Si era rintanato a due passi dal posto in cui l’aveva lasciato il tassista che aveva rapito sul posto della strage ai mercatini di Natale, nascosto in un capannone abbandonato nella zona industriale di Plaine des Bouchers: e lì Cherif Chekatt è stato stanato e ucciso dai gendarmi della polizia francese.
La caccia all’uomo è finita ieri sera. Cherif Chekatt, come è già capitato con altri attentatori in Francia, non è finito in galera, ma in una bara. L’operazione è scattata poco dopo le 21 di ieri, dopo la segnalazione di una donna che aveva notato un uomo ferito che attraversava rue du Lazaret, la strada principale dell’area, a cinque minuti da casa di Chekatt, nella stessa zona in cui, prima di trasferirsi nella banlieue di Koenigshoffen, aveva frequentato la scuola Schluthfeld.
Una pattuglia di poliziotti lo ha subito intercettato e gli ha chiesto i documenti. Chekatt ha tirato fuori lo stesso revolver usato per la strage e ha sparato (addosso aveva ancora anche un coltello). La risposta è stata precisa e immediata. E Chekatt è caduto con la faccia sull’asfalto.
Poco dopo, l’agenzia di propaganda dello stato islamico Amaq ha rivendicato l’attentato ai mercatini di Natale a Strasburgo, sostenendo che Cherif Chekatt era un «soldato» dello Stato islamico che «ha portato avanti l’operazione per vendicare i civili uccisi dalla coalizione internazionale». I servizi di intelligence francesi stanno verificando in queste ore l’attendibilità del messaggio di rivendicazione dello Stato Islamico. È forte, infatti, il sospetto che Chekatt non sia soltanto un cane sciolto.
E ora è caccia alla rete che lo ha protetto. Sami Chekatt, 34 anni, uno dei fratelli dell’attentatore, è stato arrestato questa mattina in Algeria, inseguito da un mandato internazionale per associazione di stampo terroristico emesso dopo la sparatoria di martedì sera. Il fratello del terrorista ucciso è schedato in Francia come persona pericolosa e a rischio radicalizzazione. E siccome ha lasciato il Paese prima dell’attacco, gli inquirenti vogliono sapere se fosse al corrente del progetto del fratello o se abbia avuto un ruolo logistico nell’attentato.
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