Pechino rafforza ulteriormente i suoi legami con Pyongyang. La settimana scorsa, il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha ricevuto il presidente della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, Wang Huning.
Secondo quanto riferito da China Daily, «Wang ha affermato che la Cina è pronta a collaborare con la Repubblica popolare democratica di Corea per mantenere una stretta comunicazione e scambi tra le due parti attraverso varie forme, per conseguire risultati più concreti tramite la cooperazione pratica tra i due Paesi e per consolidare ulteriormente il sostegno pubblico all’amicizia tra Cina e Repubblica popolare democratica di Corea». Kim, dal canto suo, ha dichiarato che il trattato bilaterale, firmato 65 anni fa da Pechino e Pyongyang, ha svolto un «ruolo importante». «È politica ferma del Partito dei Lavoratori di Corea e del governo della Repubblica popolare democratica di Corea quella di sviluppare con maggiore vigore le tradizionali relazioni di amicizia e cooperazione», ha anche detto il leader nordcoreano.
La visita di Wang Huning conferma un ulteriore consolidamento dei rapporti tra Pechino e Pyongyang. Ricordiamo che, a inizio giugno, lo stesso Xi Jinping si era recato nel Paese, per incontrare Kim. «Indipendentemente da come cambieranno i tempi o da come si evolverà la situazione internazionale, la tradizionale amicizia tra Cina e Corea del Nord rimarrà invincibile», affermò, nell’occasione, il presidente cinese. La dinamica in atto non è affatto scontata. Al di là delle dichiarazioni di faccia, negli scorsi anni, non è che i rapporti tra Pechino e Pyongyang fossero particolarmente idilliaci.
La Cina temeva innanzitutto l’iperattivismo nucleare della Corea del Nord. In secondo luogo, Xi era non poco preoccupato dal rafforzamento dei legami tra Pyongyang e Mosca (soprattutto sul fronte della Difesa): era giugno 2024, quando Kim e Vladimir Putin firmarono un trattato di partenariato strategico globale. Non è del resto un mistero che il presidente russo fosse intenzionato a far leva sugli attriti tra Cina e Corea del Nord anche per scongiurare un abbraccio soffocante con Xi Jinping. Se è vero che la guerra in Ucraina ha rinsaldato i legami tra Mosca e Pechino, è altrettanto vero che il capo del Cremlino teme una subordinazione della Federazione russa nei confronti della Repubblica popolare cinese. La sua sponda con Kim era quindi funzionale a evitare un simile scenario.
Xi, dal canto suo, ha compreso la strategia dello zar e si è mosso di conseguenza. Negli ultimi mesi, Pechino ha rafforzato i rapporti con la Corea del Nord anche per cercare di disinnescare le manovre di Putin. Kim è ovviamente consapevole di tutto questo. E punta alla strategia del pendolo, per fortificare la propria posizione geopolitica.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >