«Anche ieri abbiamo visto, per l’ennesima volta, l’ennesimo collega indagato fin dall’inizio della vicenda, ancora prima dell’accertamento dei fatti, per essere intervenuto in difesa di altri colleghi e di sé stesso mentre si procedeva a un’operazione antidroga», ha detto Massimiliano Pirola, segretario regionale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), all’indomani della sparatoria a Rogoredo, a Milano, che ha portato alla morte di un 28enne marocchino. «Il collega adesso si ritrova a dover affrontare un percorso giudiziale molto pesante e difficile per essere sceso in strada a fare il proprio dovere. Non siamo dalla sua parte senza se e senza ma: il collega ha fatto solo e unicamente il proprio dovere. Serve una legge affinché i colleghi vengano iscritti nel registro degli indagati solo al termine di tutti gli accertamenti, perché questo atto dovuto è davvero una spada di Damocle sul personale che ogni giorno rischia la propria vita per difendere quella degli altri», ha concluso Pirola.
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