Avviso ai leader del centrosinistra: c’è un sondaggio fresco fresco di Alessandra Ghisleri per cui anche tra gli elettori del centrosinistra la questione degli immigrati è un tema di forte preoccupazione. Altro che gay pride e auto elettriche.
I numeri, dicevamo. Secondo il sondaggio realizzato da Euromedia Research, la società diretta da Alessandra Ghisleri, e presentato nel corso della rassegna «Pantelleria, Mediterraneo d’Autore», promossa da Myrta Merlino e Valentina Fontana, sulla questione «immigrazione» emerge una posizione particolarmente netta: il 57% degli intervistati giudica prevalentemente negativo l’impatto dei flussi migratori che raggiungono le coste italiane, mentre solo il 14% lo considera positivo.
Ancora più significativo il consenso sulla gestione dell’immigrazione irregolare: il 73% condivide l’idea che gli immigrati privi dei requisiti legali di soggiorno debbano essere rimpatriati. «Il dato più forte è proprio questo», ha commentato la Ghisleri. «Esiste una larga condivisione, trasversale agli schieramenti politici, sull’idea che gli arrivi illegali debbano essere gestiti con fermezza. Anche una parte significativa dell’elettorato di centrosinistra condivide questo orientamento».
A pensarci bene il dato non è una novità se si pensa che nella tornata di referendum dell’8-9 giugno 2025 ve n’erano quattro sul lavoro (Jobs act, licenziamenti, contratti a termine, appalti) e uno sulla cittadinanza, che proponeva di dimezzare da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale richiesto agli stranieri extracomunitari per farne richiesta. L’intero pacchetto non raggiunse il quorum di affluenza (si fermò al 30,5%: una scoppola colossale per Schlein e Landini), ma se i Sì ai referendum relativi al Jobs act prevalsero nettamente, lo stesso non accadde rispetto alla cittadinanza dove diversi elettori di sinistra scelsero la linea del rigore sui «nuovi italiani», gonfiando i No alla proposta. Tra l’altro, dopo il recente, gravissimo fatto di cronaca nella zona San Siro di Milano dove un ragazzo originario del Gambia ma nativo in Italia ha accoltellato un uomo, le riflessioni sui «nuovi italiani» e sugli stranieri ospiti diventeranno ancor più critiche.
Questo sentimento riaffiora nello studio di Euromedia research laddove si scompone il giudizio sull’immigrazione rispetto ai rispettivi partiti di riferimento. Come si diceva, prevalgono le critiche: il 57% degli italiani ritiene che i flussi migratori che giungono sulle coste abbiano un impatto prevalentemente negativo, con punte del 90,4% tra gli elettori della Lega e dell’80,2% tra quelli di Fdi, mentre il dato scende al 34,4% tra gli elettori di Avs e al 28,9% tra gli elettori del Pd, i quali danno una sveglia alla Schlein e alla combriccola Fratoianni/Bonelli. Rispetto poi all’idea che i migranti privi di requisiti legali debbano essere rimpatriati, l’opzione raccoglie appunto il 73% degli intervistati. Del resto per quale motivo un elettore di sinistra dovrebbe ingoiare le ricette del Pd o di Avs quando con i flussi incontrollati causati dai governi di centrosinistra s’è visto peggiorare la vita? Basta raccogliere le lamentele nei quartieri popolari per registrare che i problemi condominiali nascono dagli stranieri più che dagli italiani, o che sui servizi quali trasporto locale, scuole, sanità, rifiuti, l’abbassamento della qualità è per colpa degli immigrati. Basta ascoltare la gente fuori dai salotti o dai club «dell’aria fritta».
Interessante anche la parte relativa al concetto di «remigrazione»: il 73,5% dichiara di conoscerne il termine, e questo evidenzia come Vannacci sia riuscito a guadagnarsi uno spazio di agibilità politica e narrativa in un campo dove sembrava che il tema «immigrazione» fosse abbastanza saturo; invece il generale ha fatto bingo sposando le tesi più «hard». Ovviamente questo spacca i fronti: solo il 36,8% afferma di condividere le idee espresse dal generale Roberto Vannacci sul tema, mentre il 44,4% dichiara di non condividerle. Ancora più netto il giudizio sulla loro concreta applicabilità: il 56,8% ritiene che tali proposte non siano realizzabili nel nostro Paese e nell’area mediterranea, contro il 26,7% che le considera invece applicabili. «Le idee di Vannacci raccolgono attenzione, ma la maggioranza degli italiani non le considera concretamente realizzabili», osserva Ghisleri.
Se dunque l’iniziativa ideata dalla conduttrice (molto radical chic) Myrta Merlino serviva per scandagliare le questioni del Mediterraneo, la risposta che arriva dal sondaggio di Alessandra Ghisleri è il fermo immagine di una Italia che ha ben chiare le minacce che arrivano dai flussi migratori non governati. E da un Mediterraneo caotico che l’Unione europea ha sempre o sottovalutato (Germania) o sfruttato meschinamente (Francia). Va riconosciuto al governo italiano di aver riannodato i fili dimenticati e di averlo fatto con il miglior approccio possibile, nella speranza di giocare un ruolo di mediatori al fine di una stabilità che conviene a tutti. (Altrimenti prevarrà la Turchia, player «mediterrasiatico» sempre più presente e forte).
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >