A Gaza due scuole colpite dai raid. Tank israeliani nel Sud della città
Tank israeliani verso il confine con Gaza (Getty Images)
  • Sotto i missili un ospedale per bambini, un istituto Unrwa e uno cattolico. Rasa al suolo la casa di un capo dei terroristi. L’Idf: «I jihadisti sparano sulla strada per gli sfollati». Vertice del generale Halevi nella Striscia.
  • L’esercito ebraico ammette di aver fatto fuoco sui mezzi di soccorso. Ma accusa: «Sono usati dai fondamentalisti». Per reazione gli islamisti fermano l’esodo verso l’Egitto.

Lo speciale contiene due articoli.

Ieri è stata un’altra terribile giornata nell’inferno di Gaza, dove continua sempre più incessante l’assedio israeliano. L’esercito dello Stato ebraico ha condotto pesanti bombardamentio colpendo tra gli obiettivi, anche la casa del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, rifugiato da tempo in Qatar.

In mattinata un raid aereo condotto dalle forze dello Stato ebraico ha colpito la scuola delle Suore del Rosario di Gerusalemme a Tel al-Hawa, un piccolo villaggio a Sud di Gaza City. A darne notizia è stata la preside dell’istituto, suor Nabila Saleh: «Questa mattina hanno colpito la nostra scuola danneggiando il grande cortile esterno e arrecando danni alle strutture circostanti. Purtroppo le comunicazioni sono interrotte in quella zona perché sono ancora in corso i bombardamenti ed è impossibile andare a vedere i danni subiti». Oltre alla scuola, che ospitava 1.250 alunni ed è la più grande di tutta la Striscia, secondo fonti vicine ad Hamas è stato colpito anche l’istituto scolastico al-Fakhura gestito dall’Unrwa, nel Nord della Striscia, nei pressi del campo profughi di Jabalia, dove avrebbero perso la vita 12 persone, tra cui tre bambini. Bombe israeliane sono cadute anche nella zona di piazza al-Khatiba, considerato il più influente centro teologico e universitario dell’islam sunnita a Gaza e dove è stata completamente distrutta la moschea Sheikh Zayed.

Ma a suscitare più sdegno è stato un altro episodio di violenza, ovvero il raid su un convoglio di ambulanze a Gaza, fuori dall’ospedale per bambini al-Nasser che, secondo quanto comunicato dal ministero della Salute palestinese, controllato da Hamas, avrebbe causato almeno 15 morti e 60 feriti. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto «inorridito» da questo attacco: «Il conflitto deve finire. Le immagini dei corpi sparsi sulla strada fuori dall’ospedale sono strazianti», ha scritto in una nota. L’Organizzazione delle Nazioni unite si è espressa anche attraverso la voce dell’Alto commissario per i diritti umani, Volker Turk, che ha condannato il «forte aumento di odio nel mondo dopo il massiccio attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre che ha scatenato una nuova guerra di Israele contro la Striscia di Gaza, con migliaia di morti tra i civili palestinesi».

Anche Medici senza frontiere ha usato parole dure: «Abbiamo assistito a un ulteriore tragico evento in un flusso infinito di violenze inconcepibili. I ripetuti attacchi contro ospedali, ambulanze, aree densamente popolate e campi profughi sono vergognosi. Quante persone devono morire prima che i leader mondiali si sveglino e chiedano un cessate il fuoco? L’attacco mortale davanti al cancello dell’ospedale è terribile. Si tratta di un attentato letale davanti all’ospedale più frequentato di Gaza, dove il nostro personale lavora ogni giorno», si legge in un comunicato diffuso dalla Ong. A raccontare quanto accaduto è stato Mohammed Obeid, medico di Msf che presta servizio all’ospedale Al Shifa e che si trovava fuori dall’al-Nasser: «Eravamo dentro al cancello quando l’ambulanza è stata colpita davanti ai nostri occhi. C’erano corpi insanguinati ovunque. Molti sono morti sul colpo, mentre altri sono stati portati d’urgenza in sala operatoria».

Dal canto suo Israele, si è difesa dalle accuse di aver volutamente bombardato obiettivi civili, dicendo che Hamas utilizza quelle ambulanze per nascondere i propri miliziani e trasportare delle armi. Versione, quest’ultima, supportata anche da fonti americane, secondo cui «Hamas ha cercato di far uscire con le ambulanze i suoi combattenti da Gaza via Rafah, rallentando così gli sforzi per evacuare gli stranieri». Inoltre, Il portavoce dell’Idf, dopo aver accusato Hamas di «sparare sulla strada per gli sfollati», avrebbe comunicato in arabo ai civili che l’esercito avrebbe permesso il passaggio sulla strada Salah al-Din dalle 13 alle 16 per spostarsi verso Suda: «Se hai a cuore te stesso e i tuoi cari, vai a Sud. Siate certi che i leader di Hamas si stanno già preoccupando di proteggersi». Intanto, secondo quanto riportato dalla Cnn, nei prossimi giorni la strategia militare di Israele vedrà diminuire i raid aerei per intensificare le operazioni tattiche di terra.

Herzi Halevi, capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, ieri ha svolto all’interno della Striscia una riunione con le forze presenti sul posto, guidate dal comandante della divisione generale numero 162, Itzik Cohen.

Ieri nel quartiere di Tel al-Hawa, a Sud di Gaza City, sono entrati i carri armati dell’esercito israeliano, dando vita a un violento scontro con i miliziani delle brigate al-Qassam. Per quanto riguarda invece il fronte a Nord, al confine con il Libano, le forze armate israeliane fanno sapere di aver colpito due commando di Hezbollah che stavano provando a lanciare razzi.

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