«Contanti, tetto Ue a 10.000 euro»
Prima la lettera Bce che nega il rapporto fra banconote ed evasione. Ora la proposta contro il riciclaggio della Commissione con un limite doppio rispetto a quello italiano.

Diecimila. Lasciate che ve lo riscriva: 10.000. Diecimila euro come limite massimo all’utilizzo del contante nello scambio di beni e servizi. No, non mi sto riferendo all’originaria proposta della Lega che poi in sede di formulazione della legge di bilancio è stata abbassata agli ormai famigerati 5.000 euro che tanto scandalo fanno fra i progressisti di casa nostra. No, mi sto riferendo ad una proposta formulata dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen relativa «alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo». Proposta datata 20 luglio 2021 e attualmente in discussione al Parlamento europeo. La bizantina costruzione legislativa dell’Ue prevede infatti un iter abbastanza farraginoso per arrivare all’approvazione di regolamenti che poi diventano leggi per tutti gli Stati. L’iniziativa legislativa parte dalla Commissione che sarebbe teoricamente l’esecutivo europeo. Governa ma non troppo. Legifera, ma non troppo. La proposta di regolamento, come appunto quella di cui stiamo parlando, viene poi trasmessa al Parlamento Ue perché venga approvata. Eh, no. Non è così semplice. Perché la proposta che diventa poi regolamento e quindi legge deve essere approvata nella stessa forma anche dal Consiglio Ue. Quello presieduto dal belga Charles Michel? Eh, no. Quello è il Consiglio europeo. Il Consiglio Ue è un’altra cosa ancora. E infatti per distinguerlo dal primo lo hanno chiamato Ue e non europeo. La presidenza di questo Consiglio viene assunta a turno da uno degli Stati e ogni sei mesi cambia. Attualmente spetta alla Repubblica Ceca. Le succederà a gennaio la Svezia. Del Consiglio Ue fanno parte i ministri degli Stati a seconda dell’argomento oggetto di discussione. In tal caso i titolari del ministero dell’Economia. Quindi prima che questa nobile proposta di regolamento volta ad armonizzare la normativa antiriciclaggio di tutti i Paesi diventi operativa passeranno anni. Ma l’articolo 59 del futuro regolamento prevede che «le persone che commerciano beni o forniscono servizi possono accettare o effettuare un pagamento fino a un importo di 10.000 euro».

Avete capito bene. L’Europa propone un tetto all’uso del contante che è pari esattamente al doppio di quello proposto da Giorgia Meloni nella sua legge di bilancio. Un importo che faccia in qualche modo da compromesso perché in Europa i limiti all’uso del contante variano da Stato a Stato. In Austria, Germania, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Cipro e Lussemburgo – ad esempio – non esiste alcun limite. In Grecia il tetto è a 500. Fra questi due estremi vi stanno tante soluzioni intermedie. Dai 1.000 euro di Francia, Spagna e Svezia ai 3.000 del Portogallo per finire ai 15.000 della Croazia. Insomma, il tetto proposto da Bruxelles di 10.000 euro potrebbe essere alla fine un buon compromesso.

Ciò nonostante, la Banca centrale europea proprio lo scorso febbraio non ha mancato di mostrare un velato disappunto di fronte a tale proposta. Pur compiacendosi cioè dell’utilità di questa proposta di regolamento, Frank Elderson, membro dell’executive board della Bce nonché vicepresidente del supervisory board, ha sottolineato come «l’elemento più rilevante dei pareri espressi dalla Bce riguarda l’analisi del limite proposto ai pagamenti in contanti». Il tetto non appare «problematico» nella sua applicazione. Ma conclude che i legislatori europei devono porre attenzione. Le banconote in euro sono le uniche ad avere corso legale. E la loro penalizzazione in termini di circolazione non è neppure «in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea». Concetto peraltro ribadito in una lettera della Bce al governo italiano dove si leggeva che «si deve dimostrare che le limitazioni all’uso del contante consentano di ridurre l’evasione fiscale». Insomma, Bruxelles fissa già un limite già più alto rispetto alla Meloni ma per la Banca centrale europea appare addirittura basso.

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