Il governo e la Commissione europea sono vicini a un’intesa sul decreto bollette, il provvedimento con cui Palazzo Chigi punta a ridurre il costo dell’elettricità intervenendo sul peso della generazione a gas. Ovvero neutralizzare l’impatto dei maggiori costi del gas sui prezzi finali dell’energia elettrica, garantendo così un risparmio per famiglie e imprese.
Va ricordato che nel sistema elettrico del nostro Paese il prezzo marginale è spesso determinato proprio dagli impianti a gas. Dopo l’annuncio fatto dalla stessa premier Giorgia Meloni nel corso delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo di oggi e domani, è arrivata la conferma del portavoce di Palazzo Berlaymont. «Stiamo lavorando, ci sono ancora alcuni punti tecnici da definire ma abbiamo gettato le basi per questo accordo». Ossia si cerca una soluzione che sia compatibile con le regole europee.
Il decreto bollette e il nodo dell’Ets
Il via libera da parte della Commissione è necessario perché il decreto bollette coinvolge l’Ets, il sistema europeo di permessi di emissione di Co2, di competenza Ue. Le centrali che producono elettricità servendosi del gas devono acquistare un permesso per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa. Oggi scaricano questo costo sul prezzo a cui vendono l’energia.
L’obiettivo del governo è di spostare questo peso fiscale direttamente sulle bollette dei consumatori. Pertanto il costo non sarebbe più incorporato nel prezzo all’ingrosso dell’elettricità ma sarebbe rimborsato alle centrali con una voce specifica in bolletta. Quale sarebbe il vantaggio per i consumatori? Secondo una valutazione dei tecnici, il prezzo all’ingrosso si ridurrebbe in misura nettamente superiore al lieve incremento della tariffa finale. Gli utenti avrebbero un risparmio. Di quanto è ancora da definire, come pure non sono stati ancora individuati i tempi di applicazione e le modalità con cui avverrà il trasferimento degli effetti in bolletta.
Meloni: «La battaglia non è contro la transizione ecologica»
«La nostra battaglia non è contro la transizione ecologica, ma è sempre stata contro la transizione ideologica», ha stigmatizzato Meloni, intervenendo alla Camera in sede di replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. «I dati in mio possesso dicono che gli introiti dell’Ets sono stati utilizzati per il 50% dal Mef per la decarbonizzazione dei fabbricati e per il restante 50% in processi di decarbonizzazione da parte del Mase, del Mimit e del Mit», ha spiegato la premier, rispondendo alla ricostruzione delle opposizioni secondo cui «soltanto il 9% delle risorse sarebbe stato impiegato per abbattere le bollette e sostenere la modernizzazione».
La flessibilità Ue e l’extra gettito Iva
Un’altra partita aperta è sull’uso dell’extra gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi per finanziare misure temporanee e mirate a sostegno di famiglie e imprese. Nelle comunicazioni al Senato, Meloni ha ricordato di aver scritto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiedere due cose. «La prima: che lo choc energetico e inflazionistico venga adeguatamente considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee. La seconda: che gli Stati possano utilizzare almeno una parte dell’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi per finanziare misure temporanee e mirate a sostegno di famiglie e imprese».
Entrambe richieste di buonsenso. Non solo si dovrebbero aggiornare i vincoli di spesa per il mutato scenario economico, ma anche «perché sarebbe difficile spiegare ai cittadini che per rispondere allo choc non possiamo neanche utilizzare le maggiori entrate che quello choc ha generato». E ha aggiunto: «Siamo qui per difendere i cittadini da regole sbagliate», ricordando che l’Italia ha chiesto di estendere la flessibilità prevista per la difesa anche alla crisi energetica. In questo senso, l’allentamento dei vincoli sarà fondamentale per estendere l’aliquota Irpef al 33% oltre l’attuale soglia a 50.000 euro: «Sono favorevole», ha chiarito Meloni, precisando però che dipenderà dalle risorse a disposizione.
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