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Pedro Sánchez (Ansa)

La retorica dei profeti dell’invasione si fa ogni giorno più interessante. Da un punto di vista psichiatrico, ovviamente. Dopo che decine di migliaia di marocchini sono entrati nell’exclave spagnola di Ceuta tutto l’universo progressista si è messo a gridare al complotto sovranista.

Colpa di Donald Trump che manovra l’esecutivo marocchino, colpa dei perfidi Maga, colpa del fascismo eterno che trama nell’ombra. Persino Matteo Renzi, interrogato da Avvenire, ha il fegato di spiegare che a Ceuta c’è stato «l’uso dei migranti come strumento di pressione geopolitica». Lui se ne intende, dopo tutto: fu il suo governo a ottenere più flessibilità sui conti dall’Ue in cambio dell’accoglienza indiscriminata di una marea di stranieri. La tesi del piano oscuro è avallata, su Repubblica, anche dal fondatore della comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. «Io non sono un complottista, non parlo di trame se non vedo le prove», attacca. Poi aggiunge: «Ma c’è qualcosa che va sottolineato. Innanzitutto, il Marocco se li è ripresi quasi tutti in poco tempo. Questi poveracci sono stati mandati avanti e poi ritirati indietro, con un trauma immenso. La disperazione un’altra volta è stata usata e sfruttata. E poi mi ha colpito anche che pur essendoci in Marocco tanti africani vogliosi di emigrare, non fossero coinvolti».

Riccardi e la teoria del complotto su Ceuta

Insomma Riccardi non vuole fare il dietrologo ma sente puzza di complottone. Repubblica lo incalza: «Però vorrà dire qualcosa se Trump e tutto il mondo Maga che ha molti seguaci anche in Italia non hanno esitato a saltar sopra Ceuta per attaccare i democratici». E Riccardi risponde a tono: «Non c’è dubbio che i Maga l’abbiano cavalcata per dire: vedete cosa saranno gli Usa se vincessero i democratici. E Trump aveva detto che la Spagna non è un buon alleato e sarebbe accaduto qualcosa. Ma il peggio è che l’esodo è stato spiegato con il fenomeno dell’attrazione: questi 60.000 sarebbero venuti in Europa perché c’è stata la regolarizzazione del governo iberico. Sui social i mafiosi hanno scritto che erano state aperte le porte. Mentre è stata una scelta significativa per motivi economici, umanitari e di sicurezza». Complotto o meno, dunque, sul caso Ceuta si allunga l’ombra minacciosa delle destre globali.

La contraddizione della sinistra sui migranti

Tutto molto suggestivo: ora che a finire nei guai è l’amico socialista spagnolo Pedro Sánchez si può parlare di manipolazione dei flussi e di trame segrete. Ma attenti che il meglio deve ancora venire. I progressisti, infatti, hanno una fantastica soluzione al problema. E sapete qual è? Ovvio: l’accoglienza. Sul punto, Andrea Riccardi è chiarissimo: «I nostri Paesi in crisi demografica hanno bisogno dei migranti».

Fenomenale: dopo anni riescono finalmente ad ammettere che gli sbarchi sono uno strumento di destabilizzazione delle nazioni e che l’immigrazione è ignobile sfruttamento di poveri disperati. Poi però spiegano che comunque bisogna aprire le frontiere. In buona sostanza i cari liberal si dichiarano di fatto complici del grande complotto contro l’Europa.

I respingimenti di Sánchez mettono in crisi la narrazione

Solo un particolare non torna in tutto ciò. Come mai, se bisogna aprire le frontiere e accogliere, il caro Sánchez ha respinto quasi 50.000 persone attuando nei fatti la più clamorosa opera di remigrazione vista finora in Occidente? Se come dice Daniel Cohn-Bendit alla Stampa è «assurdo chiudere le frontiere», come mai la Spagna non si è presa tutti i marocchini? Chissà, forse Sánchez non ha capito che quelle migliaia di giovani maschi potevano servire a colmare il vuoto demografico. Bisogna che Andrea Riccardi lo chiami prima di subito e gli spieghi come si deve comportare.

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