L’altra guerra di Zelensky per i pieni poteri
Volodymyr Zelensky (Ansa)
  • Attivisti civili e membri dell’opposizione contro il leader ucraino: «Mette a tacere i critici accusandoli di lavorare per i russi». Un processo autoritario per non avere concorrenti alle prossime elezioni. Purghe «gratuite» anche nel settore energetico.
  • L’intelligence festeggia. Mosca colpisce le reti elettriche e si avvicina a uno snodo chiave.

Lo speciale contiene due articoli

Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a chiedere aiuti alla comunità internazionale per sconfiggere la Russia, in patria fa il bello e cattivo tempo, mettendo all’angolo le voci che potrebbero intralciare una sua futura corsa presidenziale. A dirlo sono gli attivisti della società civile e i parlamentari dell’opposizione.

Il caso riguarda l’arresto dell’ex capo della compagnia energetica statale Ukrenergo, Volodymyr Kudrytskyi. Lo scorso 28 ottobre è finito in manette con l’accusa di appropriazione indebita nel contesto di gare d’appalto per la ricostruzione di impianti energetici. Il suo fermo ha scatenato l’indignazione degli attivisti e dell’opposizione. La visione, piuttosto diffusa, è che Zelensky e i suoi alleati politici usino la legge per mettere a tacere gli oppositori e i critici, utilizzando una tattica ben precisa: chi non è nelle grazie della leadership ucraina viene accusato di corruzione o di collaborare con la Russia. Lo scopo sarebbe impedire a potenziali concorrenti di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

Facendo un passo indietro, Kudrytskyi ha guidato la compagnia dal 2020 al 2024, anche in pieno periodo di guerra. La capacità di far fronte all’emergenza, anche durante i bombardamenti russi, lo aveva reso un partner affidabile agli occhi dei dirigenti del settore energetico a livello internazionale. Improvvisamente, un anno fa era stato licenziato con la motivazione di non essere riuscito a proteggere la rete elettrica ucraina da alcuni raid russi. Il suo allontanamento aveva sollevato le preoccupazioni di Bruxelles. Al momento del licenziamento, Kudrytskyi si era confidato con Politico, sostenendo che si trattasse di un tentativo della leadership ucraina di «centralizzare il potere». Temeva inoltre che l’azienda statale potesse finire sotto il controllo di «individui corrotti». Aveva poi spiegato: «Se non avessimo operato in modo indipendente negli ultimi due anni e più, posso garantire che non avremmo superato gli inverni più rigidi che qualsiasi gestore di un sistema energetico abbia mai sperimentato».

Il recente arresto è l’ultimo colpo di scena che non allontana i sospetti sulle manovre presidenziali, ma li avvicina. Tra le testimonianze raccolte da Politico, il deputato dell’opposizione, Mykola Knyazhitskiy, non ha nascosto i suoi timori: crede che l’ufficio presidenziale usi i tribunali «per sgomberare il campo dai concorrenti» nelle elezioni del prossimo anno, qualora si raggiungesse il cessate il fuoco. Di un parere simile è anche l’attivista ucraina e direttrice dell’Anti-corruption action center, Daria Kaleniuk: già lo scorso luglio aveva commentato che Zelensky, con la scusa della guerra, stava tentando di monopolizzare il potere, minacciando la tenuta democratica del Paese.

Kaleniuk, dopo che ha assistito all’udienza preliminare di Kudrytskyi questa settimana, è ancora più convinta che si tratti di una mossa puramente politica. Ha riferito che il caso, dal punto di vista legale, non ha senso, non essendo nemmeno «dimostrato» che Kudrytskyi «abbia tratto alcun beneficio materiale». Un’interpretazione che è stata condivisa dalla parlamentare dell’opposizione, Inna Sovsun: «Non ci sono prove che Kudrytskyi si sia arricchito. Non posso fare a meno di pensare che tutto questo sia motivato politicamente». L’ex capo di Ukrenergo, stando a quanto riportato da Kyiv Independent, è stato rilasciato su cauzione giovedì e «gli sarà richiesto di indossare un braccialetto elettronico, di consegnare i passaporti e di non lasciare la città senza il permesso del tribunale» hanno detto i suoi avvocati. Peraltro, il Kyiv Independent ha lanciato una stoccata all’Ue, dicendo che è stata «palesemente in silenzio sulla questione del suo arresto».

Ma non è finita qui: il caso Kudrytskyi preoccupa anche gli stessi dirigenti del settore energetico ucraino. Con la Russia che ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche, sta prendendo piede l’idea che la leadership ucraina sia alla ricerca di un capro espiatorio. Con l’inverno alle porte, se si accusano i capi del comparto energetico di essere stati inadempienti, diventerebbe più semplice per Zelensky placare il malcontento dei cittadini ucraini. Ukrainska Pravda, due settimane fa, ha fatto presente che alcuni ex dirigenti del settore energetico temono di finire nel mirino di Zelensky con l’accusa di non aver fatto abbastanza per mettere al riparo le infrastrutture dai raid di Mosca. A tal proposito, un esperto di politica estera che ha lavorato per il governo ucraino ha raccontato a Politico: «Ci sono zone dell’Ucraina che probabilmente non avranno elettricità fino alla primavera. Negli appartamenti di Kiev ci sono già 10 gradi Celsius, e la città potrebbe benissimo avere blackout prolungati. La gente è arrabbiata per questo, quindi l’ufficio del presidente ha bisogno di capri espiatori».

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