Dietro il tentato attentato a Trump un fanatico pro Ucraina
La polizia sul luogo dell'attentato a Donald Trump. Nel riquadro Ryan Wesley Routh (Getty Images)

Donald Trump ha subito un secondo attentato. L’Fbi ha infatti reso noto di «stare indagando su quello che sembra essere un tentato assassinio» del candidato repubblicano, che è illeso ed è stato prontamente messo in salvo.

Ieri pomeriggio, mentre il tycoon si trovava nel suo golf club in Florida, il secret service ha aperto il fuoco contro un sospettato che aveva puntato un’arma da fuoco tra gli arbusti poco lontani dall’ex presidente. Successivamente, nei pressi del luogo dove l’attentatore si era appostato, è stato rinvenuto un kalashnikov.

L’uomo si è quindi dato alla fuga su di un SUV, ma la vettura è stata fotografata da un testimone. Una circostanza, questa, che ha facilitato la cattura dell’uomo poco più tardi: si tratta di Ryan Wesley Routh, un piccolo imprenditore cinquantottenne, attualmente tenuto in custodia dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dalla Cnn, avrebbe precedenti penali e risulterebbe un frequente critico di Trump sui social network. Registrato come elettore “non affiliato” in North Carolina, ha votato alle ultime primarie locali del Partito democratico. Sempre secondo la Cnn, “Routh ha espresso il suo supporto per l’Ucraina in decine di post X nel 2022, affermando di essere disposto a morire nella lotta e che ‘dobbiamo bruciare il Cremlino fino alle fondamenta’. In un post di aprile, Routh espresse inoltre sostegno alla candidatura di Joe Biden, accusando Trump di voler rendere “schiavi” gli americani. Segno che, forse, la campagna di demonizzazione del tycoon portata avanti da alcuni settori della sinistra americana potrebbe aver avuto delle conseguenze profonde.

“La mia determinazione è diventata ancora più forte dopo un altro attentato alla mia vita!”, ha dichiarato Trump. “Non mi arrenderò mai!”, ha aggiunto. “Sono profondamente turbata dal possibile tentativo di assassinio dell’ex presidente Trump oggi. Mentre raccogliamo i fatti, sarò chiara: condanno la violenza politica”, ha affermato, dal canto suo, Kamala Harris. “Sono sollevato che l’ex presidente sia illeso”, ha detto invece Biden. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha annunciato a sua volta un’indagine statale. In tutto questo, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è detto “scioccato” per quanto accaduto.

In attesa che le varie indagini facciano il loro corso, bisognerà capire come questo attentato impatterà sulle complicate dinamiche della campagna elettorale in vista delle presidenziali di novembre. Ricordiamo che, appena due mesi fa, Trump è miracolosamente scampato a un tentativo di assassinio durante un comizio a Butler in Pennsylvania. Nell’occasione, il secret service – il corpo preposto alla sicurezza di presidenti ed ex presidenti – era finito nella bufera per varie falle nel sistema di protezione e di intervento. Un rapporto recentemente pubblicato a seguito di un’indagine interna ha rilevato che le operazioni messe in campo per salvaguardare all’epoca il tycoon furono “negligenti in modo allarmante”.

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