Come Rappresentante di Taiwan nel nord Italia e in qualità di membro responsabile della comunità globale, desidero chiarire la posizione del nostro Paese, improntata a un fermo allineamento volontario all’Accordo di Parigi e ai principi internazionali per il clima, pur in assenza di una firma formale alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).
Taiwan non si limita a condividere gli obiettivi, ma traduce la visione politica in risultati quotidiani, verificabili e misurabili, pronta a mettere la propria esperienza, la propria forza tecnologica e le proprie competenze al servizio di una partnership globale per il futuro.
Di fronte all’intensificarsi dell’emergenza climatica e dei fenomeni meteorologici estremi, la governance globale non può più limitarsi alla sola formulazione di intenti, ma deve accelerare verso un’attuazione concreta. La filosofia che guida la 31ª Conferenza delle Parti (COP31) dell’UNFCCC riflette proprio questo approccio pragmatico: se le promesse descrivono le intenzioni, è soltanto l’azione sul campo a conquistare la fiducia della comunità internazionale. In quest’ottica, è indispensabile spalancare le porte a tutti i partner in grado di offrire risposte reali in materia di mitigazione, adattamento e transizione sostenibile. L’inclusione per la prima volta dell’obiettivo “rifiuti zero” tra i pilastri della conferenza, con target ambiziosi al 2035 per il dimezzamento dei rifiuti urbani e il rilancio della circolarità industriale, conferma quanto la gestione efficiente delle risorse sia ormai centrale per l’azzeramento delle emissioni.
I dati più recenti testimoniano l’efficacia delle nostre politiche ambientali. Grazie alle riforme legislative sul riciclo e sulla gestione dei rifiuti, Taiwan ha abbracciato il modello dell’economia circolare lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Oggi le nostre aziende quotate nel settore della sostenibilità generano un valore di produzione che supera i mille miliardi di dollari taiwanesi, dimostrando che la competitività industriale e la solidità delle catene di approvvigionamento vanno di pari passo con il rispetto dell’ambiente. Sul fronte delle emissioni, i dati del nostro ultimo inventario nazionale indicano una contrazione del 6,59% dei gas serra nel 2024 rispetto ai livelli del 2005, segnando il terzo calo annuale consecutivo. Inoltre, la riduzione di oltre il 48% dell’intensità di carbonio conferma che Taiwan è riuscita in una delle sfide più complesse per un’economia avanzata: disaccoppiare la crescita del PIL dalle emissioni inquinanti.
Taiwan punta a una riduzione delle emissioni del 28% (±2%) entro il 2030 e del 38% (±2%) entro il 2035. Per trasformare queste cifre in realtà, il governo taiwanese ha varato i piani d’azione di terza fase per il quinquennio 2026-2030 nei sei principali settori economici, introducendo venti progetti strategici prioritari e oltre sessanta indicatori di monitoraggio. Contemporaneamente, l’avvio formale del sistema di tassazione del carbonio nel 2026 ha già mobilitato circa 5 miliardi di NTD all’interno del Fondo per la Gestione dei Gas Serra, risorse utilizzate per incentivare gli investimenti privati, promuovere garanzie di credito per la transizione verde e preparare il terreno al successivo mercato di scambio delle quote di emissione (TW-ETS). La solidità del sistema taiwanese ha già ottenuto un importante riconoscimento internazionale, venendo inserito dal Regno Unito nell’elenco dei sistemi qualificati all’interno del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle frontiere (CBAM).
Parallelamente alle misure di mitigazione, Taiwan ha posto forte accento sulle politiche di adattamento di fronte agli eventi climatici estremi. Basandosi su modelli previsionali di picco termico fino a 40 °C, ha introdotto a livello presidenziale il National Green Canopy Program, una strategia che sfrutta i dati microclimatici, il telerilevamento LiDAR e i modelli digitali 3D per ripensare la forestazione urbana come vera e propria infrastruttura di resilienza nazionale. Tutto questo avviene prestando la massima attenzione alla coesione sociale: il nostro Paese sta infatti delineando un piano strategico per una “transizione giusta”, affinché il passaggio verso le emissioni nette pari a zero non lasci indietro i lavoratori, le piccole e medie imprese o i soggetti più vulnerabili. Questa visione pragmatica orienta anche i nostri sforzi in ambito internazionale dove, in linea con l’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi, portiamo avanti progetti di cooperazione ambientale con i nostri alleati, a partire dai dodici programmi strategici attivi con il Paraguay che spaziano dai crediti di carbonio alla mobilità elettrica.
La lotta al cambiamento climatico è una sfida collettiva che richiede il contributo indistinto di tutte le realtà in grado di offrire soluzioni efficaci. Nessun partner intenzionato a collaborare e dotato delle necessarie risorse tecnologiche e industriali dovrebbe essere emarginato dai tavoli decisionali globali per motivazioni di natura puramente politica. Taiwan ha dimostrato nei fatti la propria affidabilità, la maturità dei propri strumenti economici sul prezzo del carbonio e la centralità delle proprie filiere tecnologiche per la sostenibilità del pianeta. Per queste ragioni, a nome del nostro Governo, rivolgo un vivo appello alla comunità internazionale affinché sia sostenuta la nostra partecipazione significativa all’UNFCCC, alla COP31 e ai relativi forum operativi. Guidati dal desiderio di dialogare, creare consenso e agire con concretezza, Taiwan è pronta a lavorare fianco a fianco con tutti i Paesi per tradurre gli impegni in risultati permanenti e costruire insieme un domani sicuro, sostenibile e resiliente.
Riccardo Tsan Nan Lin