Il Cremlino guarda all’Africa. Non è una novità, visto che da tempo la Russia sta aumentando la sua influenza nell’area scacciando quella europea, ma il presidente Vladimir Putin vuole aumentare e rafforzare i legami tra il suo Paese e le nazioni del continente un tempo spartito tra potenze coloniali.
«La Russia e l’Africa sono unite da legami di amicizia davvero forti e da una stretta collaborazione», ha dichiarato lo zar, intervenendo nel secondo giorno del terzo vertice Russia-Africa a Mosca. «Siamo alleati naturali nella costruzione di un ordine mondiale multipolare e autenticamente democratico, libero da diktat e doppi standard e basato sul rispetto delle norme del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite».
Putin: «Russia impegnata a vedere le nazioni africane difendere la propria sovranità»
Il leader della Federazione ha affermato che il suo Paese «è sempre stato e rimane impegnato a vedere le nazioni africane difendere la propria sovranità, raggiungere una crescita stabile e rafforzare le proprie economie e i settori sociali».
Il presidente russo ha ricordato che gli scambi commerciali tra i Paesi africani e Mosca hanno superato i 27 miliardi nel 2025 e si è impegnato a incrementarli. Ha anche evidenziato che le aziende della Federazione hanno realizzato importanti progetti di investimento nel continente in settori come l’energia, l’industria mineraria e la logistica.
«La nostra comunità imprenditoriale affronta la cooperazione con i partner africani con onestà, rispetto e integrità, conducendo gli affari su un piano di parità», ha detto Putin. «Anziché sottrarre profitti come facevano le ex potenze imperialiste in epoca coloniale, reinvestono i loro guadagni nello sviluppo delle vostre economie nazionali, condividono volentieri tecnologie e competenze avanzate, si avvalgono ampiamente di subappaltatori locali e contribuiscono alla creazione di nuovi impianti di produzione e posti di lavoro».
Lo zar ha, inoltre, posto l’accento sul ruolo della Russia come principale fornitore di cereali e prodotti agricole per il mercato africano (18 milioni di tonnellate nel 2025) e ha menzionato l’assistenza di Mosca nei settori della sanità e dell’istruzione, spiegando che quasi 40.000 studenti provenienti da vari Paesi africani studiano attualmente nelle università della Federazione.
Energia, sviluppo tecnologico e sicurezza: il Piano d’azione tra Mosca e l’Unione africana
Su 54 nazioni africane, 50 hanno partecipato al vertice e 20 di queste sono state rappresentate dai propri leader. Presente anche il presidente della Commissione dell’Unione africana Mahmoud Ali Youssouf, ricevuto da Putin. A margine del forum, ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, con cui ha firmato il Piano d’azione della Commissione Russia-Unione Africana per il periodo 2027-2029,
Esso delinea le principali aree di cooperazione tra l’Ua e la Federazione, tra cui tecnologia, istruzione, agricoltura, sicurezza e pace. Gli ultimi due elementi sono pilastri della partnership, con proposte di attività che si concentrano sul contrasto al terrorismo, la lotta al crimine organizzato, lo scambio di competente e il rafforzamento delle capacità istituzionali.
Per quanto riguarda la parte tecnologica e scientifica, nel Patto vengono identificate l’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale, la cybersecurity e la tecnologia spaziale come principali aree di interesse per ricerche congiunte.
Spazio nell’intesa anche per cooperazione in altri settori: energia, trasporti, agricoltura, gestione delle risorse idriche, adattamento ai cambiamenti climatici, sanità, affari umani, commercio, istruzione, investimenti e cooperazione finanziaria.
Anche Al Sisi a Mosca: «Futuro dell’Egitto è legato a quello del continente africano»
Anche il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi si è recato a Mosca per partecipare al vertice con gli altri Stati africani.
Nel corso del suo intervento, ha elencato i cinque pilastri che, nella visione del Cairo, sono alla base dello sviluppo del continente: la creazione di corridoi strategici e zone logistiche; incremento del commercio intra-africano; rafforzamento della cooperazione nell’interconnessione energetica ed elettrica; garanzia della sicurezza idrica e alimentare e dello sviluppo agricolo; rafforzamento della cooperazione nei settori delle comunicazioni, delle tecnologie dell’informazione e dell’intelligenza artificiale.
Questi elementi, secondo Al Sisi, riflettono «la convinzione dell’Egitto che il suo futuro sia strettamente legato al futuro del continente africano». Ha anche sottolineato che il raggiungimento dello sviluppo sostenibile «richiede l’integrazione degli sforzi africani e il rafforzamento della titolarità africana delle priorità di sviluppo».
Un passaggio dalla sola esportazione di materie prime, dunque, alla costruzione di basi produttive diversificate. E secondo il capo di Stato egiziano, il partenariato Russia-Africa è un quadro di riferimento utile per aiutare le economie africane a raggiungere questo obiettivo.