- Il consigliere di Roberto Speranza ventila la possibilità di annullarle. Travolto dalle critiche, tenta la sterzata: «Parlavo di altri Paesi».
- Grandi e piccole nazioni nel mondo non si sono fermate. L’unica è la Nuova Zelanda.
Lo speciale contiene due articoli.
«Le prossime elezioni e anche la riapertura delle scuole possono essere a rischio se la circolazione del virus riaumenta». Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministero della Salute, ha sganciato la bomba ieri mattina durante la trasmissione Agorà Estate, su Rai3. Rimandando a due scadenze importanti: il 14 settembre, giorno fissato per la riapertura in presenza delle scuole, e il 20 e 21 settembre, giorni per il voto sul referendum e per il rinnovo di alcuni governi regionali ed anche di diversi enti comunali.
Ricciardi l’ha presa larga: «Dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi si è rialzata poco. Ma in altri Paesi come la Spagna o la Croazia si è rialzata moltissimo. In quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì, e a maggior ragione si potrà votare se tutte le fasce di età, soprattutto quella tra i 20 e i 40 anni, modificheranno positivamente i propri comportamenti». Se questo viene fatto, ha poi aggiunto il professore, «sicuramente si potrà andare a votare e sicuramente si potrà riprendere la scuola. Se invece questo non succede, ci troveremo nelle condizioni, come in altri Paesi, in cui queste attività sono messe a rischio».
Chi era davanti alla tv è balzato dalla sedia. I politici in vacanza si sono attaccati al telefono. Ed è subito partita una valanga di reazioni: «Il governo smentisca immediatamente quanto ha dichiarato il consigliere del ministro della Salute o è lecito pensare che sia già volontà dell’esecutivo rimandare l’apertura delle scuole e le elezioni regionali», hanno commentato i deputati di Cambiamo con Giovanni Toti, Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte e Giorgio Silli definendo quello di Riccardi «terrorismo psicologico» e chiedendo l’intervento del Quirinale «per porre un freno a questo uso strumentale dell’emergenza da parte di Conte e dei suoi ministri». Ancor più duro il governatore ligure e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Toti, che sui suoi profili social trova «eversivo» che «un signore non eletto da nessuno possa anche semplicemente ipotizzare» il rinvio del voto, «sarebbe la dimostrazione che il comitato tecnico scientifico del governo è un’accolita di inetti pericolosi». Al coro si sono poi aggiunti Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia viva («Ogni giorno si alza uno e spara. Decide il parlamento, basta improvvisazione») e Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia («Il governo smentisca» perché «anche solo accennare a questo rischio costituisce infatti una minaccia inaccettabile alle basi stesse della democrazia»). Il leader della Lega, Matteo Salvini, dice che è «irresponsabile ipotizzare rinvio delle elezioni e chiusura delle scuole, questo terrorismo danneggia l’Italia. Invece di aprire la bocca, chiudano i porti», mentre per Maurizio Lupi, deputato centrista e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, è «vergognoso che ancora una volta si dica non sappiamo se le scuole riapriranno».
Tuoni e fulmini nel giro di pochi minuti, insomma. Tanto che all’ora di pranzo il professore consulente di Speranza è costretto a fare una goffa retromarcia. «Non ho mai detto che riapertura delle scuole ed elezioni sono a rischio in Italia. Le scuole riapriranno e si sta facendo di tutto per riaprirle in sicurezza, parlavo di altri Paesi dove la curva dei contagi si è rialzata in modo preoccupante. In Italia, fortunatamente, non è ancora così e dobbiamo fare di tutto per tenere la situazione sotto controllo». Nel tentativo di smorzare le polemiche, però, la pezza di Ricciardi diventa peggio del buco perché non chiarisce a quali elezioni avesse fatto riferimento davanti alla telecamere della Rai. Quelle del Mali? La sfida Trump-Biden? Chissà.
Attore (ha recitato pure con Mario Merola nel film L’ultimo guappo), medico e aspirante politico (nel 2013, infatti, tentò di entrare in politica candidandosi con i montiani di Scelta civica in quota Italia futura, la fondazione di Luca Cordero di Montezemolo), Ricciardi si era già fatto notare nei mesi scorsi per aver detto che «le mascherine alla persona sana non servono a niente» e anche per aver sentenziato che «chi ha dato l’indicazione di fare i tamponi anche agli asintomatici, ha sbagliato». Per un tweet – poi cancellato – su Donald Trump il professore ha pure costretto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a diramare una nota per invitare i giornalisti a «evitare espressioni che suggeriscano che il professore lavori per l’Oms o che la rappresenti». Il consulente del governo Conte ha dovuto, quindi, specificare meglio il suo ruolo: «Io sono il rappresentante italiano nel comitato esecutivo dell’Oms, designato dal governo per il periodo 2017-2020.
Quello stesso governo che ieri non ha proferito parola sulla versione pre retromarcia di Walter. Nessuno ha smentito le sue dichiarazioni sulle elezioni. Né il premier Conte, né il ministro della Salute, Roberto Speranza, né tantomeno il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, incaricata da Palazzo Chigi (anche per competenza) a trattare sulla delicatissima partita elettorale. Silenzio di tomba.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >