La sinistra prova a sabotare la commissione
Davide Faraone (Italia Viva), in corsa per la presidenza della commissione d’inchiesta sul Covid (Imagoeconomica)
  • Presentati circa 120 emendamenti, soprattutto da Pd e M5s, al testo che istituisce l’organo parlamentare di inchiesta sulla gestione dei contagi. I grillini: «Le indagini si allarghino anche alle Regioni». Il centrodestra resta compatto. La prossima settimana il voto.
  • «Il virus scappò da un laboratorio». Il Senato Usa inguaia la Cina e Joe Biden. Il rapporto: «Pechino lavorava ai vaccini da novembre 2019». Smentita la linea dei dem.

Lo speciale contiene due articoli.

Il centrodestra è rimasto compatto, nessun emendamento è stato presentato da Lega, Forza Italia e Fdi. Le circa 120 proposte di modifiche, da apportare al testo unificato per istituire la commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia Sars-CoV-2, arrivano quasi tutte dalle opposizioni. Poche, quelle di Italia Viva e Azione.

Un bel segnale incoraggiante, per l’iter iniziato il 15 febbraio scorso e che sta seguendo il disegno di legge per l’istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta formata da 30 parlamentari, 15 senatori e 15 deputati, che avranno il compito di indagare sulla gestione dell’emergenza Covid in Italia.

Ieri, alle 18, scadeva il termine ultimo per presentare in modalità digitale gli emendamenti al testo base, approvato una settimana fa in commissione Affari sociali della Camera con un voto a maggioranza. È il testo unificato delle tre proposte di legge sul quale si erano trovati d’accordo il centrodestra, assieme ad Azione e Italia Viva. Pd, M5s, e Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), avevano invece disertato il voto.

Da parte del Pd sono stati presentati circa una quarantina di emendamenti, i 5 stelle ne hanno messi insieme una cinquantina, le altre proposte di modifica che si conosceranno domani arrivano da Avs e da Italia Viva. «Io ho firmato la proposta di legge per fare la commissione sul Covid già nella scorsa legislatura, figuratevi se oggi non votavo a favore», commentava mercoledì scorso Davide Faraone di Iv, papabile presidente della commissione, annunciando però emendamenti perché la loro proposta «tiene dentro anche il ruolo delle Regioni».

Le circa 50 modifiche avanzate dai 5 stelle «sono tutte di merito, di sostanza, non con intenti ostruzionistici dal momento che siamo assolutamente favorevoli alla commissione», fanno sapere dal M5s. «Chiediamo però che il perimetro di indagine si allarghi alle Regioni, visto che la sanità è materia anche regionale».

Marco Furfaro, capogruppo dem in commissione Affari sociali, aveva spiegato che erano usciti dall’aula prima del voto perché «nel testo si mette in dubbio l’utilità dei vaccini, ammiccando ai novax, e non sono menzionate le Regioni, cioè l’istituzione che ha la competenza principale sulla sanità». Aggiungeva che «la destra vuole solo strumentalizzare una tragedia e provare a distogliere l’attenzione dalle incapacità di questo governo nell’affrontare le emergenze del Paese». A detta del Pd, il testo base del disegno di legge «fa schifo». Per la pentastellata Chiara Appendino, costituisce «un insulto», come lo ha definito nella seduta del 12 aprile.

«L’ho sempre detto, valuterò ogni emendamento nel merito senza alcun pregiudizio o preclusione, perché l’obiettivo è elaborare il miglior testo possibile», commentava ieri il deputato di Fdi, Alice Bonguerrieri, relatore del testo base che fonde tre proposte, quelle di Riccardo Molinari (Lega), di Galeazzo Bignami (Fdi) e Davide Faraone (Italia Viva). «Se ci saranno suggerimenti utili, li sottoporrò al gruppo e alla maggioranza». La soddisfazione era grande, per l’unità mostrata dal centrodestra, come aveva già espresso dopo il voto. «L’accordo in commissione, con l’adozione del testo base, testimonia non solo che la maggioranza è compatta, ma che coinvolge anche parte dell’opposizione come il terzo polo, muovendosi verso l’unica direzione possibile e cioè quella della chiarezza», dichiarava Bonguerrieri.

La discussione generale degli emendamenti era in programma per venerdì 21 aprile, ma slitterà alla prossima settimana. Una volta votate le modifiche, il testo passerà all’Aula per l’approvazione.

La commissione, lo ricordiamo, dovrà far luce su diversi aspetti che hanno contraddistinto la gestione pandemica, valutando l’efficacia, la tempestività e i risultati delle misure adottate dal governo per prevenire, contrastare e ridurre la diffusione del Sars-CoV-2. Così pure accertare l’eventuale esistenza di un piano sanitario nazionale per il contrasto del virus, e le ragioni della sua mancata pubblicazione e divulgazione; perché non fu aggiornato il piano pandemico nazionale redatto nel 2006; valutare se furono tempestivi e adeguati gli strumenti forniti alle Regioni e agli enti locali durante l’emergenza pandemica, ma anche se ci furono irregolarità, sprechi negli acquisti dei vaccini e svolgendo indagini sull’efficacia del piano vaccinale predisposto. La commissione dovrà approfondire anche molti altri aspetti, come l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale prodotti in Cina.

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