Missili Zolfaghar e una foto dell'ayatollah Mojtaba Khamenei a Teheran (Ansa)
Missili Zolfaghar e una foto dell'ayatollah Mojtaba Khamenei a Teheran (Ansa)

Spiragli di pace sembrano aprirsi in Medio Oriente. Il presidente iraniano Masoud Pazeshkian ha dichiarato che l’ayatollah Mojtaba Khamenei ha concesso «determinati poteri» al governo della Repubblica islamica per negoziare con gli Stati Uniti.

Teheran, secondo quanto dichiarato da Pazeshkian, «cercherà di risolvere il problema attraverso il dialogo». Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha espresso sostegno per una soluzione diplomatica, affermato che i negoziati sono in corso con Washington tramite la mediazione di Qatar e Pakistan. Non sono mancate, però, le solite minacce.

«Le consultazioni tramite i mediatori sono molto intense. Abbiamo presentato le nostre condizioni e proposte e tutto dipende dalla razionalità politica di Washington», ha affermato il capo della diplomazia di Teheran. «Se sceglieranno la diplomazia onesta, siamo pronti a collaborare, ma se intendono ingannare o condurre operazioni militari, vedranno una risposta più dura e pesante di prima».

Crolla il prezzo del petrolio, il Brent cala del 6.7%

Dopo l’annuncio della decisione della guida suprema iraniana, il prezzo del petrolio è crollato. I future del West Texas Intermediate hanno ceduto il 6.62% a 97.22 dollari al barile, mentre quelli del Brent vengono scambiati a 105.9 dollari al barile, in calo del 6.7%.

Gli Houthi minacciano l’Egitto: «Sostengo a Riad è una dichiarazione di guerra»

Uno sviluppo positivo, considerando l’impatto che ha avuto in tutto il mondo l’aumento del costo dell’energia e vista la recrudescenza degli attacchi degli Houthi yemeniti contro le installazioni petrolifere in Arabia Saudita, che hanno portato a un peggioramento di una congiuntura internazionale già complessa.

Il voto chiave delle midterm negli Usa e la possibile «vendetta» di Trump

Nonostante le aperture iraniane, è difficile prevedere al momento come si concluderà il conflitto tra Washington e Teheran. Molto dipenderà dal risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Secondo diversi osservatori, infatti, il presidente Donald Trump potrebbe reagire a una sconfitta alle urne con una ripresa dei bombardamenti contro la Repubblica islamica.

Trump alle midterm penalizzato da IA e conflitti. Obiettivo: tenere il Senato

La stessa amministrazione americana, però, è divisa, con il vicepresidente JD Vance e i due inviati speciali del presidente, Steve Witkoff e Jared Kushner, che spingono per una pace, mentre il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth per premono per una ripresa delle ostilità.

Da tenere in considerazione, inoltre, il fatto che un progresso nelle trattative sia arrivato così tardi rispetto al calendario elettorale. Il conflitto in Iran, infatti, è molto impopolare negli Stati Uniti e, secondo i sondaggi, penalizzerà i repubblicani ai seggi. Non è da escludere il fatto che Trump vorrà «vendicarsi» contro Teheran in caso di un’ondata democratica negli Usa.

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