- Un’accelerazione delle trattative sfocia nell’incarico. L’ingresso di Fdi nell’esecutivo sfuma all’ultimo per le resistenze dei grillini. Ma Matteo Salvini ottiene l’astensione che spacca in tre il centrodestra.
- Oggi il giuramento, lunedì la fiducia. Il Tesoro a Giovanni Tria, professore a Tor Vergata, di formazione socialista, ex collaboratore di Renato Brunetta. Non predica l’eurexit ma contesta la concorrenza sleale della Germania. L’economista bocciato dal Quirinale ritorna in gioco alle Politiche europee: il Corriere l’ha attaccato pubblicando una mail privata e alludendo a logge massoniche. Ma lui ha resistito e sarà della partita.
- A Matteo e Gigino i posti di vicepremier. Enzo Moavero Milanesi agli Esteri, Difesa alla grillina Elisabetta Trenta.
- Dopo quattro giorni trascorsi ad aspettare, il premier di scorta al servizio di Mattarella ha rimesso il mandato Il suo governo non ha mai avuto i voti, l’ha ammesso lui stesso: «Soluzione politica è di gran lunga la migliore».
- Dopo quattro giorni trascorsi ad aspettare, il premier di scorta al servizio di Sergio Mattarella ha rimesso il mandato Il suo governo non ha mai avuto i voti, l’ha ammesso lui stesso: «Soluzione politica è di gran lunga la migliore».
Lo speciale contiene cinque articoli
Personaggio understatment (ed è lì la sua grande forza), naturalmente mite e perbene, ha grandi capacità di mediatore fino ad essere un adeguato «ponte» con il centrosinistra. Grande competenza macroeconomica, europeista, nessun ostracismo verso l’euro ma che non giudica «perfetto», ma con una concezione internazionalistica dell’Ue tanto da essere un attento analista della politica e dell’economia dei Paesi europei. Commentando un intervento di La Malfa e Savona sul Corsera scrisse: «Una svalutazione può certo essere manovrata per “imbrogliare i nemici” tramite politiche monetarie ad hoc, ma il tasso di cambio è essenzialmente un prezzo e come tale può determinarsi sul mercato o distorto, come qualsiasi altro prezzo, impedendo al mercato di funzionare. Ma come ogni altro prezzo è un mezzo di riequilibrio se determinato almeno in parte dal mercato. Se un Paese come la Germania mantiene per anni un surplus tra il 6 e l’8% del Pil senza che la sua valuta si apprezzi rispetto a quella di Paesi in deficit significa che questo strumento di riequilibrio economico di mercato è stato eliminato, e non che si è eliminata una policy sbagliata. E non c’entrano neppure le maggiori o minori virtù italiche rispetto a quelle germaniche».
Partecipando alla presentazione del «XII Rapporto sull’economia italiana» a cura di Mario Baldassarri, Tria sospese il giudizio sul reddito di cittadinanza: «In attesa di sapere cosa sarà» e quali saranno «quindi, le risorse richieste e l’ampiezza del pubblico dei beneficiari. Esso sembra oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte della popolazione produce e l’altra consuma».
Più possibilista invece verso la flat tax: «Interessante l’obiettivo della flat tax, che coincide con l’obiettivo di riduzione della pressione fiscale come condizione di una politica di crescita, soprattutto se si vede questo obiettivo non tanto come un modo per aumentare il reddito spendibile di famiglie e imprese, e quindi sostenere la domanda interna, ma come un modo per aumentare il rendimento dei fattori produttivi, lavoro e capitale, e quindi anche degli investimenti».
Collaboratore di Formiche.net, lo scorso 14 maggio, scriveva sulle proposte dall’alleanza Di Maio–Salvini: «Le norme attuative dei propositi si dovranno scrivere con le competenze istituzionali in grado di misurare effetti di bilancio e coerenze legislative di sistema. E in genere la realtà delle cifre ridimensiona spesso la visione». Inoltre sottolineava come non fosse «affatto chiaro quale sarebbe l’indirizzo del governo di coalizione sui temi di politica industriale e sul sistema di controlli giudiziari e para-giudiziari che assieme al codice degli appalti stanno paralizzando ogni velleità di attivazione degli investimenti pubblici, pur da tutti auspicati». Nello stesso articolo sottolineava: «Vi è la “vulgata” che serva subito un governo per impedire che queste clausole di aumento dell’Iva vengano attivate, perché ciò sarebbe recessivo. La tesi non mi sembra sostenibile a meno che si pensi di impedire l’aumento delle aliquote Iva creando altro deficit». Piuttosto, scrive, e la cosa non potrà che diventare argomento caldo fin dal primo cdm, «non si vede perché non si debba far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell’Iva per finanziare parte consistente dell’operazione flat tax». La conoscenza profonda della Pa consentirà al ministro Giovanni Tria di guidare la macchina di Via XX Settembre e costruire una squadra capace di affrontare «attacchi» dentro e fuori. Fin da subito, rinunciando forse a qualche concerto jazz e a qualche serata tra amici nell’amata Toscana.
Sarina Biraghi
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