare con i bambini. Tanto che, nel 2016, i dirigenti dem erano presenti in forza all’inaugurazione del centro La Cura, uno dei luoghi cardine dell’attuale inchiesta sugli abusi.
Vanna Iori, parlamentare Pd, annunciava baldanzosa il 24 settembre 2016, giorno dell’apertura: «Durante la mattinata interverrò assieme al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, al presidente dell’Unione dei Comuni Val d’Enza Paolo Colli, al direttore del distretto di Castelnuovo Monti e Montecchio Sonia Gualtieri, alla consigliera regionale dell’Emilia Romagna Roberta Mori e alla presidente di Casina dei Bimbi onlus Claudia Nasi».
In settembre i democratici applaudivano alla creazione del centro. Giovedì 14 luglio 2016, invece, la piddina Sandra Zampa – in qualità di presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza – invitava in aula a Roma «il sindaco di Bibbiano con delega al sociale, Andrea Carletti, la responsabile del Servizio sociale integrato, dottoressa Federica Anghinolfi, il medico legale e criminologo dell’Ausl di Reggio Emilia, dottoressa Maria Stella D’Andrea».
In quell’occasione, la Anghinolfi spiegò: «La Val d’Enza, è un’Unione che ha 62.000 abitanti, 12.000 dei quali minorenni; in carico come area della tutela ne abbiamo circa 900, di questi circa 90 sono vittime di abusi sessuali, gravi maltrattamenti, violenza assistita e violenza psicologica». 90 su 900 vuol dire un minore su dieci. Non proprio pochi. Infatti Sandra Zampa subito chiosò: «Trovo sinceramente molto preoccupanti i dati che avete portato, perché non credo che ci sia una concentrazione di casi nei vostri territori».
La piddina Vanna Iori, al solito, spese parole di apprezzamento per i bibbianesi: «Volevo solo ringraziare», dichiarò, «e dire che il motivo per cui ho proposto questa audizione è che per la prima volta abbiamo non solo la denuncia di un fenomeno, ma anche un tentativo di risposta. Tengo a sottolinearlo, perché di auditi che ci hanno sottoposto problemi ne abbiamo avuti altri; di risposte vere, concrete, che hanno dato dei risultati non ne abbiamo avute, quindi grazie davvero».
Risposte vere, concrete. Chissà se sono altrettanto concreti gli arresti. In ogni caso, che il Pd tenti ancora di assolversi e di difendere i protagonisti dello scandalo è semplicemente allucinante.
A dirla tutta, anche i 5 stelle qualche rapporto con questi signori dell’affido lo hanno avuto. Il Movimento del Piemonte, alla fine di maggio, ha donato 195.000 euro a varie associazioni del territorio, tra cui la Hansel e Gretel di Claudio Foti, psicologo che in questa inchiesta ha un ruolo piuttosto rilevante. Ora hanno richiesto i soldi indietro, ma la figuraccia è fatta. Si potrebbe anche ricordare come, nel lontano 2014, di fronte alle inchieste delle Iene sulla gestione discutibile dei servizi sociali in Italia (che toccarono poi anche la Onlus di Foti), fu proprio il grillino Vincenzo Spadafora, allora Garante per l’infanzia, a dichiarare che tutto andava bene, e che la trasmissione Mediaset stava un po’ esagerando. A giudicare da quanto sta emergendo, sembra di capire invece che il sistema dei servizi sociali abbia bisogno di un bel giro di vite. Come, del resto, quasi tutto ciò che il Pd ha direttamente gestito o influenzato negli ultimi anni.
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