- Antonio Misiani annuncia per il 2021: «Solo chi paga con le carte potrà detrarre». Intanto nella bozza di manovra spunta un nuovo comma che regola la quantità di carburante a tariffa agevolata. Lo Stato incasserà 80 milioni in più all’anno e le merci ne risentiranno.
- Ai 350 della bozza ne sono stati aggiunti 50. Il prestito ponte ci costa in tutto 1,3 miliardi. Lufthansa torna in gioco con la sponda di Atlantia. Fra due anni i tedeschi sarebbero disposti a rilevare la quota dei Benetton.
Lo speciale contiene due articoli
Il sottosegretario piddino Antonio Misiani è uscito allo scoperto. «Dal 2021», ha detto ieri durante un’intervista a Sky Tg 24, «non da subito quindi c’è questa intenzione di permettere le detrazioni solo su pagamenti digitali o tracciabili». Dopo giorni di mezze dichiarazioni la mossa dei giallorossi non stupisce per nulla. Fornirà al governo molto più gettito. La mossa ha infatti due scopi. Il primo è quello di ampliare il numero di soggetti all’imposta Iva dopo averli tracciati su entrambi i fronti. Così quando verrà innalzata l’Iva non si potrà più sfuggire.
Un po’ la funzione che svolge la fatturazione elettronica oggi nei confronti delle aziende o delle partite Iva. Imporre le detrazioni solo a fronte di transazioni digitali spingerà le persone a strisciare di più la carta di credito e a quel punto una volta tracciato un numero maggiore di contribuenti sarà più difficile evadere l’Iva. L’altro scopo della mossa è quello palese di risparmiare in modo sensibile dalla voce detrazioni o deduzioni. Chi deciderà di pagare cash legalmente rinuncerà alle agevolazioni fiscali (che valgono solo per le persone fisiche una settantina di miliardi). Per lo Stato sarà comunque una fonte di gettito. In entrambe i casi è bene ricordare che non si combatterà l’evasione fiscale. Giusto per ribadire ancora una volta che lo storytelling delle valuta elettronica sta diventando un po’ bolso. Infatti, man mano che il testo della manovra viene aggiornato, l’intento tassatorio del governo diventa palese. Solo le resistenze di una fetta dell’opinione pubblica relative all’aumento dell’Iva stanno imponendo a Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, di spostare gli interventi alla legge finanziaria 2021. Nel frattempo aumentano le toppe infilate tra una pagina e l’altra dell’attuale manovra. Nell’ultimo testo edito dalla compagine giallorossa spunta un nuovo prelievo sui carburanti. Il capitolo intitolato «Contrasto alle elusione delle accise» si allarga di una voce tutta dedicata al gasolio commerciale.
A oggi circa 6 miliardi di litri di carburante vengono consumati ogni anno dagli autotrasportatori. La cifra si riferisce a quelli che guidano camion e pullman, non i piccoli furgoni. Su questo oceano di carburante viene applicata un’accisa agevolata. Alla fine di ogni scadenza trimestrale ciascun esercente deve comunicare le fatture di acquisto del gasolio e i chilometri percorsi.
A quel punto può chiedere il rimborso dell’imposta pagata in eccesso al momento del rifornimento. Il governo ha pensato bene di introdurre una sorta di studio di settore. Fino allo scorso anno il parametro dei chilometri percorsi per litro di carburante veniva semplicemente dedotto. Dal prossimo anno dovrà invece rientrare in una media ponderata. Chi sta sotto vuol dire in automatico che fa il furbetto e su quella fetta di gasolio consumato non potrà chiedere il rimborso.
Presto fatto, il governo ha poi applicato il calcolo sui flussi del 2018 e ha così stimato che l’anno prossimo incasserà 40,5 milioni di euro in più e dal 2021 in avanti porterà in cassa più di 81 milioni ogni anno. Certo ogni paragrafo della bozza del dl manovra va sotto la voce contrasto all’evasione o all’elusione.
Ma anche in questo caso, come in relazione al tema della valuta virtuale, l’obiettivo permanente è quello di fare cassa. Così sommando 81 milioni di qua e altri 120 che saranno recuperati dalla sanatoria del conto energia e da tutti gli altri balzelli (come la plastic tax) si arriva agevolmente a 3 miliardi di euro. E non abbiamo ancora scoperto il vero contenuto del decreto ambiente, il testo promosso dal ministro Segio Costa che promette un’altra lunga serie di balzelli. Molti dei quali colpiranno il comparto dell’agricoltura.
Quando ciascuno di noi pagherà la verdura trasportata dai camion qualche centesimo in più e la pasta o la frutta saranno più care, potremo consolarci con il fatto che quanto lo Stato risparmierà dal gasolio agevolato lo avrà buttato in Alitalia. In pratica, carburante più caro per far volare per qualche mese in più gli aerei dell’ex compagnia di bandiera che in circa due anni è già costata 1,3 miliardi di euro. Ammantare tali giochetti con l’aura dell’ambientalismo è qualcosa di ridicolo. Non potremo cambiare la realtà delle cose, ma almeno chiamiamola con il suo vero nome: una fregatura.
Claudio Antonelli
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >