Una mano mutilata e un occhio asportato. È questo il bilancio della protesta studentesca francese per la giornata ieri. L’intensità della contestazione è stata più contenuta rispetto a quella della scorsa settimana. Secondo il ministero dell’Educazione, gli istituti superiori interessati dalla protesta, ieri mattina sono stati 413 (-27% rispetto a venerdì) sui 3.700 totali.
Nonostante ciò, non sono mancati gli atti vandalici contro le scuole. Al Liceo Vauquelin di Parigi c’è stata «un’ondata di violenza inaudita», come riferito a Bfm tv dalla preside dell’istituto, Carole Zerbib. La stessa preside si è però rifiutata di rispondere alle domande dell’inviato di CNews, rete tv di Vincent Bolloré, spesso boicottata perché considerata troppo di destra.
Proteste più contenute, ma non senza violenze
Ieri si aveva l’impressione di vivere una sorta di quiete prima della tempesta. In effetti per oggi è prevista una grande manifestazione nazionale a Parigi indetta dall’Union étudiante e l’Union syndicale lycéenne (Usl). All’origine di questa iniziativa c’è anche l’insoddisfazione dei rappresentanti sindacali degli studenti dopo l’incontro con il ministro dell’Educazione Édouard Geffray, tenutosi lo scorso venerdì.
Per Ryad Rani, presidente dell’Usl: «La discussione è stata finalmente avviata, ma non ci sono stati annunci concreti da parte del ministro». Parole di sfida sono invece arrivate da Louis Letoubon, rappresentante del sindacato Les Lycéens, che ha invitato a «continuare con il rapporto di forza».
Un quindicenne perde una mano a Lens
Come detto, ieri due persone sono rimaste gravemente ferite. A Lens, nel Nord della Francia, un quindicenne ha perso una mano dopo aver raccolto e tentato di rilanciare una granata da sfollamento, tirata dalla polizia. Il giovane è stato trasportato rapidamente in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il prefetto del dipartimento del Passo di Calais, François-Xavier Lauch, ha dichiarato che ieri è stato registrato «più che nei giorni precedenti, un assembramento di studenti: 200, 250 in totale, che all’inizio della mattinata hanno lanciato tutta una serie di oggetti contro i poliziotti».
Xavier Bertrand, presidente della regione Hauts-de-France, dove si trova Lens, ha definito il ferimento del giovane un «dramma assolutamente terribile».
Una donna perde un occhio ad Aix-en-Provence
Ad Aix-en-Provence, non lontano da Marsiglia, una donna ha perso un occhio, mentre passava in prossimità della manifestazione. La malcapitata è stata raggiunta da una pietra lanciata da un diciassettenne. Lo ha scritto il quotidiano locale La Provence, secondo il quale la vittima ha 51 anni. Il ferimento sembra essere avvenuto la scorsa settimana.
Oggi la manifestazione nazionale a Parigi
Sul fronte politico, il presidente de Les Républicains, Bruno Retailleau ha puntato nuovamente il dito contro il partito di estrema sinistra, La France Insoumise (Lfi), come sobillatore della contestazione studentesca. Per Retailleau, Lfi dovrebbe essere ribattezzata come «La Francia Incendiaria».
Da vari membri del governo guidato da Sébastien Lecornu sono giunte parole prudenti. Invece, vari esponenti delle sinistre hanno espresso sostegno e comprensione nei confronti degli studenti, in un esercizio nemmeno tanto nascosto di captatio benevolentiae.
Il governo invita al dialogo
Il ministro dell’Insegnamento superiore, Philippe Baptiste, ai microfoni di Sud Radio, ha detto di temere l’estensione della protesta a livello nazionale.
Il suo collega, Jean-Pierre Farandou, responsabile del Lavoro e della Sicurezza sociale ha dichiarato, su Lci, che bisogna «ascoltare ciò che gli studenti hanno da dire» aggiungendo poi: «penso che queste rivendicazioni siano legittime», ha detto, precisando tuttavia che alcune possono essere soddisfatte e altre no. «Bisogna ascoltare e dialogare», ha insistito.
Farandou ha anche detto che certi esponenti di Lfi hanno «gettato benzina sul fuoco» e ha ritenuto che «le prime posizioni di Lfi fossero piuttosto orientate a provocare la violenza» e, a proposito dei vandali, ha dichiarato che «non c’è alcuna impunità in questo paese».
Le accuse delle opposizioni
Da Lfi e dai Socialisti sono arrivate parole per certi versi melense. Il deputato Lfi, Éric Coquerel, ha detto di credere che «questo movimento si estenderà» e ha accusato il governo per «l’uso strumentale della repressione».
L’ex commissario Ue, il socialista Pierre Moscovici, quello dei liceali «non è un movimento di casseurs» ma che è portatore di «rivendicazioni legittime».
Ancora più zuccherose le parole della sua collega di partito, Ségolène Royal, secondo la quale «bisogna amare i giovani e non colpirli». Per la Ldh, Lega dei diritti dell’uomo, in Francia c’è «una deriva globale rispetto allo Stato di diritto».
Sindacati e genitori in piazza
Per la manifestazione di oggi, è arrivato il sostegno e la partecipazione del sindacato Cgt-professori. Il comunista Fabien Roussel ha detto su Bfm tv che «se vogliamo proteggere i nostri figli […] ci converrebbe partecipare» alla manifestazione.
Persino la Federazione di genitori di Saint-Nazaire, Fcpe, ha detto di «sentirsi interessata» e pronta a manifestare oggi.
Nel frattempo, alcuni prefetti, come ad esempio quello di Lione, hanno emesso ordinanze per contenere le manifestazioni studentesche.
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