Semplificazione fiscale, sì del cdm
Maurizio Leo (Imagoeconomica)
Approvato il decreto attuativo che ferma le cartelle durante le feste. Passano pure i testi per riordinare gli sgravi a favore dei cervelli in fuga e il settore dei giochi.

L’attuazione della riforma fiscale va avanti. Ieri in cdm sono stati approvati due schemi di decreti legislativi in attuazione della delega fiscale. Nel dettaglio parliamo del provvedimento sulla fiscalità internazionale e di quello sulla razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari. Accanto a questi è stato anche approvato, sottolinea il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, «un nuovo decreto legislativo con le disposizioni relative alle gare dei giochi a distanza. Nel dettaglio abbiamo definito un quadro generale in grado di delineare l’intera struttura del sistema e per bandire le nuove gare, mettendo fine alla stagione delle proroghe. Non solo, abbiamo introdotto anche nuove misure per contrastare l’illegalità e tutelare i giocatori delle fasce più deboli». Per quanto riguarda invece il decreto più atteso in cdm, quello sulla revisione degli scaglioni Irpef, Leo ha fatto sapere che si è preferito rinviarlo di qualche giorno per consentire un coordinamento tecnico in coerenza con la legge di bilancio in via di approvazione (tra il 27 e il 30 dicembre alla Camera): «Un atto di grande serietà che conferma la volontà del governo di coniugare le esigenze dei cittadini e l’equilibrio dei conti pubblici». Ad ogni modo nel prossimo cdm, l’ultimo del 2023, saranno approvati altri decreti delegati della riforma fiscale e tra questi ci sarà anche quello sulla revisione degli scaglioni Irpef.

La riforma fiscale procede secondo i tempi promessi. In una delle prime conferenza stampa sulla legge di bilancio era stato dichiarato che ogni novità fiscale legata alla riforma che non avrebbe comportato aggravi sul bilancio dello Stato sarebbe stata portata a termine entro il 2023, e così si sta facendo. Ieri è toccato al decreto semplificazioni che contiene principi e criteri direttivi relativi alla revisione generale degli adempimenti tributari. Ad esempio, in via sperimentale, si prevede una semplificazione della dichiarazione dei redditi di dipendenti e pensionati, dando la possibilità al contribuente di accedere alle informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate ai fini della predisposizione della dichiarazione, che potranno essere così confermate o modificate. Oppure si riconosce al contribuente con un sostituto d’imposta, tenuto a effettuare il conguaglio, la facoltà, finora prevista solo per i contribuenti privi di sostituto d’imposta, di richiedere direttamente il rimborso Irpef all’Agenzia delle entrate così come di effettuare i pagamenti delle imposte dovute con modello F24. In sintesi, l’obiettivo di questo decreto è quello di semplificare gli obblighi dichiarativi e di versamento, e di introdurre interventi che cercano di riequilibrare il rapporto tra amministrazione finanziaria e cittadini, attualmente sbilanciato a favore del Fisco. O si prevede la sospensione ad agosto e dicembre dell’invio da parte del Fisco di comunicazioni e richieste di atti.

Per quanto riguarda invece il decreto attuativo incentrato sulla fiscalità internazionale troviamo l’introduzione della global minimum tax che si applica ai gruppi multinazionali o nazionali che hanno ricavi annui pari o superiori a 750 milioni di euro, e la norma sul regime dei rimpatriati che nelle settimane scorse ha subito degli aggiustamenti rispetto al testo originale. Le novità maggiori riguardano la natalità. Se si torna in Italia con figli a carico, se nasce il proprio bambino durante il periodo di fruizione del regime di favore o si adotta in quell’arco temporale lo sconto fiscale passerà dal 50 al 60%. Il beneficio partirà dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo dei cinque anni rimanenti. Altra modifica riguarda poi l’acquisto di un’immobile tra il 2023 e il 2024. In questo caso si riconosce un regime transitorio ad hoc, che viene prolungato di altri tre anni per chi trasferisce la propria residenza nel 2024 e acquista una casa entro fine 2023.

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