«Le prove e le fatiche della vita – vissute nella fede – contribuiscono a purificare il cuore, a renderlo più umile e quindi più disponibile ad aprirsi a Dio». Segue l’hashtag: #Quaresima. Il sibillino tweet di Francesco, alias Pontifex su Twitter, è un messaggio ai codice ai fedeli di tutto il mondo. Una Pasqua senza Papa? Giammai. Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il pontefice rientra oggi in Vaticano, dopo le tre notti passate al Gemelli per «un’infezione alle alte vie respiratorie». Una bronchite infettiva, insomma: causata da un virus e curata con banali antinfiammatori e antibiotici. La paura iniziale per quel dolore al petto era stata sostituta dal rammarico: la ventilata rinuncia ai riti della Settimana Santa, i più importanti del calendario liturgico. La tempra di Bergoglio ha, però, prevalso. Domani, annuncia la sala stampa della Santa Sede, sarà in piazza San Pietro per la messa della Domenica delle Palme.
I medici, già giovedì sera, parlavano di «netto miglioramento». Così le insistenze dell’illustre degente hanno prevalso. Del resto, il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ieri aveva diffuso un comunicato molto rassicurante: «Papa Francesco ha cenato, mangiando la pizza, insieme a quanti lo assistono in questi giorni di degenza ospedaliera: con il Santo Padre erano presenti i medici, gli infermieri, gli assistenti ed il personale della gendarmeria. Questa mattina, dopo aver fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani e ha ripreso il lavoro».
Nel pomeriggio è, poi, uscito dal suo reparto per salutare i bambini ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica del Gemelli. Gli ha portato rosari, uova di cioccolato, libri sulla vita di Gesù. Durante la visita, durata circa mezz’ora, ha persino battezzato un bambino, Miguel Angel, nato poche settimane fa. Il pontefice torna quindi nella sua residenza, a casa Santa Marta. E domenica «sarà presente» in piazza San Pietro, comunica il portavoce vaticano. Ovviamente, quel «sarà presente» lascia intendere che non sarà lui a officiare. Ma, visti i timori iniziali, quando si ipotizzava perfino l’Angelus dal decimo piano dell’ospedale romano, sembra già sorprendente. Il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, conferma: «Il Papa potrà presiedere tutti i riti della Settimana Santa. Ci sarà in ogni celebrazione un cardinale al quale spetteranno le incombenze all’altare».
Francesco, dunque, dovrebbe partecipare a tutte le celebrazioni seduto sulla sedia a rotelle. Come già successo in altre occasioni, del resto. Saranno i cardinali a officiare. Anche ai funerali di Benedetto XVI, era stato lo stesso Re a guidare la messa funebre alla presenza del pontefice, che aveva letto l’omelia. Domani toccherà, quindi, a Leonardo Sandri, vice decano del collegio. Giovedì mattina, per la messa crismale, al vicario di Roma, Angelo De Donatis. Nel pomeriggio, per la lavanda dei piedi, ci sarà l’arciprete di San Pietro, Mauro Gambetti. Il giorno di Pasqua, invece, officerà il cardinale Re. Probabilmente, oltre alla messa di domani, il Papa presiederà venerdì notte anche la Via Crucis al Colosseo e sabato sera la tradizionale veglia. Infine domenica, dopo la messa, darà la benedizione Urbi et orbi dal loggione di San Pietro.
«Si governa con la testa, non con il ginocchio». La battuta ai giornalisti lo scorso dicembre, nel giorno del suo ottanteseiesimo compleanno, sembra diventata il motto del suo papato. L’età, la sciatalgia, la sedia a rotelle, l’intervento. Eppure, insiste il pontefice, quel che conta è la lucidità, non gli acciacchi. Durante il ricovero nel policlinico romano, Francesco aveva già ripreso a lavorare. Lunedì mattina riceverà in udienza il presidente del consiglio dei ministri della Bosnia Erzegovina, Borjana Kristo. E ha un’agenda fitta di impegni internazionali. Un viaggio in Ungheria a fine aprile. Un altro in Portogallo, per la Giornata mondiale della gioventù, ad agosto. E non sono escluse future visite in Mongolia, India e Libano.
Un attivismo che sembra pure l’indiretta risposta ai tanti che, dentro le sacre mura, continuano a cospirare. Sperano nel nuovo conclave. E Francesco lo sa benissimo. Quando era ricoverato per l’operazione al colon, capì che alcuni tramavano apertamente per la sua successione. «Sono ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto» commentò con alcuni gesuiti slovacchi. «So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave. Pazienza. Grazie a Dio, sto bene».
Anche stavolta, è partito il pissi-pissi vaticano. Dopo lo spavento delle prime ore, le condizioni di salute del pontefice sono sembrate buone. Nonostante i rassicuranti bollettini clinici, sono cominciate, però, a girare voci di «infarto». Anche per questo, probabilmente, Francesco aveva fretta di mostrarsi in forze, tornare a Santa Marta, farsi vedere in piazza San Pietro. Ma pure questa Pasqua passerà. Mentre i corvi continueranno ad aleggiare sul suo pontificato.
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