La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

La signora Liliana vive a Reggio Calabria, è cardiopatica e invalida. Ha bisogno di una visita pneumologica. Si rivolge all’Asl il 7 settembre 2025, la visita viene fissata il 24 marzo 2026. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per martedì 7 ottobre 2025». Con un piccolo particolare: Liliana non ha mai rinunciato a quella prima visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. L’hanno presa in giro.

Il signor Giovanni vive ad Avellino e soffre di una grave malattia al cuore. Ha bisogno di una visita: si rivolge all’Asl l’8 ottobre 2025, la visita viene fissata il 20 maggio 2026. Ancora una volta: fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per il 6 novembre 2025». Con un piccolo particolare: Giovanni non ha mai rinunciato a quella prima visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai stata proposta. Hanno preso in giro anche lui.

Potremmo continuare: le testimonianze di questo tipo sono a decine. Quello che abbiamo scoperto a Fuori dal Coro è uno scandalo nello scandalo: non bastano le liste d’attesa lunghissime e le visite fissate il giorno di san mai più, hanno deciso di prendere i pazienti per i fondelli indicando sui loro fogli di prenotazioni l’esistenza di prime visite che in realtà non esistono. Sono finte. Inventate. Completamente farlocche. Sui documenti ufficiali dell’Asl c’è scritto che quelle visite (mai esistite) sono state rifiutate dal paziente. Ma le Asl lo sanno benissimo che non è vero. In pratica dichiarano il falso. E lo fanno deliberatamente, per aggirare la legge e taroccare le statistiche. Una delle Regioni dove sono state segnalate più visite farlocche, per esempio, è la Campania, che si autoproclama «eccellenza nella gestione delle liste d’attesa» presentando report con risultati strepitosi. Che sono fasulli, però.

Prendiamo il caso della signora Marisa: la visita per suo figlio è stata fissata nel gennaio 2027, cosa già di per sé completamente illegale. Ma nei report ufficiali della Regione Campania risulterà fissata il 26 marzo 2026, perché, se è stato il paziente a rifiutare, il ritardo non può essere attribuito all’Asl. Peccato che il paziente non abbia rifiutato un bel niente: quella visita rifiutata non è stata proposta. Quella visita (fintamente) rifiutata compare automaticamente sul foglio di prenotazione e molti pazienti, magari, neppure se ne accorgono. Si tratta di un trucco. Un trucco indecente. Anzi di più: si tratta di una vera e propria truffa ai danni di chi sta male. E non capisco come si possa tollerare: se io dichiarassi il falso verrei (giustamente) condannato. Perché se lo fa l’Asl nessuno dice nulla?

Per altro c’è anche un tema economico: sulla base di quelle statistiche (evidentemente taroccate) e di quei report (evidentemente fasulli), infatti, vengono distribuiti premi ai dirigenti che possono dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi, quando invece gli obiettivi non sono stati raggiunti per una beata mazza di niente. Vengono così premiati dirigenti che ogni giorno mettono a repentaglio la vita di chi sta male e non può permettersi visite a pagamento. È chiaro infatti che se a un malato di cuore, a rischio infarto e con insufficienza respiratoria, viene fissata una visita il 22 settembre 2027 (è successo a Mario, ad Avellino), probabilmente lo si condanna a morte. E leggere sul foglio prenotazione la palese falsità che Mario avrebbe rinunciato a una visita il 2 dicembre 2025, è una crudeltà, oltre che una truffa.

«Perché mai avrei dovuto rinunciare a una visita il 2 dicembre scorso se ho ogni notte paura di morire?», ci ha detto Mario. In effetti. Ma sono settimane che raccogliamo testimonianze come la sua. E raccogliamo pure documenti. Ed è incredibile che nessuno si sia ancora mosso per porre fine a questo scandalo. Un ministro della salute ce l’abbiamo ancora? Orazio Schillaci che fa? Dorme?

Faccio notare a buonanotte fiorellino Schillaci, ex collaboratore di Speranza, che lui aveva fatto approvare una legge, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2024, sulle liste d’attesa: in base a quelle norme le Asl, quando non riescono a rispettare i tempi previsti delle prenotazioni, dovrebbero consentire ai pazienti di fare la visita privatamente senza pagare. Invece non succede. E questo trucchetto delle prime visite rifiutate viene utilizzato anche e proprio per aggirare quella legge, per fare in modo che le visite siano tranquillamente fissate nel maggio 2027 o addirittura nel settembre 2027, senza che nessun direttore Asl si senta obbligato a intervenire. Ovvio, no? «Il ritardo è colpa del paziente». Ma non è vero. È un inganno. Una truffa. Possibile che il ministro non abbia nulla da dire? Possibile che non senta il dovere di almeno muovere gli ispettori? O di far sentire la sua voce? Che cosa aspetta?

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