La banca di Massimo Doris ottiene l’ok per gestire i programmi di quotazione all’Aim, il prossimo business dopo i piani individuali di risparmio. Nel settore sono già attive le società di numerosi ex banchieri.

Portare le aziende verso la quotazione a Piazza Affari è ormai un business a tutti gli effetti. Sono molti i grandi nomi della finanza che hanno scelto questa nicchia di mercato. Il primo in ordine di grandezza è sicuramente Banca Mediolanum, che due giorni fa ottenuto da Borsa italiana la qualifica di Nomad, ruolo di riferimento per le aziende nel processo di quotazione sui mercati Aim Italia e Mta Sar. La strategia di Mediolanum è quella di supportare le tante eccellenze imprenditoriali del Paese in un percorso di crescita e sviluppo di medio e lungo termine attraverso operazioni di finanza straordinaria volte alla raccolta di capitali alternativi ai tradizionali finanziamenti bancari.

Dopo aver costituito internamente la direzione Investment Banking, affidata a Diego Selva, e aver creduto altresì fin dall’inizio alla centralità e all’importanza dei Pir per l’economia del Paese, per cui il gruppo è primo in Italia per raccolta con 2,5 miliardi di euro, oggi, in qualità di Nomad e financial advisor, Banca Mediolanum può accompagnare le Pmi in Borsa.

«La qualifica di Nomad rappresenta un ulteriore passo concreto verso il nostro obiettivo di diventare la banca di riferimento per le Pmi, contando su una presenza capillare di family banker su tutto il territorio nazionale che hanno una base di clientela composta anche da imprenditori», ha detto Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, commentando l’ottenimento della qualifica di Nomad. «Grazie alla nostra rete potremo quindi avvicinare al mercato dei capitali le aziende che, per ubicazione e cultura, sono lontane dal centro della finanza milanese supportandole, attraverso la direzione Investment banking, nel dotarsi di capitali per affrontare le sfide della globalizzazione. Intendiamo, in questo modo, implementare un approccio sistemico che, attraverso sinergie e collaborazioni, favorisca l’economia del nostro Paese», ha concluso Doris.

In effetti quello della quotazione sta diventando un mercato a sé stante. «Il mercato Aim Italia sta vivendo una fase di crescita importante che vede ampliare sempre più la propria community, costituita non solo dalle società quotate ma anche dagli advisor e dagli investitori attivi sul mercato», ha sottolineato l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi.

In effetti, oltre all’istituto di Basiglio, i nomi noti che si sono fatti avanti non mancano. L’ex numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera (dopo la parentesi politica), ha portato sull’Aim Banca Interprovinciale attraverso la sua Spac, di fatto una società «involucro» concepita con lo scopo di individuare un’azienda e farla crescere in Borsa. L’ex banchiere, attraverso questo strumento è riuscito a raccogliere 600 milioni di euro, 200 in più rispetto ai 400 previsti.

A maggio è partita anche la Spac di un altro uomo di banche, Fabrizio Viola, prima amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena e poi ad della banca Popolare di Vicenza (oltre a essere senior advisor per Boston Consulting group).

Anche in questo caso lo scopo di Viola è di portare una società in Borsa. In questo caso si spera di raccogliere circa 200 milioni di euro da investire in una piccola banca da trasformare in un istituto innovativo (cosiddetta challenger bank).

Ad aggiungersi al gruppo delle grandi firme del business della quotazione va considerato anche Roberto Nicastro, ex direttore generale di Unicredit ed ex presidente delle quattro good-bank (Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cariferrara) oltre che senior advisor del fondo di private equity Cerberus. Senza dimenticare la Spac di Andrea Battista ex amministratore delegato di Eurovita che investirà nel mercato assicurativo e quella promossa da da Tages Holding e dai suoi stessi azionisti (Panfilo Tarantelli, Francesco Trapani, Sergio Ascolani, Salvatore Cordaro e Umberto Quadrino) insieme a Vam Investments.

Alcune grandi firme del mondo finanziario e assicurativo sembrano dunque aver trovato una nuova nicchia dove fare ricavi. Banca Mediolanum al momento resta la più grande, anche se in un settore che ogni giorno conta nuovi attori.

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