Il Belgio distrugge sei milioni di dosi: «Dobbiamo far spazio ai bivalenti»
Frank Vandenbroucke (Ansa)
L’annuncio del ministro: metà delle scorte saranno sostituite dai nuovi preparati.

In Belgio verranno distrutte circa sei milioni di dosi di vaccini Covid. Lo ha annunciato ieri Frank Vandenbroucke, il ministro federale della Salute, durante un intervento alla Commissione sanità della Camera dei rappresentanti. Per intenderci, considerando che il Belgio conta una popolazione di circa 11,5 milioni di abitanti, sarebbe come se in Italia buttassimo una cifra vicina alle 30 milioni di dosi. Il motivo? Far spazio nei congelatori ai nuovi vaccini bivalenti adattati alle più recenti varianti del Covid. Non solo, dunque, le multinazionali del farmaco hanno incassato denaro pubblico per dosi che non verranno mai utilizzate, ma il governo belga è pronto a sborsare altre centinaia di milioni per l’acquisto dei nuovi sieri aggiornati.

«Diversi studi mostrano che l’efficacia dei vaccini modificati Ba.4/5 è chiaramente superiore a quella del vaccino originale», ha dichiarato il ministro. «Quindi non possiamo più utilizzare i vaccini originali in eccesso. Saranno distrutti il prima possibile. Parliamo di 2.631.000 dosi di Moderna e 3.305.220 dosi di vaccini a mRNA di Pfizer». Dalle parti di Bruxelles si parla ancora (purtroppo) di austerità, ma per certe cose i soldi si trovano sempre. Anche a emergenza finita. Le dosi di vaccini destinate alla distruzione rappresentano solo una frazione delle riserve detenute dal governo federale, che ammontano a un totale di 15,3 milioni, cioè più dell’intera popolazione belga. A causa dello spazio limitato nei congelatori, ora si procede allo smaltimento. Viene però da chiedersi come sia possibile un abbaglio di queste dimensioni, visto anche che fin dal giorno zero gli esperti ci hanno avvertito di quanto i coronavirus mutino costantemente.

Già in passato il Belgio ha distrutto parte delle sue riserve di materiali anti Covid, come dispositivi di protezione individuale, test e vaccini. Il Bruxelles Times riporta che, nell’aprile dello scorso anno, il governo federale ha proceduto alla distruzione di mascherine, test e medicinali legati al Covid per un valore totale di 98,5 milioni di euro, perché erano scaduti o di qualità inadeguata. Nel luglio 2022 sono state distrutti 1,3 milioni di dosi di vaccino. In precedenza, inoltre, il governo era stato criticato per aver cercato di smaltire la propria scorta di medicinali Covid-19 in Ucraina. Nel maggio 2022, il Belgio ha inviato in Ucraina 280.000 medicinali e 140.000 siringhe scadute al momento dell’arrivo. Si stima che in questo modo si siano sprecati circa 3,4 milioni di euro. Insomma, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Che durante un’emergenza si possano commettere degli errori di valutazione, anche per un sano eccesso di prudenza, pare più che lecito. L’emergenza tuttavia non può, vista anche la dimensione dello sbaglio, giustificare qualsiasi sperpero di denaro pubblico, specialmente ora che è finita e a maggior ragione se – anche con le migliori intenzioni del mondo – questo viene incassato da multinazionali il cui potere è ormai sotto gli occhi di tutti. Basti pensare che, ancora oggi, i contratti tra le grandi aziende farmaceutiche e l’Unione europea per l’acquisto dei vaccini sono mantenuti segreti. Non c’è poi da stupirsi se ai cittadini di fronte a certe cose vengono dei sospetti.

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