Banco Bpm si mangia la «sua» Anima. La «preda» finisce spiazzata dal blitz
Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm (Ansa)
L’istituto di credito lancia l’Opa volontaria sulla società di risparmio gestito. Castagna sostiene: «Operazione amichevole». Ma solo poche ore prima Melzi d’Eril parlava coi giornalisti dei suoi piani per il futuro del gruppo.

Si intensifica il risiko del risparmio gestito. C’era già stata l’operazione di Banca Generali su Intermonte. Un’iniziativa limitata seppur importante. Da ieri sera si gioca in grande.

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, ha annunciato tramite la controllata Banco Bpm vita un’Opa volontaria su Anima a 6,2 euro per azione. L’offerta, spiega una nota, «è finalizzata al delisting» di Anima dalla Borsa.

Banco Bpm al momento detiene il 22,38% della società del risparmio gestito, in un azionariato che include anche Poste con l’11,95%, Fsi con il 9,77% e la Gamma srl di Francesco Gaetano Caltagirone con il 3,46%. Il 2,96%, infine è rappresentato da azioni proprie.

L’operazione mira alla «creazione di un nuovo campione nazionale integrato nel settore dell’assicurazione Vita e del risparmio gestito». Il prezzo offerto incorpora un premio del 24,9% rispetto alla media aritmetica, ponderata per i volumi scambiati, dei prezzi ufficiali degli ultimi sei mesi (e dell’8,5% rispetto alla chiusura di ieri). Per i propri azionisti Castagna prevede «un importante incremento delle aspettative di performance del gruppo». L’esborso massimo per Banco Bpm è di 1,58 miliardi.

«Non pensiamo» che il prezzo dell’Opa su Anima «sia basso» dice Castagna notando che «nell’ultimo mese Anima è stata considerata un target dopo la transazione di Bnp», che ha comprato le attività di asset management di Axa.

Questo, ha aggiunto, «ha aiutato Anima ad aumentare il prezzo delle sue azioni». Resta l’incognita sull’adesione degli altri soci.

«Abbiamo buone relazione», fa sapere il ceo del Banco, «ma non abbiamo rivelato a nessuno» il lancio dell’Opa «Saremo in contatto con tutti», ha detto Castagna, e «saremo molto contenti se alcuni attuali azionisti volessero restare nella compagine sociale». In particolare «se azionisti istituzionali già legati ad Anima da una relazione commerciale», come Poste, «volessero restare saremmo molto contenti». Castagna definisce l’operazione assolutamente amichevole. Bisognerà vedere se è questa l’idea di Alessandro Melzi d’Eril amministratore delegato di Anima che nel pomeriggio aveva presentato i conti dichiarando di avere a disposizione 600 milioni per fare acquisizioni. Il comunicato di Banco Bpm lo ha colto di sorpresa e non certo soddisfatto.

Si sarà sentito come Victor Massiah quando Intesa aveva lanciato l’Opa su Ubi di cui era amministratore delegato. Anche in questo caso era avvenuto tutto all’improvviso. La mattina Massiah aveva illustrato conti e piano industriale della banca. Poi era volato a Londra. Sceso dall’aereo aveva appreso che sostanzialmente non aveva più incarichi. Tra l’altro l’iniziativa era partita da Intesa di cui per anni era stato importante manager.

Forse l’operazione di Castagna non piacerà nemmeno a Francesco Gaetano Caltagirone. Certamente incasserà una bella liquidità vendendo la partecipazione in Anima. Tuttavia avrà avuto la conferma che per lui non ci sono grandi spazi nella City milanese. L’insuccesso nella scalata a Generali resta sempre un brutto ricordo.

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