- Giorgia Meloni in missione in Francia archivia le incomprensioni con l’Eliseo. E porta a casa un’unione di intenti sui prossimi vertici europei e Nato. Ma anche sui dossier economici e sulla Tunisia. In Ucraina intanto arrivano i Samp-T italo-transalpini.
- Perquisito il Comitato olimpico di Parigi 2024. Nel mirino di due inchieste gli acquisti per le Olimpiadi e i potenziali conflitti d’interessi.
Lo speciale contiene due articoli.
Bastano cinque lettere per comprendere quanto sia forte in questo momento di guerra il legame tra Italia e Francia: «Samp-T». Si tratta di un sistema avanzatissimo di difesa aerea antimissilistica, di fabbricazione italo-francese, una specie di Patriot il cui costo è di circa 800 milioni di euro per ogni dispositivo: pochi giorni fa un esemplare è stato consegnato all’Ucraina ed è già operativo. Emmanuel Macron aveva già annunciato l’arrivo in Ucraina di un Samp-T l’altro ieri sera, e ieri la notizia è stata confermata ed enfatizzata non poco nel corso delle dichiarazioni del leader parigino e Giorgia Meloni, che hanno incontrato i giornalisti prima del bilaterale che si è svolto all’Eliseo. Bilaterale che, secondo fonti autorevoli, è stato considerato un successo dalla presidente del Consiglio: la Meloni ha infatti incassato gli elogi di Macron per il suo dinamismo nei rapporti con i Paesi del Mediterraneo e la Tunisia in particolare, il riconoscimento dell’importanza di affrontare come Europa il tema dell’immigrazione, il sostegno del governo francese nella lotta per una nuova sovranità economica europea, il pieno coordinamento tra Roma e Parigi in vista degli appuntamenti internazionali più importanti delle prossime settimane, ovvero il Consiglio europeo del prossimo 29 e 30 giugno e il vertice Nato di Vilnius dell’11 e 12 luglio.
L’incontro tra Macron e Meloni è servito a superare le incomprensioni dei mesi scorsi, quando alcune dichiarazioni polemiche di esponenti transalpini erano state motivo di cruccio per il premier: «I legami tra le nostre società», ha detto Macron, «le nostre economie, i nostri artisti e le nostre università fanno vivere ogni giorno questa relazione unica tra Francia e Italia. Questa è l’amicizia a cui tengo in primis e lei lo sa bene. Talvolta ci possono essere controversie, ma sempre in un contesto rispettoso. Parleremo dell’Ucraina come europei e alleati», ha aggiunto Macron, «dobbiamo continuare a essere insieme per sostenere i cittadini ucraini da un punto di vista umanitario ma anche militare. Voglio ringraziarla per la chiarezza del suo sostegno», ha aggiunto Macron rivolgendosi alla Meloni, «il sistema aria terra Samp-T è oggi operativo in Ucraina, è un contributo importante alla difesa anti aerea del Paese, un esempio concreto di quello che Italia e Francia possono fare insieme». «Non c’è dubbio», ha confermato Meloni, «che Italia e Francia continueranno a sostenere la causa ucraina a 360 gradi. Se non lo facessimo troveremmo un mondo molto più caotico. Quello che gli ucraini stanno facendo è difendere anche la nostra libertà», ha aggiunto il presidente del Consiglio, «sono fiera di poter annunciare assieme a Macron che lo scudo antiaereo franco-italiano Samp-T è operativo in Ucraina, perché è fondamentale per difendere i civili, le persone, gli innocenti, e dobbiamo essere fieri di aver lavorato alacremente per offrire questo strumento nel minore tempo possibile».
In realtà, come dicevamo, Macron aveva già reso pubblico alcune ore prima l’arrivo in Ucraina del sistema antimissile, ma trattasi di sfumature. Per il resto, tante belle parole alle quali occorrerà vedere se seguiranno i fatti, a partire dal contrasto all’immigrazione clandestina: «Ci attende alla fine di questo mese», ha sottolineato Meloni, «un importante Consiglio europeo. Credo che siamo d’accordo sul fatto che si debbano fare passi avanti concreti rispetto a una visione della dimensione esterna. Bisogna capire e superare la diatriba tra i cosiddetti movimenti primari e secondari»; «Continuiamo ad assistere a drammi», ha sostenuto Macron, «dobbiamo organizzare in modo più efficace la gestione dei flussi rimanendo fedeli ai nostri valori, dobbiamo lavorare meglio con i Paesi di transito e origine per evitare flussi in arrivo. Vogliamo rafforzare il controllo delle difese esterne di cui fa parte anche l’Italia come Paese di primo accesso, trovare l’equilibrio giusto di solidarietà e responsabilità di tutti i Paesi. Sulla Tunisia», ha sottolineato il leader francese, «abbiamo una visione condivisa dell’emergenza della situazione e abbiamo la volontà di raggiungere un accordo efficace in attesa delle decisioni del Fondo monetario internazionale. Questo approccio pragmatico è quello che voglio continuare a utilizzare, in questo modo possiamo andare avanti insieme con l’Italia nei prossimi mesi e nei prossimi anni».
Piena sintonia anche sulla questione dei parametri economici: «Sulla riforma del Patto di stabilità e crescita», ha argomentato la Meloni, «noi non possiamo consentire che tornino parametri che oggi sarebbero assolutamente inadeguati ad affrontare l’attuale situazione. Gli investimenti sulle materie strategiche non possono essere considerati come tutti gli altri. È un’altra materia su cui siamo d’accordo». Prima di incontrare Macron, la Meloni è intervenuta al Palais des Congrès d’Issy, dove si è svolta la penultima Assemblea generale del Bureau international des expositions prima del voto di novembre che deciderà la città prescelta per l’Expo 2030, per caldeggiare la candidatura di Roma di fronte ai 410 delegati. «Scegliete Roma», ha detto la Meloni concludendo il suo appassionato intervento, «portiamo insieme la storia nel futuro».
Al termine del bilaterale, durato un’ora e 40 minuti, la Meloni ha commentato: «Con la Francia ci sono molti punti di convergenza sulle materie strategiche e sulla difesa dei confini esterni dell’Ue. C’è una sintonia sull’autonomia strategica, delle catene di approvvigionamento, sul tema del rapporto con il Mediterraneo e con l’Africa». La premier ha poi chiarito di non aver parlato con Macron di Vivendi, né di Tav.
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