Il fermo preventivo verrà esteso anche ai minori. Questa la novità più rilevante che emerge dall’ultimo Consiglio dei ministri che si è riunito ieri a Palazzo Chigi. «Soggetti minorenni rispetto ai quali nel corso di operazioni di polizia destinati alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi con consistenti afflussi di persone (ad esempio quelli della movida)». Una misura che scatterà «quando sussiste un fondato motivo di ritenere che ci siano condotte di pericolo per la sicurezza pubblica e in relazione a circostanze tipo il possesso di armi e di oggetti in qualche modo indicativi di una pericolosità della persona».
Il riferimento è chiaro, si tratta di una norma anti maranza. Questo nuovo ddl sicurezza, ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «è una ripresa del testo originario che era andato già per un primo esame nel Consiglio dei ministri di qualche mese fa, poi era stato sottoposto a dei confronti interministeriali. Un provvedimento essenzialmente di carattere ordinamentale-organizzativo delle strutture delle forze di polizia. Abbiamo capitalizzato questo tempo trascorso per la necessità di trovare le giuste coperture finanziarie per aggiungere alcune norme di tipo diverso, non meramente organizzative».
Insomma, non un nuovo ddl ma va considerato nel pacchetto sicurezza già licenziato lo scorso febbraio che ha avuto il via libera finale alla Camera ad aprile.
Tra le norme introdotte con quel provvedimento c’era già una stretta antimaranza: chi porta fuori casa, e senza motivo valido, un coltello di almeno 8 centimetri rischia il carcere da sei mesi a tre anni. Scatta, poi, l’aggravante se il reato avviene su mezzi pubblici come treni e bus. Per le lame sotto i 5 cm non serve giustificazione, grazie alla deroga voluta dal centrodestra al Senato. Punita la vendita di coltelli ai minori, con sanzioni da 500 a 3.000 euro per i negozianti.
L’obiettivo resta lo stesso: lotta alle baby gang diventate un’emergenza sistemica delle grandi e, ormai, anche delle piccole città italiane. Non solo questo, però, nelle misure aggiuntive introdotte ieri, perché si inserisce anche una norma che riguarda «la procedibilità d’ufficio nel caso di lesioni personali nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziario di pubblica sicurezza nell’atto, o a causa dell’adempimento delle loro funzioni. Fino ad ora per questo tipo di reati la punibilità, nel caso di lesioni lievi o lievissime, era prevista solo attraverso la querela di parte. Ora, invece, viene estesa la procedibilità di ufficio anche per questo tipo di reati», rimarca Piantedosi.
Infine, sempre nell’ambito sicurezza, nel decreto passa anche l’articolo 7 che prevede che chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non dovrà risarcire l’autore del delitto in caso di danno. Una misura che introduce una modifica al codice civile per una serie di reati: violenza sessuale (609-bis), atti sessuali con minorenne (609-quater), violenza sessuale di gruppo (609-octies), furto in abitazione/con strappo/con destrezza (624-bis), rapina (628), sequestro a scopo di estorsione (630). «C’è una modifica al codice civile, viene in qualche modo escluso il risarcimento del danno in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati», ha spiegato ancora Piantedosi, «Il caso classico è quello della rapina in casa, la rapina commessa da persone con la reazione, il tentativo di legittima difesa da parte del rapinato». Quindi come nel caso di «condanna per eccesso colposo come è successo in alcuni casi di cronaca».
Piantedosi, poi, chiarisce quello che definisce un malinteso: «La norma già prevede che il fermo preventivo sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria in cui sono già compresi gli agenti della polizia locale», ha risposto a chi gli chiedeva delucidazioni in merito proprio alla polizia locale.
Il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, commenta soddisfatto: «Stop ai risarcimenti per ladri e rapinatori colpiti durante i loro crimini. Dalle parole ai fatti, avanti Lega».
Ma mentre il Carroccio festeggia nuovi traguardi, resta la delusione dei governatori come Attilio Fontana: il lumbard chiede più agenti. Una protesta a cui si aggiunge anche quella di Futuro nazionale. «Ogni anno vanno in pensione mediamente tra i 4.500 e i 5.000 agenti. Nonostante questo, arriva il roboante annuncio dell’assunzione di 3.100 nuovi agenti. Nella sola Lombardia, una delle Regioni più popolose d’Italia, si assumono solo 180 agenti, come dichiarato dallo stesso Attilio Fontana. Si tratta dell’ennesima operazione di marketing: si vuole far credere a un aumento degli organici, quando in realtà si registra una riduzione netta di circa 1.500 unità. La matematica non è un’opinione. Se si vuole davvero più sicurezza, servono risorse concrete per le forze dell’ordine e un piano serio di assunzioni»: così a La Verità Gianangelo Bof, deputato passato dalle file della Lega a quelle del partito di Roberto Vannacci. Proteste anche di Avs: «L’ennesimo disegno di legge sulla sicurezza rappresenta, come i precedenti, un nuovo attacco alle libertà costituzionali», il commento del deputato Filiberto Zaratti.
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