Bassetti denuncia «La Verità» e perde la causa
Matteo Bassetti (Getty Images)

Si è fermato all’udienza predibattimentale il procedimento penale per diffamazione nato da una querela di Matteo Bassetti per due articoli pubblicati dalla Verità nel luglio del 2023, firmati da Mario Giordano e Maddalena Loy. Al termine dell’udienza di ieri il giudice ha infatti disposto il non luogo a procedere nei confronti degli autori degli articoli, «perché il fatto non costituisce reato», e nei confronti del nostro direttore Maurizio Belpietro, al quale veniva contestato l’omesso controllo, «perché il fatto non sussiste».

Secondo l’ipotesi dell’accusa, l’articolo di Giordano «screditava la professionalità del professor Bassetti con una dichiarazione non veritiera rispetto alla candidatura del suddetto Bassetti alla carica di presidente dell’Istituto superiore della sanità, candidatura mai avanzata e invece falsamente ipotizzata – benché il termine per la presentazione fosse scaduto il 3 luglio 2023, come leggibile da fonti aperte, utilizzando espressioni lesive della reputazione del medico».

La notizia commentata dal conduttore di Fuori dal Coro era però circolata nei giorni precedenti alla pubblicazione dell’articolo, tanto che Giordano aveva scritto: «Il Quotidiano della Sanità aveva fatto il suo nome come possibile sostituto di Silvio Brusaferro all’Istituto superiore della sanità; ora Repubblica fa il suo nome come possibile sostituto di Franco Locatelli al Consiglio superiore della sanità. Insomma è chiaro che, da qualche parte, l’uomo con il cognome all’altezza della sua fama si potrebbe infilare».

Peraltro, come evidenziato in una memoria depositata dall’avvocato della Verità, Valentina Ramella, «già leggendo i singoli passaggi contestati nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari emerge con tutta evidenza come il dottor Giordano non abbia mai attribuito al professor Bassetti l’invio di alcuna candidatura alla presidenza dell’Iss, essendosi limitato a registrare come, secondo alcuni giornali, circolassero indiscrezioni in merito al nominativo del professor Bassetti con riguardo a più posizioni di rilievo nell’ambito della Sanità, circostanza vera, che trova riscontro proprio nei documenti allegati alla querela».

Una linea accolta dal giudice, che ha ritenuto non diffamatorio anche l’articolo a firma di Maddalena Loy, che secondo il querelante offendeva la sua reputazione «esprimendo non solo il proprio parere negativo in merito alle ricerche e agli studi scientifici sugli antivirali condotti dall’Aifa ma anche alludendo all’esistenza di interessi personali in capo al suddetto Bassetti, screditandone in tal modo la professionalità e adducendo che fosse mosso da soli intenti personali e non, invece, da obiettivi scientifici a favore della comunità scientifica». In particolare, il virologo contestava la frase «quei protocolli circolarono informalmente tra ottobre e novembre 2020, per qualche settimana, Bassetti ne rivendicò la paternità, per poi rimetterli frettolosamente nel cassetto dopo la nomina istituzionale di Agenas». Ma come ricostruito dai legali del nostro giornale, il 13 novembre 2020, Bassetti pubblicava sulla propria pagina Facebook un post dal titolo «Cure domiciliari per il Covid», contenente una sintesi del «protocollo delle cure domiciliari di soggetti positivi a SarsCoV-2», che veniva ripreso sulla testata online Quotidiano Sanità. Il post poi, era stato in qualche modo «messo nel cassetto», visto che era stato rimosso dalla pagina Facebook di Bassetti.

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