Mentre si prepara un vertice trilaterale a novembre ad Abu Dhabi fra Usa, Russia e Ucraina, uno scandalo scuote il Pentagono, sede del dipartimento della Guerra Usa. Come riportano Axios e il Washington Post, è stato licenziato un generale dell’US Army che faceva trapelare alla stampa notizie riservate sui dossier Ucraina e Iran. Si tratta di Brett Sylvia, capo della divisione «J5» che elabora la pianificazione per lo Stato maggiore congiunto.
Il generale Brett Sylvia licenziato per le fughe di notizie
Ha passato da giugno 2025 a giugno 2026 informazioni riservate sulle guerre a giornalisti di due testate. Il generale ha 54 anni e ha ammesso le colpe dopo aver fallito 4 test con la macchina della verità. È stato così destituito dopo 32 anni di servizio in cui s’è distinto come comandante della 101° Divisione Airborne di paracadutisti, combattendo in Afghanistan, dove è stato ferito, e venendo decorato con la Stella di Bronzo. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha parlato di «tolleranza zero per la divulgazione intenzionale e non autorizzata di informazioni classificate». Sylvia è uno dei 20 generali statunitensi in contrasto col segretario alla Guerra, Pete Hegseth, che in tal modo si sarebbe disfatto di un critico. Non si sa quanto la falla nella segretezza possa incrinare l’affidabilità degli Stati Uniti come mediatori.
Il vertice Usa-Russia-Ucraina e il caso dello spazioplano cinese
Se non altro, l’intelligence del Pentagono ha dimostrato di essere sempre valida, divulgando ieri una foto scattata in orbita nel 2024 da un satellite americano al misterioso spazioplano cinese Shenlong, una navetta spaziale senza equipaggio analoga all’X-37B americano e usata per missioni spia e prove di guerra anti-satellite. La preparazione del vertice continua e ieri Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, Vladimir Putin, ha detto che «lavoriamo con gli americani per stabilire una data», mentre negli Usa è arrivato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov per il G20 ministeriale di Atlanta.
Washington chiede ai Paesi baltici di moderare i toni sulla Russia
Reuters ha rivelato, da quattro fonti informate, che il Pentagono, per favorire la distensione con Mosca, su ordine del presidente Donald Trump, ha intimato ad alcuni alleati, specie Estonia, Lettonia e Lituania, di «moderare i toni sulla minaccia rappresentata dalla Russia». Fra i funzionari che hanno avvertito i baltici spicca Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono e fautore della riduzione delle truppe americane in Europa. Il ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas, ha negato d’esser stato ammonito dagli americani, mentre il primo ministro estone, Kristen Michal, ha detto di non voler moderarsi verso Mosca.
La tregua a Oleshky e la ripresa degli attacchi alle raffinerie russe
Il conflitto prosegue, sebbene la tregua umanitaria locale a Oleshky regga bene. La funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova ha detto che «la missione umanitaria di oggi è stata completata» e che l’evacuazione dei civili è stata compiuta con «25 autobus e 9 ambulanze», ma un geniere e un’altra persona sono morti durante lo sminamento del corridoio. L’Ucraina ha interrotto la moratoria agli attacchi alle raffinerie russe che Trump aveva chiesto al presidente ucraino Volodymir Zelensky.
Oltre mille droni ucraini contro obiettivi in Russia
Sugli oltre 1.000 droni lanciati ieri dalle forze di Kiev verso la Russia alcuni miravano a «tre raffinerie petrolifere e un impianto chimico», stando al vicepremier russo Alexander Novak, ma a subire danni incendiari è stata solo la raffineria di Novokuibyshevsk, nella regione di Samara. Gli ucraini hanno colpito un veicolo lanciamissili russo Iskander-M, capace di lanciare un vettore tattico della gittata di 500 km, anche a testata nucleare, a Fatezh, nel Kursk.
Zaporizhzhia, Odessa e Kiev: proseguono gli attacchi russi
Un drone ucraino ha ucciso un operaio saldatore presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma i russi non sono stati a guardare. Oltre a bombardare infrastrutture del porto di Odessa e navi, nonché impianti industriali a Kiev, hanno martellato la rete elettrica di Dnipropetrovsk lasciando al buio 200.000 persone. Per ovviare agli attacchi russi ai ponti sul Dnepr a Kiev, il ministro ucraino dei Trasporti, Mykola Kalashnyk, ha annunciato la costruzione di 21 nuovi attraversamenti.
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