La guerra in Ucraina resta senza una prospettiva immediata di cessate il fuoco, mentre Mosca rilancia l’ipotesi di nuovi colloqui e Kiev denuncia le vittime dei bombardamenti. Il consigliere per la politica estera di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, sostiene che l’Europa dovrà partecipare ai negoziati: a suo giudizio, gli Stati Uniti non sono finora riusciti a convincere l’Ucraina ad accettare un’intesa.
Ushakov apre al coinvolgimento dell’Europa nei negoziati sull’Ucraina
«Dopo Anchorage sembrava che l’amministrazione americana potesse dettare qualcosa e costringere Kiev ad adeguarsi, ma finora questo non ha funzionato», ha detto Ushakov alla televisione russa Vesti, riferendosi al vertice tra Donald Trump e Putin tenuto in Alaska nell’agosto 2025. Per il consigliere, parlare soltanto con Kiev non basta: occorre coinvolgere «tutta l’Europa», che sostiene pienamente l’Ucraina.
Almeno a parole si tratta di una svolta. La posizione europea, ha aggiunto, «potrebbe essere di fondamentale importanza».
Mosca prepara i colloqui su Kiev e un vertice trilaterale con Putin, Xi e Trump
Mosca si è detta disponibile a riprendere i colloqui trilaterali sulla soluzione del conflitto dopo il 4 novembre, giorno in cui in Russia si celebra la Giornata dell’Unità nazionale. «Dopodiché, saremo pronti a riprendere i negoziati», ha dichiarato Ushakov a Vesti.
Abu Dhabi è stata indicata in precedenza come una possibile sede per le consultazioni. Tuttavia, non è stato annunciato un calendario né un accordo sull’organizzazione dell’incontro.
Contestualmente, secondo Ushakov sono cominciati i preparativi per un vertice tra i leader di Russia, Cina e Stati Uniti: Putin, Xi Jinping e Trump. «Mosca, Pechino e Washington sono, in linea di principio, pronte all’incontro trilaterale», ha affermato il consigliere, precisando che il lavoro organizzativo è già avviato.
La dichiarazione, ripresa dall’agenzia russa Tass, non chiarisce quando si svolgerebbe il vertice né se sarebbe dedicato alla guerra. La proposta affianca così il possibile formato negoziale sull’Ucraina a un’iniziativa diplomatica più ampia, che riunirebbe le tre potenze.
Raid e attacchi con droni: morti e feriti in Ucraina e Russia
Sul terreno, intanto, gli attacchi continuano. Volodymyr Zelensky ha riferito che quattro persone sono morte e altre 22 sono rimaste ferite nei raid della sera precedente nella regione di Dnipro; tra i feriti c’è una bambina di 11 anni.
In un messaggio su X, il presidente ucraino ha denunciato che gli attacchi russi provocano «quasi ogni giorno» morti e feriti. Secondo i militari di Kiev, durante la notte la Russia ha lanciato 153 droni, tra cui Shahed, S8000 Banderol/Dan-T, Gerbera e Parodiya.
Le forze di difesa aerea ne avrebbero abbattuti o neutralizzati 119, stando ai dati preliminari. Un attacco su Vinnytsia e sull’area circostante ha provocato danni e un’interruzione parziale dell’elettricità.
Anche la Russia ha segnalato danni sul proprio territorio. Nella regione di Perm, un attacco con droni ha colpito un impianto industriale e ferito cinque lavoratori, secondo il governatore Dmitry Makhonin.
I servizi di emergenza sono intervenuti e i feriti hanno ricevuto assistenza. Nella regione di Belgorod, invece, un vasto gruppo di droni ucraini avrebbe preso di mira il centro commerciale MegaGrinn, secondo funzionari locali, filmati circolati sui social e il media Kyiv Independent, che cita il canale di monitoraggio Exilenova-Plus.
Il complesso, il più grande della città, ospita oltre 200 negozi, un supermercato, un cinema e ristoranti. Era chiuso e deserto al momento dell’attacco, ma sarebbero state segnalate persone ferite.
Trump punta all’accordo tra Mosca e Kiev: «Faremo affari con entrambi»
Da una tappa in Florida, prima di partire per la Georgia, Donald Trump ha detto ai giornalisti di voler tornare a una situazione in cui Russia e Ucraina raggiungano un accordo, per poter fare affari con entrambi i Paesi.
«Di certo faremo affari sia con l’Ucraina che con la Russia una volta terminata questa guerra», ha affermato. Trump ha poi annunciato colloqui trilaterali con Ucraina e Russia «molto presto» e si è detto fiducioso che Mosca e Kiev vogliano un accordo.
Sui possibili accordi energetici con Mosca, ha detto che si faranno, ma che non devono bloccare l’industria petrolifera.
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